Riapertura dopo il lockdown © il Deutsch-Italia
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VIPITENO. Un benvenuto così non se lo scorderanno mai. Settecentoquaranta euro di multa, 370 euro a testa, per essersi presentati in territorio italiano una mezzoretta prima della mezzanotte tra il 2 e il 3 giugno. Cioè poco prima che scattasse, ufficialmente, la tanto strombazzata riapertura dei nostri confini ai cittadini dell’area Schengen dopo la lunga chiusura causa Covid-19. La disavventura è toccata a due turisti tedeschi. Due di quei turisti che tutti stiamo aspettando come manna dal cielo. Tedeschi che, forse, non sono più quelli di una volta – si potrebbe ironizzare – anzi si sono persino un po’ italianizzati. Perché si sono lasciati andare ad una piccola furbata: mezz’ora di anticipo per la voglia, tanta, di tornare in vacanza in Italia.

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È successo intorno alle 23.30 di ieri sera, alla barriera autostradale di Vipiteno, sulla A22, l’Autostrada del Brennero. Direzione Sud. Sotto i nostri occhi. Da qualche minuto era arrivata una pattuglia della polizia stradale. Fino ad allora, possiamo testimoniarlo, un traffico pressoché inesistente era stato movimentato, si fa per dire, proprio dal passaggio di qualche sparuta vettura con targa germanica. Avanguardie vogliose d’Italia, di sole, mare e chi più cliché ha sul Belpaese più ne metta. Nell’arco di pochi minuti, però, le vetture in discesa dal Brennero aumentavano, non certo una coda, ma, considerata anche l’ora, un numero davvero sorprendente. Tutte sono transitate senza problemi, ritirato il tagliando del pedaggio. Fino a quando è arrivata la pattuglia della Polstrada. Neppure il tempo di posizionare l’auto blu e bianca sulla piazzola di servizio poco oltre la barriera che, zacchete, uno degli agenti ha individuato il suo obiettivo. Paletta alzata di fronte una Audi Q5 color bianco latte che trainava una enorme roulotte, bianca anch’essa – sì, i tedeschi, quasi al pari degli olandesi – amano ancora, ad onta del dilagante “camperismo”, tirarsi dietro la loro casetta su ruote. Nessuna pietà per i trasgressori, per i temibili anticipatori: due coniugi bavaresi sulla cinquantina. Che non sapevano capacitarsi del fatto di essere stati fermati e soprattutto multati – e che multa! – soltanto per aver violato con mezzora d’anticipo il sacro suolo italico. Mentre gli agenti, chini sulla ribaltina del portellone posteriore della loro auto, compilavano un lunghissimo verbale, i due malcapitati turisti si sono sfogati con il cronista: «Non pensavamo di commettere un reato così grave. Dobbiamo arrivare a Vieste, sul Gargano, abbiamo il campeggio prenotato, il viaggio è lunghissimo. Volevamo solo avvantaggiarci un po’. Invece ci hanno detto che dobbiamo pagare quasi 800 euro. Ma perché solo noi? Perché quegli altri no?». Quegli altri erano le decine di vetture ugualmente con targa tedesca che ancora ben prima della fatidica mezzanotte continuavano a transitare indisturbate, ovviamente senza che i due agenti, sempre impegnati nella stesura del verbale, le degnassero di attenzione.

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Agenti gentili e umani, va riconosciuto. Uno di loro è sembrato persino giustificarsi: «Noi non possiamo farci nulla. Non abbiamo avuto nessuna disposizione ufficiale neppure che dal 3 giugno gli stranieri possono passare. Noi sappiamo soltanto quello che scrivono i giornali. E comunque quando abbiamo fermato questa macchina era ancora il 2 giugno. Certo, non ci fa piacere sanzionarli, ma potevamo fare altrimenti». La Audi con tanto di roulotte, dopo oltre mezzora- ed era ormai il fatidico 3 giugno – è ripartita: «Ma in Italia noi non torneremo più», ci ha detto, più amareggiato che arrabbiato, l’uomo al volante. C’è solo da sperare che il Gargano e le sue meraviglie facciano dimenticare in fretta questa prima accoglienza.

Nel frattempo era arrivata un’altra pattuglia della stradale, piazzatasi qualche decina di metri più avanti dell’altra. Erano le 23 e 48 quando la capo-equipaggio ha a sua volta allungato la paletta. Ancora verso un’auto con targa tedesca che trainava una roulotte. Ma stavolta ai due turisti germanici, un’altra coppia in cerca di sole e di mare, dovrebbe essere andata meglio. A sentire i pur ermetici tutori dell’ordine non sarebbe stata elevata loro alcuna contravvenzione. Soltanto un controllo dei documenti.

Le scene di cui sopra sono state immortalate anche da una troupe del primo canale pubblico tedesco “ARD”, che trasmetterà il servizio nel “Tagesthemen”, la seguita ed autorevole trasmissione di approfondimenti del più importante telegiornale di Germania. Le reazioni sono già immaginabili.

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Mentre alla barriera di Vipiteno oltre alle auto della polizia in quei minuti se ne aggiungeva anche una della guardia di finanza, qualche chilometro più a Nord, proprio al Brennero, sul confine storico che taglia la statale, davanti all’altrettanto storico cippo marmoreo che lo segna, non c’è era parvenza umana. Men che meno di polizia, carabinieri, finanza. Ovviamente sul lato italiano. Perché, poche decine di metri più a Nord, al posto di confine austriaco, ben cinque gendarmi controllavano meticolosamente chi, dall’Italia, intendeva entrare nell’ancora blindatissima Austria. Ed anche da lì qualche auto tedesca continuava a passare indisturbata verso Sud. Prima e dopo la mezzanotte. Turisti per i quali la vacanza in Italia era cominciata decisamente meglio. Oltre alla multa, avevano anche risparmiato il pedaggio. Alla mattina del fatidico 3 giugno una sorpresa. Mentre il traffico verso l’Italia scorreva senza problemi e senza controlli, con un regolare flusso

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di turisti tedeschi, ma certamente ben lontano dai consueti volumi di questa stagione, verso l’Austria è stata paralisi. Complice una deviazione per lavori che costringeva le automobili a lasciare la A22 per immettersi sulla parallela statale, al confine del Brennero si è formata una lunga coda che alle 10 del mattino aveva già superato i 2 km. La polizia austriaca infatti controllava pedissequamente ogni auto in transito, indistintamente dalla targa straniera. Solo chi aveva motivi per entrare in Austria veniva fatto passare. Oppure chi era in transito verso la Germania o altri Paesi. Ma costoro dovevano produrre un’auto dichiarazione che li impegnava a non fermarsi nel tratto austriaco dell’autostrada. Con i gendarmi tirolesi che controllavano il contachilometri per accertarsi che le auto avessero carburante sufficiente per il percorso.

mm
Nato a Perugia ha la Germania come sua seconda Patria. Oltre a quella italiana, possiede anche la cittadinanza tedesca. Dopo aver lavorato, tra gli anni ‘80 e ‘90, come capo ufficio stampa del Gruppo Fiat a Francoforte ed a Londra e successivamente dell’Italdesign-Giugiaro di Torino, dal 1999 è tornato a vivere stabilmente in Germania. Ė stato a lungo corrispondente della Gazzetta dello Sport, per la quale, oltre ad occuparsi di calcio, ha seguito regolarmente la F.1 su tutti i circuiti del mondo. Continua a lavorare come giornalista nel settore dei motori, collaborando con il quotidiano La Stampa di Torino ed il mensile Quattroruote.

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