Germania e Italia © Paolo Calleri
Germania e Italia © Paolo Calleri

Quale Paese d’Europa può vantare il record mondiale del minor numero di ore lavorative all’anno e delle più lunghe vacanze scolastiche? Un Paese in cui gli automobilisti si danno guerra sulle autostrade e per partire tutti insieme al week­end creano gli ingorghi più spaventosi nella storia dell’auto, con un bilancio di morti e di feriti degno della guerra in Vietnam? E non si preoccupano che la benzina sia fra le più care al mondo.

Sempre in questo Paese, si erige un monumento al disertore ignoto, gli obiettori crescono di anno in anno, i soldati hanno il diritto di non obbedire a un ordine a loro avviso ingiusto, affermano a stragrande maggioranza di non voler sparare sul nemico, si vergognano della divisa e vanno in libera uscita in borghese. Per ragioni di bilancio si risparmia sulle munizioni, e alle manovre gli ufficiali consigliano ai loro eroi di fare bang con la bocca invece di sparare sul serio.

I politici di questa nazione hanno di recente diminuito le tasse ai ricchi e aumentato indirettamente quelle dei contribuenti meno fortunati, e cercando di tassare i guadagni di capitale hanno provocato una fuga di denaro caldo all’estero, oltre centomila miliardi di lire verso più accoglienti paradisi fiscali.

Sano stati coinvolti in una serie di scandali d’ogni genere, intascando soldi a miliardi in proprio o per i loro partiti, lasciandosi corrompere da tenutari di casinò e speculatori edilizi. Imitati dai sindacalisti che autopagandosi stipendi d’oro hanno mandato in fumo il più grande patrimonio di case sociali al mondo, creato in teoria per dare un tetto a ogni lavoratore. Oppure, mentre invitavano gli operai a lavorare di più e a guadagnare di meno, speculavano.

Qualcuno ha cercato di fare le scarpe agli avversari con tutti i mezzi, leciti e no, rimettendoci la vita. In questo Paese d’egoisti nascono sempre meno figli e i vecchi vengono abbandonati a se stessi, mentre i più giovani spendono e spandono come cicale impazzite acquistando i migliori vini stranieri, vestendosi con abiti firmati e saccheggiando i gioiellieri a Natale.

Sempre da queste parti appaiono scritte sui muri contro gli stranieri, i senzatetto aumentano di ora in ora e vengono alloggiati nelle scuole, nelle palestre, nei container e perfino negli ex bordelli. Ma il governo spreca centinaia di miliardi per ricostruire un inutile e pomposo albergo riservato agli ospiti di Stato, in una città dove presto gli ospiti ufficiali non dovrebbero più arrivare. Innalza un grattacielo per gli uffici dei deputati che non lo occuperanno mai, e si dimentica di proteggere le fondamenta che vengono invase da un fiume in piena, perché l’acqua alta era attesa per il mese successivo.

 

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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