Robert Koch Platz © CC BY-SA 3.0 Fridolin freudenfett (Peter Kuley) WC
Robert Koch Platz © CC BY-SA 3.0 Fridolin freudenfett (Peter Kuley) WC
Robert Koch

Robert Koch

Di lui apprendevamo sui banchi di scuola che aveva scoperto e annunciato nel 1882 il bacillo della tubercolosi – una malattia per quell’epoca assai comune e molto grave, alla quale il suo nome resterà inevitabilmente legato. E nel 1905 fu insignito del premio Nobel per la ricerca medica. Ma l’attività di Robert Koch, naturalmente, non fu solo questo.

Alla fine del XIX secolo il medico tedesco iniziò a viaggiare. La prima meta fu l’Africa meridionale dove si recò per studiare e fermare la peste bovina. Purtroppo l’impresa non ebbe buon esito in quanto tale epidemia è provocata da un virus (troppo piccolo per essere osservato con i microscopi dell’epoca) e non da un batterio. Tuttavia Koch riuscì a limitare il contagio grazie ad una sorta di vaccino che egli ottenne inoculando la bile prelevata dalla milza degli animali infettati. Sempre in Africa, si dedicò allo studio di altre malattie, quali la malaria, la spirochetosi, la tripanosomiasi.

Considerato uno dei padri fondatori della batteriologia e della microbiologia (fu lui a porre le basi dell’infettivologia in Germania) lo scienziato tedesco – si sarebbe certo stupito di veder chiuso oggi – a causa di una misteriosa pandemia esplosa all’improvviso nel 2020, esattamente 110 anni dalla sua morte, il museo a lui dedicato, e della frequenza con cui viene nominato ogni giorno dai media di tutto il mondo come latore – seppure indiretto e inconsapevole – di cattive notizie.

Robert Koch, “un giovane velleitario, troppo sicuro di sé”. La rivalità con Pasteur

Non fu, quella del dott. Koch, un’esistenza priva di difficoltà e di problemi. Era nato in un piccolo centro minerario – Clausthal-Zellerfeld nella Bassa Sassonia – Robert Heinrich Hermann Koch, terzo di ben 13 figli. E nonostante suo padre appartenesse al ceto medio borghese (era un ingegnere minerario) seri problemi economici afflissero la sua famiglia per molto tempo al punto che, ancor prima di conseguire il diploma, Robert  manifestò ai genitori il desiderio di emigrare in America. Ma la sua istanza non venne presa in considerazione dalla madre che ne aveva intuito la predisposizione agli studi scientifici. Il ragazzo restò a casa dove il nonno lo iniziò alla conoscenza della fotografia e della microscopia.

“Un giovane medico con molto talento, ma troppo sicuro di se stesso che aspira senza avere fondamenti giustificati ad una carriera superiore”, lo 19definirà più tardi il fotografo amico di famiglia invitato a raccomandarlo dopo gli studi per un posto di medico assistente all’ospedale di Amburgo.

Louis Pasteur

Louis Pasteur

I fatti non tardarono a smentire il giudizio poco benevole dell’amico di famiglia. I grandi successi ottenuti da Koch lo misero a confronto con altre figure di spicco della medicina contemporanea. È nota la sua accesa rivalità con Louis Pasteur, altro indiscusso padre della batteriologia, del quale criticò con veemenza il metodo utilizzato per la preparazione del vaccino contro l’antrace. L’acredine nei confronti del collega si protrasse per anni, fino a diventare una questione di “orgoglio nazionale”. Malgrado avesse già ottenuto la cattedra di igiene presso l’Università di Berlino, Koch non lesinava critiche al chimico francese che nel frattempo aveva presentato il suo vaccino contro la rabbia.

Una lotta tra titani, di cui Pasteur finì col vincere il primo round, visto che la tubercolina, la sostanza sperimentata da Koch per la cura della tubercolosi, si rivelò un insuccesso. Ma poiché non tutto il male viene per nuocere, l’euforia con cui fu annunciata la scoperta, fu la “scintilla” che portò alla fondazione dell’attuale Robert Koch Institut di Berlino. Correva l’anno 1891.

L’istituto – che Koch fu chiamato a dirigere dall’Ufficio di Sanità imperiale – conta oggi circa 1.080 dipendenti e 450 scienziati di diverse nazionalità. Tra i compiti della fondazione, oltre ai progetti di ricerca sulle malattie infettive, c’è il monitoraggio del bioterrorismo e delle sue conseguenze sull’incolumità pubblica.

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