Il nuovo castello di Berlino © il Deutsch-Italia
Il nuovo castello di Berlino © il Deutsch-Italia
La più antica casa di Charlottenburg © il Deutsch-Italia

La più antica casa di Charlottenburg © il Deutsch-Italia

Due progetti immobiliari rischiano di cancellare altre testimonianze del passato a Berlino, una all’Est e l’altra all’Ovest. L’alibi è la mancanza di alloggi, ma è più probabile che alla fine vinca la speculazione. Nella mia strada si trova la più antica casa della metropoli, che risale al 1712. Vi risiedeva un alto funzionario del castello di Charlottenburg, a poche centinaia di metri. Negli Anni Sessanta volevano buttarla giù per costruire un palazzo di cinque piani, sempre con la scusa che nella città divisa dal Muro mancasse il terreno edificabile. Una menzogna palese. Lo storico edificio fu difeso dagli studenti, ora ospita il museo della ceramica. Venite a visitarlo se non altro per vedere come si viveva in Europa un paio di secoli fa.

La Haus der Statistik © il Deutsch-Italia

La Haus der Statistik © il Deutsch-Italia

All’Est, l’Alexanderplatz delude quelli che vanno alla ricerca dell’atmosfera del romanzo di Döblin. L’immensa Haus der Statistik è vuota dal 2008, un palazzo fatiscente nel cuore della metropoli. Non sarà un capolavoro architettonico, ma è una delle rare testimonianze della scomparsa DDR. Fu costruita tra il 1968 e il 1970 per ospitare l’Ufficio di statistica nazionale. Al pianoterra si trovavano due osterie frequentate dalla nomenklatura, un negozio di caccia e pesca e un magazzino di prodotti sovietici. Dopo la riunificazione, ospitò diversi uffici amministrativi, sulla facciata da ammirare il grande affresco “Lob des Kommunismus” di Ronald Paris, poi venne abbandonato e nel 2010 si decise di abbatterlo con la scusa che non era più all’altezza dei tempi, al suo posto sarebbe sorto un palazzo per abitazioni di 96mila mq., un grande affare. Non se ne fece nulla. Si è rinunciato anche a trasformarlo in ospizio per profughi. L’idea di ospitare atelier di artisti è stata subito bocciata. Ora, l’aerea dovrebbe ospitare un grande complesso di abitazioni e negozi. La metà riservata a giovani a basso reddito. Vedremo come si riuscirà a far coabitare chi pagherà 6 o 7mila euro al mq, e chi vive con l’assistenza sociale.

Il palazzo di Karstadt ad Hermannplatz

Il palazzo di Karstadt ad Hermannplatz

All’Ovest, è in pericolo il palazzo della Karstadt nella Hermannplatz. Costruito nel 1929, era uno dei più grandi al mondo, la più moderna Kaufhaus d’Europa, 72mila mq., nove piani, altro 33 metri con due torri di 70 metri, un ascensore era capace di sollevare fino al quinto piano un camion carico, un tunnel conduce direttamente il magazzino con la stazione della metro. Il 21 aprile del ‘45, la piazza fu uno dei primi luoghi dove giunse l’Armata Rossa, e si combatté per giorni di strada in strada. Il 25, le SS fecero esplodere i magazzini per non far cadere le merci in mano ai soldati sovietici. Karstadt fu restaurato e riaperto negli Anni Cinquanta, ma è lontano dall’originale. E negli ultimi quindici anni il grande magazzino rende sempre di meno. Il progetto originale era di abbatterlo per costruire al suo posto un albergo a cinque stelle e abitazioni di lusso. La società Signa assicura i cittadini che invece edificherà alloggi sociali, e farà ripristinare la facciata originale del ‘29. Un falso d’epoca come la facciata del Castello dell’ultimo Kaiser sulla Unter den Linden. I berlinesi non si fidano: l’edificio è stato dichiarato monumento nazionale, ma in passato non è stato sufficiente per salvare le poche tracce del passato rimaste nella metropoli.

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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