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Auto © il Deutsch-Italia

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Tengo un’auto fin quando sta per cadere a pezzi. Quando la revisione della mia (ogni due anni in Germania) sarebbe costata più del suo valore, la regalai, e decisi di comprarne una aziendale, garantita dalla casa, quasi nuova. “Di che colore?”, mi chiesero. “Non importa, purché né rossa, bianca o gialla. Ne abbiamo solo due nere”, mi risposero. E ho fatto un affare, a mia insaputa.

Se dovessi rivenderla, varrebbe il 10,2 per cento in più rispetto allo stesso modello di un altro colore, mi informa “Die Welt”. In media, duemila euro. I tedeschi sono sensibili alle tinte squillanti, originali, dunque poco serie. Niente di nuovo. Quando, nello storico ‘68, decisi di vendere la Fiat 1.500, vecchiotta, regalo di mio padre, il rivenditore sabaudo storse la bocca: questo colore da noi non va. Era un elegantissimo amaranto. A Roma invece piaceva. Per la mia nuova auto, un coupé Fiat 1.600, scelsi il nero. Ero un redattore a La Stampa, quasi un dipendente della “casa”, e mi telefonarono: si è sbagliato, vuole dire blu. Insistei, e quando me la consegnarono, ammisero: non è male. Sono stato il primo a guidare un’auto sportiva, si fa per dire, nera.

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Se non siete pretenziosi, e il colore non importa, consiglia il quotidiano, potete risparmiare fino al 30 per cento su una vettura di seconda mano. Una carrozzeria color argento vale il 25,2 per cento in meno, se è dorata anche il 28. Però, sono poche, appena lo 0,2 per cento di quelle usate. E non se ne trova neanche una lilla, il che mi sembra scontato. Se la trovate, potreste risparmiate oltre il trenta per cento sulla quotazione media. Il verde è scontato del 14, il rosso dell’11,7, il serissimo blu dell’11.

Il grigio e il bianco sono molto richiesti e vi costerebbero dal cinque all’otto per cento in più, anche se il primo sarebbe da sconsigliare secondo le statistiche delle compagnie d’assicurazione, perché è più di frequente coinvolto in incidenti. Il colore non risalta sull’asfalto, difficile da distinguere al tramonto. E il secondo è il colore dei taxi, e si sporca con più facilità.

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I gusti, si sa, non rispettano la logica. Un’auto color arancio costa il 9,8 per cento in più. E le vetture gialle, ma non dorate, hanno un sovraprezzo del 9,3 per cento. Un’ultima notazione: qualunque auto desiderate di seconda mano in Germania, per il cambio di proprietà sborserete circa 60 euro, un decimo circa rispetto all’Italia. E con una targa potete circolare su due o tre vetture, montandola a turno su una o sull’altra, purché le teniate in garage. Nella breve estate a Berlino, spuntano come per miracolo le cabriolet, perfino rosse come una Ferrari, tenute al chiuso senza targa quando piove. Se non si fanno pagare troppe tasse si stimolano le vendite, e lo Stato alla fine incassa di più

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

Perché non guidare un treno in Germania?

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