L'apertura delle Olimpiadi del '36 © Bundesarkiv B 183-G00372 © CC BY-SA 3.0
L'apertura delle Olimpiadi del '36 © Bundesarkiv B 183-G00372 © CC BY-SA 3.0

Forte è il legame tra la Repubblica Federale Tedesca e gli atleti, poiché vuole emergere con i loro successi, come vincitrice di una battaglia sportiva delle nazioni. E questo non è solo dovuto ad un desiderio di “ripulire” l’immagine della Germania dal suo passato, bensì è frutto di un pensiero compiuto per sintetizzare l’unione tra Sport e Politica nella tradizione tedesca.

Friedrich Ludwig Jahn - litografia di Georg Ludwig Engelbach

Friedrich Ludwig Jahn – litografia di Georg Ludwig Engelbach

Il punto di partenza della fusione tra queste due dimensioni in Germania, può essere ricondotto alla figura di Friedrich Ludwig Jahn (1778-1852), pedagogista e patriota tedesco, che a seguito dell’occupazione napoleonica in Germania fonda il “Gymnastikbewegung”. In principio l’attività ginnica costituiva una forma romantica di ribellione contro i nemici tedeschi, come i francesi o i principi tedeschi, i quali si erano opposti alla causa dell’unificazione nazionale, obiettivo finale di Jahn. Il focus principale del movimento erano i giovani, che attraverso una serie di esercizi fisici venivano preparati per una potenziale guerra difensiva, ma allo stesso tempo Jahn teorizzava un’“educazione patriottica in preparazione alla guerra di liberazione”, che associava ai suoi obiettivi politici: la liberazione della Germania dalla dominazione napoleonica, la creazione di un impero tedesco sotto la guida della Prussia e la partecipazione di ciascun singolo cittadino al bene comune dello Stato; a tal proposito i ginnasti non erano solo allenati per una futura guerra, ma anche per esercitare pressioni politiche sulle classi dirigenti, attraverso la creazione di Freikorps”.

Solamente con la sconfitta di Napoleone a Lipsia nel 1813 saranno poste le basi per le richieste avanzate dal movimento nazionale tedesco, vale a dire: la libertà di espressione, la promulgazione di una costituzione e l’unità nazionale.

La vicenda di Jahn è solo il primo esempio di intreccio tra politica e sport che ricorre nella storia tedesca.

Le Olimpiadi del 1936 © Weilin Göös

Le Olimpiadi del 1936 © Weilin Göös

Il secondo esempio, che massimizza questa teoria, può essere ritrovato nell’esecuzione delle Olimpiadi di Berlino del 1936, ricordate per Jesse Owens. La preparazione e l’esecuzione di questa manifestazione si intersecarono con le vicende politiche nazionali. Nel 1933 viene eletto cancelliere del Reich Adolf Hitler, il quale inizialmente si oppose ai giochi, perché non voleva stranieri in Germania; ma sarà il ministro della Propaganda Joseph Goebbels, con l’idea di mostrare al mondo una nuova immagine del regime nazista a convincerlo.

Jesse Owens trionfa nei 100 metri”

I giochi sono perfetti, la comunicazione effettuata attraverso la realizzazione di cortometraggi e manifestazioni è efficace, e la parola “pace” campeggia in ogni struttura olimpica e angolo delle città; le Olimpiadi del 1936 non sono però solo quelle di Jesse Owens, ma anche quelle dell’ipocrisia e della vergogna, perché nel frattempo Hitler si preparava alla guerra e iniziava il rastrellamento dei primi ebrei.

Lo stadio di Berna nel 1954 © ETH-Bibliothek_LBS_H1-016068

Lo stadio di Berna nel 1954 © ETH-Bibliothek_LBS_H1-016068

Dopo la Seconda guerra mondiale, la Germania esce con le ossa rotte, divisa in due (BRD e DDR) e con una pessima reputazione, occorreva perciò un’occasione per riscattare la nazione e i suoi cittadini. Questa fu trovata nei mondiali di Berna del 1954 dove, contro ogni pronostico, la squadra tedesca riuscì ad imporsi sulla nazionale magiara di Puskás per 3 a 2.

La competizione mondiale per la Germania Ovest, fu determinante per riacquisire prestigio e credibilità sul piano internazionale, cosa che non dovette affrontare la Germania dell’Est, poiché si reputava antifascista e non responsabile per i crimini commessi dai nazisti.

Ma l’episodio che permise il raggiungimento di un’immagine positiva della nazione, malgrado la paura di attacchi terroristici, come era avvenuto nelle Olimpiadi di Monaco del 1972, fu il mondiale di Berlino del 2006, dove il cielo di Lipsia si tinse di nero, rosso e giallo e dove fu cantato numerose volte “Das Lied der Deutschen”; inoltre in tutta la Germania venne risventolata la bandiera tedesca, messa nel cassetto perché ricordava il regime nazista.

Elke Wetzig (Elya) Wm 2006 autokorso © CC BY-SA 3.0

Elke Wetzig (Elya) Wm 2006 autokorso © CC BY-SA 3.0

I mondiali del 2006 furono particolarmente importanti per la Germania, poiché fu riscoperta l’identità nazionale e un sano patriottismo, ma soprattutto saldarono i legami tra lo sport e la politica, infatti ad ogni partita erano presenti le autorità federali, a differenza di quanto era accaduto a Berna nel 1954, quando Konrad Adenauer non si presentò perché non credeva nella vittoria tedesca.

Dopo il 2006 i valori trasmessi dalla Germania diventarono: cordialità, apertura e ospitalità; si tratta di valori e sentimenti che portarono al compimento della manifestazione.

Dunque, ripercorrendo la storia sportiva tedesca possiamo affermare con certezza che lo sport non è solo un insieme di attività fisiche, ma è anche lo specchio per una nazione sullo scenario internazionale.

mm
nato a Domodossola nel 1998, laureato in “Lingue e comunicazione per l’impresa e il turismo” all’Università della Valle d’Aosta. Nel tempo libero gli piace viaggiare nel Nord Europa, scrivere e fotografare.

    La seconda ondata

    Articolo precedente

    Tatort compie 50 anni e ricorda la mafia

    Articolo successivo

    Ti potrebbe piacere anche

    Commenti

    Lascia una risposta

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *