Mascherine e denaro © il Deutsch-Italia
Mascherine e denaro © il Deutsch-Italia
Domenico Arcuri © Protezione Civile CC BY-SA 2.0 Flickr

Domenico Arcuri © Protezione Civile CC BY-SA 2.0 Flickr

Es ist kein Kavalierdelikt. Si sdegnano i tedeschi: non è una bagatella, non sarà un reato, ma si compromette l’autorità dello Stato, e la fiducia dei cittadini in un momento drammatico in piena emergenza Covid. Non si può chiudere un occhio neanche per un deputato, e di un partito al Governo, la CSU bavarese, partito fratello della CDU di Frau Merkel. Uno scandalo sulla fornitura delle mascherine l’anno scorso, appena 660mila euro, questa sì una bagatella in confronto ai 72milioni incassati in Italia da chi aiutò il commissario straordinario Domenico Arcuri per trovare mascherine in Cina, una trattativa finita male. Non voglio dare giudizi, perché so poco, e sono sicuro che Arcuri non si sia intascato un euro, ma l’ingenuità a volte è una colpa.

Georg Nüßlein © CC BY-SA 4.0 Jenny Paul WC

Georg Nüßlein © CC BY-SA 4.0 Jenny Paul WC

Anche in Germania l’Abgeordnete, deputato, Georg Nüßlein, 52 anni ad aprile, probabilmente non ha compiuto un reato, forse è colpevole di evasione fiscale, gli accertamenti sono in corso, ma il parlamento giovedì ha sospeso senza perdere tempo l’immunità parlamentare, e ha ordinato di perquisire il suo ufficio a Berlino. Il problema è morale, si commenta alla Tv. Il presunto colpevole si è limitato a una sola parola: Haltlos, infondato.

Diversi deputati di tutti i partiti, durante l’emergenza, hanno comunicato al Governo dove poter ordinare le mascherine. È normale che si mettano a disposizione la propria esperienza e le conoscenze. Come ha fatto Nüßlein, che siede nella commissione Sanità, ma a fornire il materiale è stata una società farmaceutica, vicino a Offenbach. Benché faccia parte del consiglio di amministrazione, il deputato ha incassato per la mediazione 660mila euro.

Tutto in regola. Le mascherine sono buone, il prezzo giusto, la percentuale andata a Nüßlein non viola la legge, ma si è dimenticato finora di presentare denuncia al Finanzamt, il fisco. Avrebbe potuto presentarla nel corso del 2021, ma in questo caso era tenuto a pagare l’Iva entro tre mesi. E i moralisti aggiungono: comunque, avrebbe dovuto rinunciare a guadagnare, mentre si muore per il virus.

I tedeschi non sono perfetti -perché dovrebbero?-, ma chi sgarra viene punito. Carriera finita per Nüßlein? Potrebbe essere innocente, nonostante le apparenze, ma i nervi sono tesi in Germania, il programma dei vaccini è in ritardo, i contagi riprendono a salire, le vittime giornaliere sono più che in Italia.

Philpp Jenninger © CC BY-SA 3.0 KASACDP 10-010 560 WC.DE

Philpp Jenninger © CC BY-SA 3.0 KASACDP 10-010 560 WC.DE

I processi mediatici sono pericolosi. Non è da dimenticare quanto accadde a Philpp Jenninger, presidente del Bundestag: il 10 novembre dell’‘88, un anno prima della caduta del Muro, in un discorso al Parlamento allora a Bonn, per ricordare la “Notte dei cristalli”, il Pogrom del 1938, si chiese quale fosse il fascino esercitato da Hitler sul popolo, voleva dire che non solo il Führer e i suoi gerarchi erano colpevoli. Fu frainteso, un equivoco linguistico provocato dall’ignoranza di alcuni deputati Verdi. Per Jenninger (scomparso due anni fa) non si ebbe pietà, fu costretto a dimettersi. Neanche l’amico Kohl riuscì a difenderlo, e passata la tempesta lo nominò ambasciatore. La giustizia frettolosa si trasforma in linciaggio. Però per Nüßlein i tedeschi in lockdown non dovranno attendere mesi, anni, per sapere la verità.

 

 

© per gentile concessione di ItaliaOggi

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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