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Durante l’emergenza si è costretti a vivere in casa, sempre più insofferenti. Sono pochi quanti sono allenati a vivere per conto loro, non dico in solitudine, sarebbe eccessivo. Penso a chi non si annoia in compagnia di un libro, e non ha bisogno di un videogioco come una droga. Un terzo dei bambini e degli adolescenti, si allarmano i sociologi, denunciano già problemi psichici perché non vanno a scuola, non possono vedere gli amici. Avranno problemi anche da adulti. Non voglio essere superficiale, ma tutti i bambini cresciuti durante i cinque anni di guerra, quasi sei anni in Germania, sono diventati anormali, o serial killer? Credo che la situazione d’emergenza la vivano peggio i genitori di figli piccoli.

Si pubblicano statistiche, gli appartamenti in Germania non sono molto grandi, non adatti alla vita in clausura. Prima dell’emergenza, la famiglia si ritrovava insieme alla prima colazione, subito pronti a fuggire a scuola o in ufficio. E, alla sera, innanzi alla Tv. Anche al weekend, genitori e figli avevano le attività a cui dedicarsi, lo sport, il circolo con gli amici. Erano poche le ore vissute insieme.

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Secondo i dati dell’“Institut der Deutschen Wirtschaft” (IW), l’istituto dell’Economia tedesca, la superficie media abitativa dal 2010 è aumentata per i proprietari ed è diminuita per gli inquilini. Penso che fosse prevedibile. Nel 2019, un appartamento medio dal Baltico alle Alpi, misura 92 metri quadrati a prescindere da quanti ci vivano. A testa, 47 metri quadrati. Gli appartamenti di cui hanno fatto incetta gli italiani, e gli altri stranieri, quando Berlino era economica, misurano da 50 a 60 metri quadri, una camera, un saloncino, corridoio e servizi. Quanto basta per una coppia senza figli.

Second l’IW, negli ultimi dieci anni gli inquilini si sono dovuti restringere in appartamenti sempre più piccoli. La causa è ovvia: sono aumentati gli affitti, e le giovani coppie anche con due stipendi, hanno difficoltà a pagarli. E sono aumentati tra gli inquilini gli stranieri, immigrati o profughi: dal 2010 al 2018 dal 25 al 32 per cento. Tra i proprietari sono meno della metà.

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Seconso il “Kölner Institutt für Privathaus”, l’Istituto di Colonia per le abitazioni private, chi ha 41 metri quadrati a disposizione fa parte già della metà dei cittadini che vivono in migliori condizioni. Dagli 83 mq. a testa si entra nella fascia dei privilegiati. Naturalmente si fa distinzione tra chi vive in famiglia e i single, che hanno in proporzione appartamenti più grandi, un privilegio di cui molti farebbero a meno.

In media, un proprietario vive in 125 metri quadri, una superficie che chi paga l’affitto può solo sognare. Appena un quarto degli inquilini ha a disposizione un appartamento di oltre cento metri quadrati. Scontato che i laureati abbiano alloggi più vasti, e prevedibile che i pensionati si trovino da soli o in coppia a vivere con più metri a disposizione. In Germania, di solito a 18 anni i figli preferiscono andare a vivere per conto loro, o in comunità con i coetanei. Ma i pensionati che si godono cento o più mq. sono circa il dieci per cento.

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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