Dubai
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L’anno scorso era sopraggiunta come una mazzata inattesa, quest’anno tutti speravano che la sciagura, perché per Monaco e i bavaresi di questo si tratta, non si sarebbe ripetuta. Invece la frustrante notizia è arrivata anche stavolta: l’”Oktoberfest” non si farà. La più grande festa popolare del mondo, in programma originariamente dal 18 settembre al 3 ottobre, sarà cancellata per la seconda volta consecutiva nella sua storia recente.

Sia il sindaco della metropoli, Dieter Reiter, sia il presidente del Land Baviera, Markus Söder, sono stati espliciti in questo senso.

Dieter Reiter © CC BY-SA 3.0 Regani WC

Dieter Reiter © CC BY-SA 3.0 Regani WC

Dalla prima edizione del 1810 l’”Oktoberfest” non si era tenuta per 24 volte. La pausa più lunga fu durante la Seconda Guerra Mondiale, ma già in altre due occasioni, nel 1854 e nel 1873, fu proprio un’epidemia, in entrambi i casi di colera, a determinarne l’annullamento. Dal 1948 allo scorso anno la grande festa si era celebrata senza interruzioni.

Per la manifestazione il danno sarà di nuovo enorme: un mancato fatturato di circa 400milioni di euro. Notevole anche la mazzata che piomberà sui lavoratori: nell’ultima edizione, quella del 2019, furono impiegate oltre 8mila persone con contratti fissi ed altri 5mila con rapporti temporanei.

Soprattutto per Monaco e dintorni la perdita economica sarà ingente, stimata in oltre 1miliardo e 500mila euro, in particolare nel settore del turismo. A farne le spese saranno gli alberghi, i campeggi, i ristoranti, le birrerie dove comunque si affollano numerosi i turisti anche oltre la tradizionale visita all’”Oktoberfest”.

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In questo desolante scenario è deflagrata una notizia che ha dell’incredibile. Se non fosse stata data a fine aprile, anziché il 1° del mese, si sarebbe potuto pensare ad un “pesce”. Invece pare sia tutto vero: l’”Oktoberfest” si “trasferirà” a Dubai!

Il progetto è stato svelato al quotidiano “Bild” da un gruppo di organizzatori tedeschi, alla testa dei quali, comunque, c’è un manager… berlinese. Si tratterebbe di una manifestazione gigantesca, con una trentina di tendoni come quelli della festa originale, luna-park, stand vari, compresa musica pop e folk tedesca. Il tutto su un’area di 400mila metri quadrati. Ma invece delle solite due settimane, l’”Oktoberfest” del deserto, come è stata subito ribattezzata, durerebbe dal 7 ottobre di quest’anno al 31 marzo del 2022, in concomitanza con la l’”Expo World Exhibition”, che è stata posposta a sua volta di un anno a causa della pandemia. Gli organizzatori si aspettano quattro milioni di visitatori al mese. Non è ancora ben chiaro come si concilierà una festa che si basa essenzialmente sul consumo di birra, bevanda notoriamente alcolica, con le restrizioni dell’Islam. Ma su questo, come è noto, Dubai è particolarmente conciliante – il consumo di alcool nella capitale del deserto è comunque già consentito negli hotel, nei ristoranti, nei bar e nei luoghi non aperti al pubblico – e certamente saranno previste “scappatoie” più o meno legali e consone ai dettami religiosi. Quanto al Covid, gli Emirati Arabi Uniti hanno già vaccinato circa la metà della loro popolazione contro il virus. All’Oktoberfest di Dubai saranno applicati “i più attuali concetti di igiene e standard di sicurezza”, hanno promesso gli organizzatori.

Sull’ipotesi di un “trasloco” negli Emirati della manifestazione simbolo della Baviera e in fondo di tutta la Germania (almeno per gli stranieri), a Monaco i pareri sono divisi. Mentre alcune delle maggiori birrerie hanno già dichiarato la disponibilità ad inviare a Dubai container pieni di milioni di barili di birra, i tradizionali organizzatori, proprietari o gestori dei tendoni che si ergono sui Wiesn, l’enorme spazio verde al centro della città, sono indignati e parlano già in termini spregiativi di “Oktoberfest dei calzoncini di plastica”. Vedremo dunque se il progetto si concretizzerà su serio.

Hildegard Müller © CC BY-SA 3.0 Olaf Kosinsky (kosinsky.eu) WC

Hildegard Müller © CC BY-SA 3.0 Olaf Kosinsky (kosinsky.eu) WC

Ci sarà anche da aspettare ancora per sapere se Monaco potrà, almeno, avere la “consolazione” di vedere arrivare la IAA, il grande salone dell’automobile in passato ospitato a Francoforte e che quest’anno dovrebbe tenersi per la prima volta proprio nella capitale bavarese, dal 7 al 12 settembre. Per ora sia il sindaco di Monaco Reiter, sia la presidente dell’associazione dei costruttori automobilistici tedeschi (VDA), Hildegard Müller si dicono fiduciosi che con le rigide misure anti Covid previste i padiglioni della fiera cittadina potranno aprire le loro porte a organizzatori e pubblico. Ma ancora dalle industrie automobilistiche non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale. Una decisione definitiva dovrà essere presa entro la metà di giugno.

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nato a Perugia nel 1948 ha la Germania come sua seconda Patria. Oltre a quella italiana, possiede anche la cittadinanza tedesca. Proprio in Germania, nella redazione italiana del Deutschlandunk di Colonia (radio nazionale tedesca) è decollata la sua lunga carriera di giornalista professionista. Dopo essere stato capo ufficio stampa del Gruppo Fiat a Francoforte ed a Londra e successivamente dell’Italdesign-Giugiaro di Moncalieri (Torino), dal 1999 è tornato a vivere stabilmente in Germania, Ė stato a lungo corrispondente della Gazzetta dello Sport, per la quale, oltre ad occuparsi di calcio, ha seguito regolarmente la F.1 su tutti i circuiti del mondo. Attualmente collabora con varie testate italiane.

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