L'ultima Fuga di Bach
L'ultima Fuga di Bach

In data 30 gennaio 2019 è stato presentato alla Camera dei Deputati il disegno di legge n. 1553 recante la delega al Governo per l’introduzione dell’insegnamento della storia della musica nella scuola secondaria di secondo grado, e questo fa comprendere quanto nel Paese della storia del teatro e dove sono nati grandi compositori, la musica nel 2019 sia ancora una materia sconosciuta agli scolari.

Nelle scuole italiane, infatti, l’educazione musicale viene relegata alla didattica propedeutica strumentale che ben poco lascia al passerotto pronto per spiccare il volo verso le superiori, dopo le medie inferiori.

Si può ben intuire quanto potrebbe risultare difficile pretendere che tra molti giovanissimi (ma anche meno giovani) la sigla del longevo programma televisivo di Piero Angela non venga più definita come “la musichetta di Quark”, ma venga piuttosto chiamata con il suo nome proprio di “Aria sulla quarta corda”, sublime bellezza per i timpani composta da Johann Sebastian Bach e divenuta l’emblema dell’attività divulgativa di Angela senior.

© Youtube Various Artists – Topic

In questo disperante panorama culturale italiano, dove non si tiene conto di quanto la musica aiuti l’individuo a plasmare la sua personalità, arricchendola, come si può riuscire ad avvicinare i giovanissimi alla storia della musica? Ci prova la casa editrice palermitana “rue Ballu”, attraverso la collana “Jeunesse ottopiù” che, in maniera leggera e colorata, ripercorre le vite di grandi personalità, tra le altre, anche della musica.

© rue Ballu editore

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Uno di questi libriccini è “L’ultima Fuga di Bach”, una biografia molto puntuale del compositore tedesco Johann Sebastian Bach, a cura di Chiara Carminati, scrittrice specializzata nella didattica della poesia, vincitrice del Premio Andersen 2012, autrice di poesie, racconti e canzoni per bambini. Immancabili le illustrazioni di Pia Valentinis alternano le pagine di testo rendendo l’intero scritto vivacemente giocoso.

«Sebastian porta il mio cognome. È il figlio del figlio del figlio di mio figlio. Nella nostra lingua Bach significa “ruscello”. E di padre in figlio, noi siamo proprio come le onde di uno stesso ruscello, che fuggono inseguendosi sul pelo dell’acqua». La Carminati, nella sua certosina ricerca, è partita da Veit Bach, uno dei capostipiti della famiglia Bach, e gli ha affidato il compito di presentare per primo il proprio discendente, come se godesse di una fama retroattiva a cui sente di aver contribuito. Posto il primo tassello del puzzle, la Carminati cede la parola a Johanna Dorothea Vonhof, la moglie del fratello maggiore di Bach, Johann Christoph, un organista dal piccolo stipendio che si fece carico di entrambi i suoi fratelli, Johann Sebastian e Johann Jakob, quando i genitori morirono prematuramente. Il genio tedesco aveva solo 9 anni quando rimase orfano, ma era già affamato di musica tanto che nelle notti in cui c’era la luna piena si alzava per scrivere per ore, e quando il vicino di casa, Herr Schmidt, gli chiese insospettito «Non pensi che alla tua età i ragazzini dovrebbero dormire di notte?» il giovane Bach rispose «Non faccio niente di male. È solo che Christoph ha questo bellissimo quaderno di musiche per clavicembalo e non me lo vuole prestare. Pachelbel, Kell, Buxtehude… Copio le musiche. Quando avrò finito, voglio imparare a suonarle».

© rue Ballu editore

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Il lettore viaggia su una macchina del tempo guidata dalla Carminati alla velocità dello sfoglio delle pagine, e ad ogni fermata incontra un personaggio che racconta come è venuto a contatto con Johann Sebastian Bach, dall’oste Nikolas Kern al formaggiaio Hans Stern, ed ogni storia reca con sé un aspetto sconosciuto, ma importante per ricostruire l’intero puzzle della vita di quello che sarebbe diventato uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.

Non mancano le voci femminili, tra cui quella di Anna Margareta Buxtehude (figlia di Dietrich), attraverso le cui parole possiamo sapere che, come ogni uomo di intelligenza, il giovane Bach non era in grado di scendere a compromessi: il celebre organista Dietrich Buxtehude gli propose il suo posto a Lubecca a condizione che sposasse sua figlia, ma Bach rifiutò. «Brutta io? Ma non diciamo sciocchezze. La verità è che quel Bach era troppo giovane per me… c’è da ringraziare il cielo che abbia rifiutato di sposarmi!»

Nel tourbillon delle avventure di Bach, passando dal carceriere di Weimar, Klaus Kettenburg, si arriva agli anni del matrimonio e della fama, ed è Elisabeth Juliana Friederica, la figlia del compositore barocco, a rendersi testimone della nascita delle sublimi “Variazioni Goldberg” quali “ninna-nanna” per l’insonne conte Hermann Carl von Keyserlingk, ambasciatore russo a Dresda, grande appassionato di musica.

© Youtube glenngould52

© rue Ballu editore

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Penultima tappa del tragitto è quella di “Die Kunst der Fuge”, l’ultima opera di Bach, la cui narrazione è affidata all’uccellino Pipelette (così lo chiamò Anna Magdalena, la moglie di Sebastian), con un colpo di scena finale: «L’Arte della Fuga, se devo essere sincero, è nata anche un po’ per merito mio, perché il musicista Sebastian ha trovato il tema iniziale, da cui è nato tutto, ascoltando il mio canto… mentre la sua vista calava sempre più, toccava a me raccontargli cinguettando la bellezza dei garofani gialli e degli alberi di tiglio… Dicono che quell’opera sia rimasta incompiuta, perché non ha avuto il tempo di terminarla. Non è vero. Quando si è reso conto di averla terminata, mi ha detto “Pip, come può finire una Fuga? Una Fuga non deve avere fine. Perché altri la continuino…».

È giunta l’ora di scendere dalla macchina del tempo guidata dalla Carminati che saluta il suo lettore con una pagina del suo “Diario”, uno spartito in vinile in cui suonano le note della Collezione Bach ereditata dal nonno.

Le variazioni Goldberg nell’edizione per orchestra di Dmitry Sitkovetsky

© Youtube BachHarmony

Concetta De Mauro
Nata a Taranto, vive e studia a Roma. Laureanda in Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza" di Roma, ama il mare e il rispetto dell'ambiente. Le sue passioni: arte, letteratura, teatro e cinema.

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