IAA2019
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Causa pandemia a Monaco di Baviera anche quest’anno non si terrà l’Oktoberfest. Ma forse la città, i suoi abitanti e soprattutto l’economia, avranno una consolazione: dal 7 al 12 settembre ci sarà il salone dell’automobile, altrimenti noto come IAA, dall’acronimo tedesco “Internationale Automobil Ausstellung”. Non si tratterà, però, del solito salone, inteso come statica esposizione di modelli di autovetture. La formula è innovativa, quasi un “salone diffuso”. Se funzionerà, se avrà successo, è però, ancora tutto da vedere.

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Per quasi 70 anni è stata Francoforte ad ospitare la IAA. Per gli appassionati di automobili e gli addetti ai lavori semplicemente il Salone di Francoforte. Allestito negli enormi padiglioni dell’ancor più gigantesco comprensorio della fiera, con cadenza biennale era diventata la più grande manifestazione del suo genere al mondo. Ma già le prime edizioni del nuovo millennio avevano evidenziato un inizio di crisi: complici il gigantismo esasperato del suo concetto espositivo e l’altrettanto dominio assoluto dell’industria automobilistica tedesca – una presenza quasi prepotente – i costi enormi per gli espositori ed un crescente disinteresse soprattutto dei giovani per l’oggetto automobile.

L’edizione del 2017 fece registrare ancora circa 810mila visitatori, ma quella successiva nel 2019 appena 560mila. Un vero disastro. Per non parlare delle violente contestazioni a contorno degli ambientalisti. Per il salone a Francoforte fu decretata la fine.

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La VDA, l’associazione dei costruttori automobilistici tedeschi, tuttora una delle più potenti lobby industrial-economiche del Paese, ha però deciso di scommettere ancora sul salone, ma in forma completamente diversa da quella tradizionale. Ed ha approvato il concetto di Monaco di Baviera (concorrente con altre città, tra le quali Amburgo e Berlino): una manifestazione all’insegna non tanto dell’auto quanto tale, ma della mobilità sostenibile nel suo complesso. Dalle quattro ruote, per ora ancora soprattutto con motori endotermici, ma sempre più a propulsione elettrica o ibrida alle forme alternative emergenti, su tutte le bici elettriche. Anche la nuova sigla ufficiale è tutta un programma: IAA Mobility.

Saranno circa mille gli espositori, non solo case automobilistiche. Ma anche stavolta mancheranno molti marchi eccellenti: già l’edizione del 2019 aveva registrato la rinuncia dell’allora gruppo FCA (Fiat-Chrysler). Ben più dolorosa, quest’anno, l’assenza dell’intera galassia Stellantis, che oltre ai tradizionali marchi italiani Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Jeep, Chrysler terrà lontani dalla scena anche i francesi di Citroen e Peugeot e la stessa tedesca Opel. Ma ancora più pesante sarà la diserzione di alcuni nomi di punta dell’industria automobilistica giapponese, in testa Toyota, Mazda e Nissan. Assente di peso anche la General Motors.

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La novità più intrigante, per lo meno per il grande pubblico, al momento sembra l’annunciata “Blu Lane”: un itinerario stradale privilegiato che collegherà il centro cittadino di Monaco alla zona della fiera, percorribile esclusivamente da veicoli a prolusione alternativa, con la possibilità di effettuare veri e propri test dei vari modelli, dalle auto alle bici. La corsia sarà comunque aperta anche a vetture con motore tradizionale, purché con almeno 3 persone a bordo.

L’altro aspetto innovativo sarà, appunto, la diffusione dell’esposizione in dieci zone del centro, dove presenteranno le loro novità non soltanto le tedesche Audi, Volkswagen, BMW, Porsche e Mercedes-Benz, ma anche costruttori stranieri come Renault, Dacia, Cupra, Ford, Kia e Hyundai. E giganti della componentistica auto quali Bosch e Siemens. Nonostante le importanti assenze Si annunciano 100 prime mondiali di autovetture.

Naturalmente si tratta pur sempre di una grande manifestazione di massa ai tempi del Covid. Pertanto i visitatori e gli espositori dovranno rispettare le norme attualmente vigenti in Germania ispirate al cosiddetto principio delle 3G – Geimpfte, Genesene, Getestete (vaccinati, guariti dal Covid, con tampone negativo) per l’accesso alle zone al chiuso, compresa mascherina FFP2 obbligatoria anche all’aperto.

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I biglietti sono acquistabili solo online sul sito e partono da un prezzo di 20 euro, ma sono offerte varie combinazioni. Online ci si può anche prenotare per i test dei veicoli prescelti: a disposizione dovrebbero essercene circa 250, bici elettriche comprese.

Come, però, nell’ultima edizione di Francoforte, anche per questa IAA bavarese sono già annunciate le contestazioni di un’associazione ambientalista, battezzata significativamente “No-IAA”.

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nato a Perugia nel 1948 ha la Germania come sua seconda Patria. Oltre a quella italiana, possiede anche la cittadinanza tedesca. Proprio in Germania, nella redazione italiana del Deutschlandunk di Colonia (radio nazionale tedesca) è decollata la sua lunga carriera di giornalista professionista. Dopo essere stato capo ufficio stampa del Gruppo Fiat a Francoforte ed a Londra e successivamente dell’Italdesign-Giugiaro di Moncalieri (Torino), dal 1999 è tornato a vivere stabilmente in Germania, Ė stato a lungo corrispondente della Gazzetta dello Sport, per la quale, oltre ad occuparsi di calcio, ha seguito regolarmente la F.1 su tutti i circuiti del mondo. Attualmente collabora con varie testate italiane.

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