Oggi in Germania è ormai consuetudine pensare al riciclo dei rifiuti, anche come risorsa economica, ma quando le Germanie erano due, esisteva e come funzionava tale sistema in quella dell’Est?

Per capire meglio come si svolgesse la separazione dei rifiuti nella DDR bisogna soffermarsi un istante su alcune foto presenti al museo della DDR di Berlino; in particolare su una riportante la scritta “SERO”.

È difficile, passati oltre 25 anni dalla riunificazione della Germania, immaginare in che modo nella DDR il concetto di separazione e riciclo dei rifiuti venisse messo in pratica; infatti bisogna dotarsi di fantasia e lasciarsi trasportare nel tempo fino ai quei decenni noti come “damals in der DDR”.


Altstoffsammlung von Schülern-©-CC-BY-SA-3.0-Gehrmann-Frank

Sin dalla sua nascita nel 1949, la DDR iniziò ad intraprendere un’operazione sistematica di raccolta, separazione e riciclo dei rifiuti domestici. Fu dagli inizi degli anni Sessanta che quest’operazione si trasformò in vera e propria fonte alternativa di materie prime secondarie, di cui la DDR aveva carenza cronica, grazie allo sviluppo del sistema SERO (SERO-Kombinats). Successivamente la crisi del petrolio degli anni Ottanta, con il conseguente aumento del prezzo al barile dello stesso, costrinse sempre più lo Stato ad aumentare e migliorare il recupero di materie plastiche per far fronte alla carenza di greggio.

L’ambito del programma SERO-Kombinats era solo per i rifiuti non metallici; infatti per il recupero dei metalli fu ideato un altro programma chiamato Kombinat Metallaufbereitung (MAB). Entrambi dovevano assicurare materia prima secondaria per le industrie della DDR al fine di ottenere, quando possibile, materie grezza da re-immettere nel ciclo produttivo industriale.

Preisliste SERO © CC BY-SA 1.0 Stefan Kühn

Questa “economia del riciclovide un coinvolgimento diretto da parte dello Stato con la creazione di veri e propri centri di raccolta nei quali la popolazione poteva portare, in cambio di una remunerazione, la merce di cui doveva disfarsi. Basti pensare che nella sola Berlino-Est esistevano 154 centri di raccolta, dove vi lavoravano circa 500 persone. Nel 1989, la quantità dei rifiuti prodotti all’anno era di 380 chili a persona, contro i 570 prodotti nella Repubblica federale tedesca. Sempre stando alle statistiche dello stesso anno, vennero recuperate 620mila tonnellate di carta pronte a diventare giornali o riviste, 11mila tonnellate di materie plastiche che si trasformarono in vasi portafiori e cassette di birra, mentre 422mila tonnellate di metallo furono una manna dal cielo per l’industria pesante della DDR.

Tutto era catalogato e schedato: per un bicchiere in vetro si ricevevano 5 centesimi di Marco, per vecchie stoffe o vestiti 50 centesimi, per un chilo di carta 20. Per le bottiglie vi era differenza se trasparenti o verdi; le prime venivano pagate 20 centesimi al pezzo mentre le seconde 5.

Tuttavia una bottiglia in vetro poteva avere più vite: una che prima conteneva dell’acquavite finiva per essere riempita con del vino, e successivamente con del liquore all’uovo. Altro destino avevano per esempio i vasi di vetro contenenti cetrioli che finivano per essere riempiti da barbabietole rosse in salamoia.


Sero Schülerexpress © CC-BY SA-3.0-Benno Bartocha

Questo guadagno extra serviva ai giovani per pagarsi il biglietto dell’autobus, oppure per far fronte alle spese di un viaggio con la scuola. Non mancavano le raccolte fondi per solidarizzare con i popoli alleati dell’URSS.

In un’intervista rilasciata al quotidiano Die Zeit nell’aprile del 1990, l’ultimo ministro dell’Ambiente della DDR, Karl-Hermann Steinberg, affermò come il sistema SERO potesse essere utilizzato, con un controllo da parte dello Stato, anche dopo la riunificazione della Germania. Ma non fu così. Infatti con la riunificazione e l’avvento del Duales System (introdotto nel 1991, prevede la raccolta domestica e il riciclaggio degli imballaggi di vendita usati in Germania, in conformità con le disposizioni della legge tedesca sul riciclaggio), con la creazione della Duales System Deutschland GmbH, i centri di raccolta furono in parte chiusi per dare spazio al sistema della raccolta attraverso i gelben Tonne o gelber Sack (sistema già adottato nell’Ovest della Germania).

Ma che fine fecero gli altri centri di raccolta “sopravvissuti” allo smembramento della DDR? Gli ultimi quindici centri di raccolta SERO furono venduti ai privati, diventando GmbH. Tra questi spicca il nome dell’Alba Group, multinazionale tedesca con varie sedi nel mondo; azienda che oggi conta ottomila dipendenti e un fatturato di oltre 2 miliardi di euro.

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Sero Altpapier

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