Una piccola notizia mentre si spera di essere presto fuori dall’emergenza per il Covid: gli “spaghettibolognese”, che i tedeschi scrivono tutto attaccato, hanno battuto il Currywürst, la salsiccia con patatine e salsa piccante. Nella lista delle specialità preferite nelle mense, sono al primo posto, battendo la salsiccia, per la prima volta dopo 28 anni. Nel 1992 erano in testa le Frikadellen, le polpette. Per i tedeschi è un evento, riportato con grande risalto dai quotidiani nazionali. È come se in Italia si scoprisse che il sushi batte la pizza. Non basta, al terzo posto si piazzano i cappelletti al pesto, preferiti dai vegetariani. La percentuale di quanti hanno abolito la carne è raddoppiata nell’ultimo anno, dal 5 al 10 per cento.

Per i bolognesi il modo di preparare la loro specialità probabilmente è un affronto, gli autentici spaghetti alla bolognese sono un’altra cosa. Ma in Germania si accontentano, o non capiscono la differenza. Si trovano al supermercato in confezioni precotte, in buste, o in scatola, con o senza parmigiano, che un extra costoso.

Guido Hildebrandt © Linkedin

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La causa del successo emiliano, si spiega, è il virus. Le scuole sono rimaste chiuse a lungo, e in fabbrica e negli uffici si è andati avanti con il Kurzarbeit, l’orario ridotto, o si è lavorato da casa. Guido Hildebrandt, il capo di “Apetito”, la più grande società per la gestione delle mense aziendali, con 950 dipendenti, riconosce: «Il Currywürst non è una specialità adatta all’asporto». Il settore ha affrontato la chiusura con le consegne a domicilio per i dipendenti. Molti lavoratori ad orario ridotto, dopo un breve turno di quattro ore, invece di andare alla mensa, hanno preferito prelevare il pranzo da consumare a casa, magari con porzioni extra per mogli e figli. I bambini preferiscono gli spaghetti al Currywürst.

Non si capisce come gli spaghetti siano adatti all’asporto, ma forse si consegna il sugo già pronto e la pasta cruda. E si offre un nuovo servizio, “click&snack”: i dipendenti possono in anticipo ordinare online i piatti preferiti, e li troveranno pronti in busta a fine del turno, da portare a casa.  

In realtà, nelle famiglie si cucina di rado, ormai quasi solo al weekend. Si fa colazione al mattino, prima di andare in ufficio o a scuola, ma sempre meno è un rito a cui partecipano genitori e figli. La vita è diventata più frenetica. Si cena verso le 18, l’ora dell’Abendbrot, letteralmente il pane della sera, una cena fredda, con affettati e formaggio, davanti alla Tv. L’unico pasto caldo è dunque affidato alle mense, che prevedono almeno un paio di piatti vegetariani e vegani.

La pandemia ha messo in crisi il settore. Prima del Covid, “Apetito”, fondato nel lontano 1958, serviva un milione e 400mila clienti al giorno. Nel 2020, si è registrata una perdita di oltre l’80 per cento. Anche l’altra catena, la francese “Sodexo”, attiva in Germania, ha licenziato duemila dipendenti. Il fatturato annuo del settore era intorno al miliardo e 400 milioni, e dal marzo 2020 al febbraio scorso la perdita si aggira sul 40 per cento.

Il catering per cliniche e ospedali è balzato al primo posto. Ed è aumentato del venti per cento la consegna a domicilio di pasti caldi per gli anziani. I Würstel non sono consigliabili per chi ha una certa età. «Stiamo uscendo dalla crisi con un occhio nero», riconosce Hildebrandt. Ma ci si prepara al dopo: non si tornerà più ai vecchi tempi, si prevede, molte aziende continueranno con il lavoro a distanza.

© per gentile concessione di ItaliaOggi

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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