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A causa del Covid, per quindici mesi i bambini non hanno imparato a nuotare. E saranno in pericolo quest’estate, al mare o ai laghi, quando si spera che si potrà andare in vacanza. Nelle scuole tedesche le lezioni di nuoto sono obbligatorie, come quelle di storia o di aritmetica. Non si crede, di solito, ai certificati medici di comodo per far esentare i figli dalle piscine, metodo a cui ricorrono di frequente i genitori musulmani, contrari a far partecipare le figlie alle lezioni miste, e pretendono che indossino il “burkini”. Coperte dalla testa ai piedi è impossibile che imparino a stare a galla.

Quand’ero arrivato da poco in Germania, in una gita nei dintorni di Amburgo, scoprii una piscina olimpica, dove entrai con mia figlia che avrà avuto sei anni. Arrivò un istruttore di nuoto, per spiegarmi che la bambina non poteva stare con me, doveva sguazzare nella piscina per i piccoli. Sa nuotare, obiettai. Lui volle controllare nella prova collettiva che stava per cominciare: nuotare per 25 metri, alla fine diede un patentino a mia figlia. Aveva ragione lui a diffidare. Una piscina può diventare una trappola mortale, anche per gli adulti.

Achim Haag © DLRG Foto: Denis Foemer

Achim Haag © DLRG Foto: Denis Foemer

Non ricordo a che età imparai a nuotare, mia madre mi mise in acqua a due anni, una cosa naturale. Nella mia Palermo non esisteva una piscina pubblica, a Roma negli Anni Cinquanta solo quella del Foro Italico, difficile da raggiungere. Molti miei coetanei erano capaci appena di tenersi a galla per qualche minuto, perfino molti pescatori a Lampedusa non sapevano nuotare.

«La situazione è grave», si preoccupa Achim Haag, presidente della Deutsche Lebens-Rettungs-Gesellschaft (DLRG), la società addetta al soccorso di chi sta per annegare. Nel 2020, sono stati compiuti 23.486 test natatori, come quello di mia figlia, il 75 per cento in meno rispetto all’anno precedente. Sono stati distribuiti 14.500 “Cavallucci marini”, il diploma per i più piccini, sempre il 70 per cento in meno. Almeno 70mila bambini non hanno ricevuto una lezione di nuoto, un quarto degli scolari alle elementari. Nel 2019 sono annegati 23 bambini, di meno di dieci anni.

Maurizio Massari © Maurizio Massari

Maurizio Massari © Maurizio Massari

Com’è la situazione in Italia? Maurizio Massari, 62 anni, laureato in Filosofia, era istruttore di nuoto a Roma, come mai è finito in Germania, gli chiedo. «Ero sempre un precario, e molti miei colleghi sono costretti a accettare parte del compenso in nero. Nel 2018, ho deciso di mandare il mio curriculum a Berlino, e mi hanno subito offerto un contratto stabile». Nonostante i pregiudizi, studiare Filosofia è sempre utile, e si finisce anche per conoscere il tedesco.

«L’anno scorso mi hanno chiamato da Anklam, una cittadina nel Mecklemburg, hanno offerto più che a Berlino, mi hanno trovato casa e anche un posto per mia moglie. Ed ho accettato». Anklam è una cittadina di circa 15mila abitanti, a pochi chilometri dal Baltico, a 160 da Berlino. Massari non insegna solo ai bambini, ma allena anche i giovani campioni di nuoto, le speranze di domani.

«I miei colleghi italiani nell’emergenza per il Covid hanno ricevuto un aiuto minimo, 400 o 600 euro al mese. Come si fa a vivere a Roma? Io ho ricevuto sempre quanto mi aspettava, anche se le piscine sono chiuse da novembre. Solo ora si spera di riaprirle».

Maurizio Massari © Maurizio Massari

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Come mai Berlino e poi Anklam hanno voluto un istruttore di nuoto italiano? «I tedeschi hanno bei fisici, ma i loro metodi di allenamento non sono più all’avanguardia. In Italia siamo più moderni, come provano i risultati alle Olimpiadi, o agli ultimi campionati europei, che sono stati deludenti per la Germania. Noi siamo la quarta o quinta nazione al mondo». In questi mesi di clausura, Massari ha allenato due giovani nuotatrici, se vinceranno una medaglia, sarà anche merito suo. Herr Massari non lo vuole ricordare, ma Zingaretti, mesi fa, quando era ancora capo del PD, dichiarò che «gli istruttori nelle palestre fanno lavoretti», dunque anche quelli di nuoto. Montalbano, l’eroe di Camilleri, fa lunghe nuotate per smaltire quel che mangia. Ma abita in una villetta sul mare, e chissà da siciliano dove ha imparato a nuotare. Deve avere avuto una madre come la mia.

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© per gentile concessione di ItaliaOggi

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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