Germania divisa © CC BY-SA 3.0 Fry1989 WC
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LA BAVIERA FRA I SETTE GRANDI

Il modello tedesco viene invocato sempre più spesso in Italia. Ma che cosa sia in realtà pochi lo sanno, e quei po­chi che lo sanno spesso fingono che sia un’altra cosa. La Germania è una repubblica federale, diversa però da come pretendono certi separatisti italiani. I sedici Länder che formano il Bund, la Federazione, sono più che regioni e un po’ meno di Stati, anche se alcuni, come la Baviera, non sarebbero d’accordo con questa mia semplificazione.

Per anni sono stato tormentato dalla mia redazione da domande micidiali: Come funziona la scuola elementare in Germania? Come viene eletto il sindaco? La risposta per questi e altri quesiti è: dipende. Ogni Land amministra i servizi pubblici come gli aggrada. Ad esempio, il Borgoma­stro è eletto dal consiglio comunale a Berlino, e diretta­mente dai cittadini in Baviera, e così via.

Se arrivate in Germania da sud, al confine troverete il cartello che annuncia l’inizio della Repubblica Federale, spesso sporco e in cattive condizioni, e subito dopo quello lucido e splendente del Freistaat Bayern, il «libero Stato di Baviera», dai colori bianco e celeste. Ma i Länder tede­schi non corrispondono a divisioni burocratiche e ammini­strative, come in qualche caso italiano. Hanno storia e tra­dizione antiche, e la Baviera, appunto, era una monarchia fino al 1918. Quando Monaco ospitò il G-7 nel luglio del i padroni di casa «casualmente» ricordarono che in base al reddito lordo pro capite il loro Land avrebbe potuto far parte del club dei sette Paesi più industrializzati del mondo.

La Baviera, o il Baden-Württemberg, hanno un prodot­to regionale lordo superiore a quello dell’Olanda o del Bel­gio e pretendono che la politica del Bund nei confronti del­la Comunità europea non passi sopra le loro teste. È una preoccupazione presa sul serio dalla Corte Costituzionale che nell’approvare il Trattato di Maastricht ha ammonito che eventuali accordi presi a Bruxelles non possono violare i diritti dei singoli Länder, grandi o minuscoli che siano, come la Saar o Brema. Perfino la polizia è regionale e di­pende dal ministro degli Interni del Land e, senza arrivare ai limiti degli Usa un’intesa tra una regione e l’altra non è perfetta. Il BKA, cioè il Bundeskriminalamt, quasi l’FBI tedesco, interviene solo per alcuni tipi di reato. Vent’anni fa, il gruppo terroristico Baader-Meinhof riuscì a lungo a eludere la caccia sfruttando proprio le divisioni regionali, finché le autorità non decisero di fare sul serio. E più di recente si è titubato a lungo prima di far intervenire il BKA contro i gruppi di neonazi, con il pretesto che essi non creavano un «pericolo nazionale», e quindi dovevano rimanere di competenza delle polizie locali.

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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