Germania divisa © CC BY-SA 3.0 Fry1989 WC
Germania divisa © CC BY-SA 3.0 Fry1989 WC

Le elezioni nei singoli Länder non hanno solo un’impor­tanza regionale. Il Bundesrat, la Camcra federale, com­posta da rappresentanti regionali, in proporzione ai risulta­ti locali. Spesso avviene che la sua maggioranza sia diversa da quella del Bundestag, il Parlamento, obbligando la coa­lizione governativa e il Cancelliere alla prudenza e a conti­nui incontri con l’opposizione per giungere a soluzioni di compromessogli Bundesrat infatti ha il potere di bloccare qualsiasi legge federale che abbia rilevanza regionale, di fatto quasi tutte, dalla costruzione di centrali atomiche alle riforme assistenziali o scolastiche. Ed ogni Land ha la sua brava rappresentanza diplomatica a Bonn, e domani a Ber­lino.

Non solo alcune leggi sono differenti, ma per alcune di­verge profondamente l’interpretazione. Ad esempio, sull’a­borto le autorità sono molto più rigorose nella cattolica Ba­viera, mentre applicano, o applicavano, un controllo mera­mente formale al nord, e per un certo periodo di transazio­ne nella ex DDR è rimasta in vigore la vecchia norma estremamente liberale. I bavaresi avrebbero voluto addirit­tura perseguire le donne che andando contro i princìpi fon­damentali del codice si recavano ad abortire a Dresda.

Una forte indipendenza rispetto al centro? Sì, ma senza esagerare in egoismo, ricchi da una parte e poveri dall’al­tra. Al contrario che in Italia, le regioni più opulente sono al Sud e non al Nord, e dopo la riunificazione le zone de­presse sono all’Est. Tuttavia esiste una sorta di «cassa di compensazione», alla quale tutti contribuiscono secondo le proprie possibilità, e dalla quale prelevano in base ai biso­gni. Anzi, i parametri sono così forti a favore dei «poveri» che si è dovuto modificarli provvisoriamente dopo l’unifi­cazione, altrimenti le regioni dell’ex DDR avrebbero pro­sciugato i fondi, tanto forte era la loro differenza rispetto ai Länder capitalisti dell’Ovest.

La solidarietà non è solo economica. In prima linea nella battaglia per la riunificazione si trovarono i cristiano-socia­li bavaresi contro i propri interessi regionali. Con l’arrivo di 17 milioni di «nuovi» tedeschi, il peso della Baviera sarebbe logicamente diminuito in proporzione, con conse­guenze non solo di prestigio: in base allo sbarramento mi­nimo previsto dalla legge elettorale, la CSU bavarese avrebbe avuto meno posti a Bonn, e può sempre rischiare di rimanere fuori dal Parlamento europeo.

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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