Hölle, XVII, Gesang seite 74 Codex Urbinate Latino 365
Hölle, XVII, Gesang seite 74 Codex Urbinate Latino 365
Franz Mehring

Franz Mehring

Was Besseres kann sich ein Schriftsteller für seine Biographie wünschen, die er so mit Ovid und Dante und Tasso, mit Heine, mit Büchner, mit Viktor Hugo und Zola teilen darf?

Franz Mehring (1846-1919), fondatore del Partito Comunista Tedesco (KPD) oltre che autore di opere fondamentali sulla storia del socialismo e di geniali interpretazioni della letteratura tedesca, aveva fatto centro con questa sua dichiarazione.

La traduzione di Lebrecht Bachenschwanz, la prima di una lunga serie che l’autore volle dedicare all’imperatrice Caterina di Russia – fu eseguita in prosa – perché rimanesse il più possibile fedele all’originale – e pubblicata nel 1769 quindi oltre 250 anni fa.

Quarant’anni dopo fu il poeta Karl Ludwig Kannegiesser a pubblicare la Commedia in versi tra il 1809 e il 1821, esattamente tre secoli fa.

Original Amrei-Marie derivative work Kreuzschnabel Sibylle Lewitscharoff-KS01 CC BY-SA 3.0 DE

Original Amrei-Marie derivative work Kreuzschnabel Sibylle Lewitscharoff-KS01 CC BY-SA 3.0 DE

Ed è proprio in concomitanza di questo importante anniversario che nell’ambito del progetto “Affinità Elettive 2021 – Dialoghi italo-tedeschi sulla traduzione nell’ambito del Premio italo-tedesco per la traduzione” il Goethe Institut di Roma – in collaborazione con la Società Dante Alighieri e il Centro per il Libro e la Lettura – ha previsto per mercoledì 14 – un collegamento video con Sibylle Lewitscharoff, scrittrice e studiosa di Scienze delle Religioni di Stoccarda, insignita nel 2013 del premio Gerog Büchner.

L’iniziativa è promossa dall’Incaricata del Governo federale per la Cultura e i Mass Media della Repubblica Federale di Germania (Staatsministerin für Kultur und Medien), Monika Grütters e dal ministero della Cultura, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, Casa di Goethe, Goethe-Institut Italien, l’Istituto Italiano di Studi Germanici Villa Sciarra e il Literarisches Colloquium Berlin (LCB)

Un evento imperdibile, dunque, che spingerà cultori ed appassionati della Commedia dantesca ad approfondire l’ammirazione e la considerazione che i tedeschi hanno da sempre tributato ad uno dei massimi capolavori della letteratura italiana.

E se anche un “incidente di percorso” come la recente querelle sull’autenticità dell’opera originata dal famigerato articolo dell’editorialista Arno Widmann sul “Frankfurter Rundschau” abbia gettato ombre sul capolavoro assoluto del Sommo Poeta – ben altri nomi e figure di spessore gli hanno reso nel tempo giustizia.

Una ricezione feconda
Thomas Klinkert © Linkedin

Thomas Klinkert © Linkedin

La Divina Commedia sarebbe stata tradotta in tedesco più di centosettanta volte. Esistono pertanto una settantina di traduzioni complete, e un centinaio di traduzioni parziali. Secondo lo studioso Thomas Klinkert questo gran numero di traduzioni testimonia la ricezione feconda che l’Opus summum di Dante ebbe nei Paesi di lingua tedesca dal Settecento in poi.

La ricezione della Commedia come testo poetico fu promossa anche dallo svizzero Johann Jakob Bodmer, autore del saggio “Über das dreyfache Gedicht des Dante” (1763) e, in seguito, soprattutto dai poeti e filosofi romantici, i fratelli August Wilhelm e Friedrich Schlegel, nonché da Schelling e Hegel.

Non solo Inferno: l’approccio (satirico) di Heine

Heinrich Heine

Per ciò che concerne Heinrich Heine – che aveva per qualche tempo frequentato a Bonn le lezioni di August Wilhelm Schlegel – egli concentrò il suo interesse per Dante nella sola Prima Cantica dell’Inferno le cui bellezze artistiche appaiono più evidenti, e in Englisch Fragmente abilmente la parafrasa, paragonando la tetra prigione inglese di Old Bailey ad una bolgia infernale.

«Puoi offendere gli dèi, i vecchi e i nuovi, tutta la ciurmaglia dell’Olimpo e anche l’altissimo Yahvé, ma non offendere mai il Poeta. Non conosci tu l’Inferno di Dante, quelle terzine spaventose?», stigmatizza nella sua opera satirica Deutschland Ein Wintermärchen il poeta di Düsseldorf. “Bisogna dire, in effetti – precisa Klinkert –  che prima del Settecento Dante era conosciuto in Germania non tanto come poeta quanto piuttosto come autore politico”.

L’Ottocento vide la pubblicazione di due traduzioni epocali, quella di Philalethes (pseudonimo del re Johannes von Sachsen) che uscì tra il 1839 e il 1848, e quella di Karl Witte (1865), fondatore della Deutsche Dante-Gesellschaft (Società Dantesca Germanica). Sia Philalethes che Witte hanno accompagnato le loro traduzioni (entrambe in versi sciolti) con un commento, pertanto possono venire considerati a giusto titolo i fondatori della filologia dantesca moderna in Germania e nel mondo.

 

Live streaming in italiano: https://youtu.be/s-OIswcT1SM

Live-Streaming auf Deutsch: https://youtu.be/qrfk72Zs

Info: www.studigermanici.it

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