Autostrade tedesche © il Deutsch-Italia
Autostrade tedesche © il Deutsch-Italia
Qaswed, Franz Untersteller2015-06-13, CC BY-SA 4.0

Qaswed, Franz Untersteller2015-06-13, CC BY-SA 4.0

È una notizia che renderà felice quanti non amano i tedeschi. Anche loro non rispettano le regole, predicano bene e razzolano male, perfino i politici. Lo scorso novembre, sull’autostrada A8, tra Stoccarda e Karlsruhe, la polizia ha sorpreso un’auto, una BMW, che andava a 177 all’ora, su un tratto dove la velocità massima è di 120. Al volante Franz Untersteller, 63 anni, proprio il Verde ministro dell’ambiente nel Land, il Baden-Würrtemberg, in parte la Svevia dei nostri libri di scuola, che ospita la Daimler. Lo rivela la “Bild Zeitung”.

Ancor più grave, Herr Franz è il politico che aveva proposto di imporre un limite di velocità su tutte le Autobahnen in Germania, non più di 130, per salvare l’ambiente. «Wasser predigen und Wein saufern das ist grüne Doppelmoral pur», si è sdegnato Philipp Burke, capo regionale die giovani cristianodeocratici. Cioè, predicare acqua e tracannare vino, tipica doppia morale Verde. E con altri, anche compagni di partito del Ministro, ne chiede le dimissioni.

Autostrade © il Deutsch-Italia

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Gli italiani sono sempre convinti che sulle autostrade in Germania non esistano limiti. In realtà la velocità è controllata per diversi tratti, 80 o 100, 120 o 130. Tra Berlino e Francoforte, circa 540 chilometri, quasi come tra Milano e Roma, non ci sono limiti appena su un’ottantina di chilometri. Al contrario che in Italia, i radar sono ovunque, e si deve guidare con estrema attenzione. Se si supera il limite di 20 km si rischia una multa, oltre qualche punto sulla patente. Ma è sempre un tabu chiedere di imporre un limite ovunque, come in Francia, Italia, Austria o Svizzera.

In Germania si rispetta in modo rigoroso la privacy, ad esempio i protagonisti di fatti di cronaca, presunti colpevoli e vittime, vengono indicati solo con le iniziali. Ma non vale per i politici, e i personaggi noti. Non si può stare con il piede in due staffe, privato cittadino o uomo pubblico, per la notorietà e il successo si paga pegno. Il signor Rossi può avere una decina di amanti, fatti suoi, e di sua moglie. Un ministro no, perché potrebbe essere ricattato. I giornali hanno il diritto di rilevarlo. Maria Elena Boschi si lamenta per le critiche alle sue foto romantiche, sorpresa a sbaciucchiare senza mascherina il suo compagno sullo sfondo di Roma. Ma nel Lazio c’è l’obbligo di mascherina sempre e in ogni circostanza. Da deputato dovrebbe dare il buon esempio. Chi vede le foto sarebbe tentato di imitarla: perché lei sì e io no? Il ministro alle Finanze, il socialdemocratico Olaf Scholz, per parlare al Bundestag, ha attraversato la sala senza mascherina. Ha ricevuto un ammonimento dal presidente del Parlamento, ed ha chiesto scusa.

Olaf Scholz

«Avevo fretta perché volevo andare da mio figlio e i due nipotini che vivono a Francoforte», si scusa anche il ministro Verde. Patetico, ma non basta, e lo sa, tanto che aggiunge: «Correre troppo non è un Kavalierdelikt», cioè un peccato veniale. Ha perso la patente per un mese, e dovrà pagare una multa di 240 euro. «In futuro starò più attento», promette, però non intende dimettersi. Stoccarda, dove vive, è più vicina all’Italia che alla Prussia di Frau Merkel.

 

 

© per gentile concessione di ItaliaOggi

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

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