Jimmy Wales © CC BY-SA 2.5 Gus Freedman – Wikimedia Foundation Inc.

Enciclopedia: preziosi volumi sugli scaffali del salotto, erudito arredamento, solida base di ricerche scolastiche redatte a penna in fittissime righe, fino a stordire gli occhi e sfiancare il polso. Questo in sbiaditi ricordi che forse ancora i ventenni possono associare alle scuole elementari; oggi, quando il “copia&incolla” ha vanificato questo tipo di esercizio, è Wikipédia – o Wikipedìa – a saziare la nostra sete di conoscenza.

“L’enciclopedia libera” fu fondata da Jimmy Wales nel 2000, con l’aspirazione di offrire ai frequentatori del web “libero accesso a tutto lo scibile umano” – queste le parole del fondatore in un’intervista del 2004. L’enciclopedia online si chiamava in origine “Nupedia”; il nome attribuitole in seguito si riferisce ai “wikis”, particolari pagine web disegnate in modo che chiunque possa modificarle. Difatti, anche gli utenti non registrati possono intervenire, grazie all’opzione “modifica” presente in ogni pagina. Non sempre, però, le informazioni sono accurate ed esaurienti come si vorrebbe – perlomeno se si ricerca qualcosa di più profondo di una semplice definizione. In questi casi, la conoscenza di una lingua straniera può venirci in aiuto: se non siamo soddisfatti di una pagina in italiano, perché non confrontarla con quella in tedesco? Un esperimento interessante: dimmi come scrivi su Wikipedia e ti dirò chi sei.

wikipedia_1Già l’impostazione delle rispettive pagine principali fa intuire due mentalità diverse. Quella tedesca è molto compatta, ogni contenuto inquadrato (letteralmente) in una tabella spigolosa, ciascuna con il suo titolo pigiato in una riga azzurra: progetti, chi siamo, articolo del giorno, notizie e curiosità. La versione italiana offre, grosso modo, lo stesso materiale, mescolato invece in due lunghe colonne con titoli più grandi e colorati. Due approcci diversi: uno sintetico, l’altro user-friendly. La pagina italiana presenta Wikipedia in tre sezioni diverse (Wikipedia, Cosa posso fare?, Chi fa Wikipedia?) mettendosi, con la forma interrogativa, nei panni del visitatore; quella tedesca impiega due frasi in apertura al primo riquadro. Su quella italiana campeggia un paffuto messaggio di benvenuto; in quella tedesca, “Willkommen bei Wikipediaè un titolo tra gli altri. Tra i bordi arrotondati della homepage italiana si osserva pure qualche stranezza: è poco chiara l’utilità della sezione Nelle altre lingue, assente in tedesco. Di seguito sono elencate le 10 versioni maggiori di Wikipedia e una selezione casuale di altre edizioni con un numero minore di voci, si legge. “Maggiori” va dunque inteso come “con il maggior numero di articoli”: la top ten conta la versione russa, tedesca, inglese, svedese, olandese, italiana, francese, spagnola, cebuana e waray. Sic. Se l’intento dei moderatori italiani è avvicinarci alla cultura dei gruppi etnici delle filippine, ben venga; ma perché una “selezione casuale di altre edizioni”? Forse per lo stesso filantropico motivo: casualmente, potremmo imbatterci in un’interessante pagina in cornico o in kapampangan e venire a conoscenza di qualcosa che mai avremmo immaginato – qualcosa che potrebbe cambiare (o arricchire) la nostra vita.

wikipedia_2Sfogliando le pagine virtuali, le due versioni sono più uniformi – del resto, l’aspetto di Wikipedia è inconfondibile: stringa di ricerca, titolo, abstact, indice. Le voci tedesche non hanno la tabella dei “fast facts” sotto l’immagine che (quasi sempre) accompagna il titolo: si tratta di una sorta di bigino in cui si raccolgono, in rapido elenco, le informazioni basilari sul personaggio o sul fatto in questione. Nel caso di Angela Merkel, per esempio, nella pagina tedesca troviamo solo foto e firma, mentre la versione italiana aggiunge, sotto la foto, informazioni di base quali gli incarichi ricoperti e la loro durata. La pagina tedesca alleggerisce il testo fuggendo la ridondanza – dopotutto le stesse cose si vengono a sapere dall’articolo. Tuttavia l’identikit è utile quando si cerchi un dato particolare e non si abbia voglia di leggere l’intero articolo per trovarlo.

Un’altra differenza curiosa tra le pagine italiane e quelle tedesche è l’assenza, in queste ultime, di segnalazioni di “in accuratezza”: le pagine che “non citano le fonti necessarie” o sono solo “un abbozzo” nella Wikipedia nostrana si sprecano, come avvertono apposite finestre a inizio articolo. L’esuberanza nell’intraprendere progetti che non abbiamo la diligenza, la competenza o le basi strutturali per portare a termine sembra un tratto caratteristico – o forse l’ingenuità nel non nasconderlo.

wikipedia_3Esiste un’altra enciclopedia online, questa priva di omologo teutonico: Nonciclopedia, l’enciclopedia “libera da qualsivoglia contenuto”. La grafica è ricalcata su quella di Wikipedia – l’aspetto è identico, così come le regole relative a commenti, contributi, modifiche. Ogni voce, però, è rivista in chiave bizzarramente comica e spesso parodistica, con l’intento dichiarato di divertire e dileggiare. I difetti sono gli stessi della gemella: articoli sciatti, incompleti, che si credono divertenti senza esserlo affatto. Quelli ben scritti, però, sono gustosi pezzi di bravura, tra arguzia, nonsense e destrezza verbale, alcuni al limite del surrealismo (come la voce “frigo a pedali”). Chissà se i tedeschi riderebbero.


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Lettura di Leopoldo Innocenti

Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia

C’è chi mette in dubbio la sua imparzialità

 

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