Jens Spahn © Focus Markus C. Hurek
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Nel numero di Natale, il settimanale Focus, mette in copertina la Via Lattea e il titolo “Der Traum von ewigem Leben”, il sogno della vita eterna. E chi intervista per parlare di Dio, della Chiesa, della fede, e di cosa ci attende dopo la morte, l’Inferno o il Paradiso, o il nulla? Il ministro della Sanità, il cristianodemocratico Jens Spahn, 40 anni, alto un metro e 92, il politico più odiato e anche tra i più autorevoli, in questi difficili tempi, quando il Covid provoca centinaia di vittime ogni giorno, oltre 26mila in totale mentre scrivo. Ha deciso chi dovrà essere vaccinato tra i primi, e chi dovrà attendere l’estate, e si è attirato molte critiche. Non mi viene in mente un politico italiano a cui si potrebbero porre queste domande. Forse, tempo fa, ad Andreotti.

Nel partito di Jens, la CDU, la C sta per cristiano, la Christlich Demokratische Union, ma pensare che sia la nostra vecchia Democrazia Cristiana sarebbe un grave errore. Nella sua prima visita all’estero, nel lontano 1994, Berlusconi andò a Bonn, e commise una gaffe. Disse “noi politici cattolici” e, da pochi passi notai Helmut Kohl sussultare. Era cattolico, come lo è Spahn, ma era Cancelliere di tutti i tedeschi, i luterani e gli atei, che sono in maggioranza, come atea è Frau Merkel, benché figlia di un pastore protestante. E la divisione tra Chiesa e Stato in Germania è netta.

Jens Spahn © Focus Markus C. Hurek

Jens Spahn © Focus Markus C. Hurek

La scelta del settimanale avrà sorpreso alcuni lettori: Spahn non ha mai fatto mistero di essere omosessuale, e si è sposato il 22 dicembre del 2017 con il suo compagno, Daniel Funke, 39 anni, giornalista, capo della redazione di Focus a Berlino. È stato lui a proporre l’intervista al settimanale di Monaco? Poco importa. Ma qual è il rapporto di Jens con la sua Chiesa: «È una parte di me anche se a volte mi fa arrabbiare».

Quando si è sposato, nessun sacerdote ha voluto benedire l’unione con Daniel, recrimina. «Però, l’estate scorsa in Baviera sono andato a messa con il mio compagno, il sacerdote ci ha riconosciuto e ha detto: saluto il nostro ministro e il suo coniuge…» La Chiesa sbaglia a voler condannare e stabilire una morale sessuale: «E ciò mi ferisce. È stato Dio a decidere chi sono». Non ha mai pensato di uscire dalla Chiesa, né di convincere Daniel a diventare cattolico.

Jens è nato a Ottenstein, paesino di 312 abitanti nei pressi di Münster, zona cattolica nel Nord protestante. Da ragazzo ha servito in chiesa come chierichetto, ha studiato tecnica bancaria, a 22 anni è stato eletto deputato. Nel 2018 è diventato ministro, il più giovane nella squadra di Frau Angela. Appena in carica, ha fatto approvare una legge per vietare le presunte cure che dovrebbero guarire l’omosessualità, come se fosse una malattia mentale.

L’omosessualità non è più un problema in Germania, ma Spahn non ha paura del politically correct, ha criticato la tolleranza delle femministe riguardo al velo islamico, e sostiene che gli immigrati arabi sono un problema per i loro atteggiamento verso le donne, gli omosessuali, e gli ebrei. Una critica, non tanto velata, alla Cancelliera che nel 2015 ha aperto il Paese a oltre un milione di fuggiaschi, in gran parte musulmani. E trova giusto che una coppia di omosessuali possa adottare un bambino: «Forse lo faremo un domani anche io e Daniel». Spahn è un populista, lo ha subito attaccato “Der Spiegel”.

Villa Strauss a Dahlem il quartiere dove ha acquistato casa Spahn © Cremer & Wolffenstein (1914) CC BY-SA 4.0.JPG

Villa Strauss a Dahlem il quartiere dove ha acquistato casa Spahn © Cremer & Wolffenstein (1914) CC BY-SA 4.0.JPG

In luglio, nuovamente al centro di polemiche, per aver acquistato insieme con Daniel, in piena crisi per il virus, una villa degli Anni Venti a Berlino di 300 metri quadrati, “per diversi milioni di euro”. Per due terzi pagati da Jens, il resto da Daniel. La cifra esatta non l’ha voluta rivelare, ma sarà di almeno tre milioni di euro. Spahn guadagna 280mila euro lordi all’anno.

Si è contagiato con il Covid insieme con Daniel, e Focus gli chiede se il virus sia opera del diavolo, o una punizione divina: « È solo una catastrofe naturale». Qual è stato il suo peccato più grave? vuol sapere la rivista. «Da bambino ho robato cinque marchi a mio fratello». Infine, la domanda: c’è una vita dopo la morte? «Prima o poi lo verremo a sapere». Il ministro trascorrerà le feste in due, insieme con Daniel.

 

© per gentile concessione di ItaliaOggi

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Roberto Giardina, dal 1986 in Germania, è corrispondente per il QN (Giorno-Resto del Carlino- La Nazione) e Italia Oggi. Autore di diversi romanzi e saggi, tradotti in francese, spagnolo, tedesco. In Germania è uscito "Guida per amare i tedeschi", "Anleitung die Deutschen zu lieben" (Argon e Goldmann), "Complotto Reale" (Bertelsmann), "In difesa delle donne rosse" (Argon), "Hundert Zeilen", "Berlin liegt am Mittelmeer" (Avinus Verlag), "Pfiff", romanzo sulla Torino degli Anni Sessanta e la rivolta operaia di Piazza Statuto; "Attraverso la Francia, per non dimenticare il Belgio"; "Lebst du bei den Bösen?", "vivi tra i cattivi, la Germania spiegata a mia nipote"; e recentemente "Il Muro di Berlino. 1961-1989".

Auguri a tutti

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