La superpotenza umanitaria, la culla del sogno social-liberista, il primo governo a trazione “femen” del globo terraqueo, il paradiso multiculturale, multietnico, multicolore, multi-identitario, la Svezia cantata dai bardi del globalismo immigrazionista no borders come un gioioso eden a cui tutti i Paesi avrebbero dovuto obbligatoriamente uniformarsi, ha dato un calcio nelle palle al suo governo postmoderno-social-immigrazionista moralmente corretto.

Che poi a guardarli bene questi del Sverigedemokraterna (democratici svedesi) più che da nazi hanno la faccia da arrogantissimi e viziatissimi rich kids. Alta borghesia che ha voltato le spalle al globalismo pro-criminalità de sinistra, perché ha intuito che il vero core-business oggi sta nel ripristinare l’ordine pubblico, le leggi, le funzioni elementari dello Stato e la sicurezza del cittadino. Sono state le psicopatie multiculturali della sinistra globalista, che ha perversamente chiuso gli occhi davanti alle no-go zone, al dilagare della violenza nei ghetti abitati prevalentemente da immigrati e refugees, a gonfiare i Demokraterna. A suon di censurare dati, occultare statistiche, manipolare l’opinione pubblica per abbellire la realtà e sostenere la posizione ideologica mercantilista dell’immigrato come riserva illimitata di valore, la sinistra si è scavata la fossa eterna perfino nella paciosa Svezia.

In Svezia dal 2014 ad oggi sono entrati 150.000 immigrati, in un Paese di 10 milioni di abitanti. Quindi il 1,5 per cento sulla popolazione totale. Se si considera che nello stesso periodo in Italia sono sbarcati circa 650.000 migranti su una popolazione di 60milioni arriviamo ad una percentuale del 1,1 per cento, di poco sotto quindi. Eppure, il caso italiano è stato prima snobbato e poi compatito, fin quasi alla derisione dalle organizzazioni internazionali, Onu e Ue in testa, mentre nello stesso tempo lo sforzo umanitario svedese veniva lodato ed esaltato in tutte le salse. Eppure, questi “sepolcri imbiancati male”, vogliono inviarci una commissione Onu che indaghi sui diritti umani e sul razzismo nel nostro Paese. Un bel comitato di scienziati dei diritti umani costituito magari da sauditi, iraniani, egiziani, bangladesi. Tutta bella gente che ha sulla coscienza qualche centinaio di migliaia di vittime, ma che è pur sempre meno pallosa del chierico Saviano.

Bene, intanto mentre scegliete i vostri maestri dell’antirazzismo da inviarci, godetevi i nazi nel vostro paradiso multiculturale svedese, brutti str…

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