Ali E. Toprak © Flickr Shoshone

Ali E. Toprak © Flickr Shoshone

«I migranti non vagano per questa Repubblica come degli eterni servi sfruttati e maltrattati. Che siano nigeriani cristiani, bahaiani iraniani, alawiti turchi o musulmani liberali, essi non si considerano vittime, perché non lo sono. Si considerano parte della società tedesca. E le loro vite lo testimoniano».

Sono le parole di Ali Ertan Toprak, politico tedesco di origine turche e rappresentate della comunità curda in Germania. La sua descrizione contrasta decisamente con l’idea del migrante come vittima predestinata, spacciata da decenni dalla sinistra globalista, perché si basa sul senso di responsabilità, di intraprendenza e sul coraggio dei singoli, invece che sui piagnucolamenti ipocriti di un branco di intellettuali da comò intenti a smerciare il loro razzismo pietista.

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Ali Ertan Toprak – La politica di integrazione tedesca è autodistruttiva

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