Branca-branca-brancaleone
Branca-branca-brancaleone

Narra la leggenda che nell’estate del 1212, dalle oscure et impenetrabili selve germaniche sopraggiunse in Italia un esercito di bambini straccioni, ignoranti e puzzolenti come capre, guidati da un invasato, non si sa se afflitto da sindrome di Asperger, chiamato Nikolaus. La loro meta finale era Gerusalemme, dove intendevano liberare lo Santo Sepulcro. La fine è vicina, salmodiavano i pargoli coperti di luride croste, non c’è più tempo! Deux vult!

La schiera maleodorante di infanti eccitati calò su Genova e lì attese che il mare si aprisse in parti due, come lo Mare Rosso davanti allo popolo eletto di Mosè profeta. Attesero un dies, attesero due dies ma le acque non si spartirono anzi, tempestarono. Al terzo dies alcuni mercanti genovesi, svelti di mano e di conta, offrirono ai derelitti insozzati un passaggio sulle loro galee, con le quali raggiungere il santo sabbione. Intonando inni di gioia et gaudio gl’imberbi pulzelli salirono sulle navi mercantili che li trasportarono direttamente al mercato degli schiavi del feroce saracino, ove furono venduti ai mori a peso d’oro. Amen.

Sostituite “Santo Sepulcro” con “ambiente”, “Dio” con “vegan”, “Satàn” con “automobili et emissioni CO2 (ma attenzione non le emissioni delle grandi navi porta container, degli aerei o degli impianti produttivi delle multinazionali dirette dai genitori dei bimbi crociati)”, “mercanti genovesi” con “multinazionali et media mainstream”, “Nikolaus” con “Greta” et voilà, eccovi sprofondati nell’oscuro medioevo postmoderno dei libtards, così pusillanimi e fiacchi da nascondersi sotto la sottana dei propri figli adolescenti per timore di venire giudicati politically incorrect.

Tutti allo Santo Sepolcro

© Youtube Stefano Fratini

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