Free Carola Moabit Berlin © il Deutsch-Italia
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Et voilà ecco a voi tre situazioni di vita quotidiana in cui applicare senza indugio il fenomenale “metodo Rackete”, l’intrepida capitana dall’ascella onta di Sea Watch 3. Let’s go!

Esempio Nr 1. Metti che stai alla posta e davanti a te c’è una fila interminabile di vecchi rimbambiti bianchi come la candeggina e nemmeno un africano, sti razzisti privilegiati senza vergogna. Dal momento che non hai voglia di aspettare in mezzo a quei fascio-sovranisti in pensione usi il “metodo Rackete”. Urli che sei spinto da necessità urgente, la tua pratica è questione di vita o di morte, largo, largo fascisti. E meni certe gomitate da spezzare le costole di quei vecchi maschilisti fino a quando non raggiungi lo sportello, contro il quale schiacci un vecchiardo che voleva impedirti la giusta manovra di attracco. Tutta la sala applaudirà il tuo gesto. Qualcuno farà la Ola.

Esempio Nr 2. Vai al pronto soccorso perché ti sei sbucciato un ginocchio, ma quei nazi si rifiutano di accoglierti con la scusa che non è una cosa grave e ti indicano la farmacia all’angolo. Inutile dire che in questo Paese razzista il personale medico è solo bianco. Vergogna, con tutti i dottori africani che ci sono solo bianchi lavorano qui. Meno male che c’è il “metodo Rackete”. Con la forza di mille Ong ti piazzi in mezzo alla sala d’attesa e inizi a urlare che questo è nazismo, che questo è razzismo, che ne va della tua vita perché la farmacia non è un posto sicuro e i regolamenti della Croce Rossa Internazionale parlano chiaro: ti devono accogliere loro e solo loro. Poi fermi una portantina, cacci giù il sovranista-populista bastardo con la gamba ingessata che la usurpava usando il suo privilegio di maschio bianco senza alcun merito se non quello di essere nato in un Paese ricco, e ti ci piazzi sopra legandoti alle barre. Infermieri, personale medico e tutti quelli in coda da ore applaudiranno il tuo gesto coraggioso.

Esempio Nr 3. Arrivi tardi al ristorante. Il cameriere, un bianco nonostante i tanti migranti africani usciti dall’alberghiera con voti sicuramente migliori dei suoi, ti dice che stanno chiudendo e ti consiglia un altro posto dove si può mangiare fino a tardi. Sì, ma è dall’altra parte della strada, fai tu, e io ormai son qua. Siccome lui insiste a rimbalzarti ti metti a urlare che quell’altro non è un posto sicuro, perché qualcuno ti ha detto che non garantisce le norme sull’igiene, mentre tu sei affamato e assetato oltre ogni limite umano e lui, soltanto lui, deve accoglierti. Poi appena vedi un varco ti fiondi in sala calpestando una famiglia di bianchi razzisti privilegiati che ostruisce il passaggio e ti ancori a un tavolo tra gli applausi della gente estasiata dal tuo gesto eroico.

Sono solo tre esempi ma con un po’ di pratica il “metodo Rackete” può essere applicato in ogni ambito della vita quotidiana. Have a try, enjoy and don’t worry: la magistratura ti assolverà per via della tua superiorità morale che ti mette al di sopra della legge.

Achtung, Anmerkung für italienische „multikulti & diversity“ Luschen die am Samstag in Berlin und anderswo marschieren werden: für euch gilt diese Methode nicht. Versuch es nur mit den deutschen Behörden, mal sehen wo die Reise hingeht. LOL.

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11 Commenti

  1. Che cagata di articolo. Distinzione tra finzione e realtà nel tuo cervello bacato pochino uh? La cosa interessante è che quell’essere inutile di Salvini per quanto possa sentirsi o’capitaaano e passare la sua breve vita a menarsela con questo _falso_ potere che si ritrova al momento, verrà ricordato nei secoli a venire per quella merdaccia che realmente è. La storia non perdona e ti caga in testa come farebbe un plotone di piccioni.
    p.s. La Rackete ha due palle che tu, omuncolo da tastiera che hai scritto questo articolo, non riuscirai a far crescere nemmeno nelle prossime 150 reincarnazioni.

    1. Caro Arschloch (mai nome fu più appropriato!) devo esprimerLe la mia prodonda ammirazione per la profondità e la sottigliezza delle Sue argomentazioni! Con la stima che si merita, La saluto.

    2. Io un’idea in cosa ti reincarnerai te c’è l’ho…

  2. Applico il Metodo Rackete e cancello dal mio panorama giornalistico il Deutsch-Italia. Wilder Mann? Come non fosse abbastanza Salvini.

    1. E chissenefrega

  3. Buongiorno,

    se mi è concesso esprimere un’opinione al riguardo, trovo le “argomentazioni” nonché l’impostazione utilizzate nell’articolo di una bassezza inaudita, a prescindere da qualsivoglia posizione in materia di politica migratoria e fenomeni migratori etc.

    Quello che percepisco, come lettore, è un’argomentazione vuota, priva di contenuti, abbozzata probabilmente nel giro di qualche minuti – tipo un commento vuoto e veloce sui social network – oltre che ingenua e pericolosa. L’autore non tiene in considerazione, tra le altre cose, l’emergenza umanitaria in corso. È un insulto ai morti in mare, a tutte quelle persone tenute come bestie senza dignità all’interno dei lager libici, ignora completamente qualsiasi accenno, anche vago, di diritto internazionale nell’ambito del soccorso in mare.

    Questo articolo è un eco della narrativa xenofoba italiana, è un’opportunità sprecata per esprimere una posizione critica, qualora lo si voglia, nei confronti delle ONG, del flusso migratorio etc. La metodologia è, di fondo, sbagliata. Perché a ritroso, il soggetto dell’articolo non è qualcosa su cui ridere o fare dell’ironia.

    Non c’è bisogno di essere esperti di politica migratoria, neanche di diritto marittimo. C’è bisogno di essere umani. Vi manca, come giornalisti e professionisti che dovreste essere, l’umanità, l’umiltà e la professionalità di trattare un tema del genere. Si possono esprimere tutte le posizioni discordanti del mondo, ma rendere una barzelletta la tragedia umana che si sta consumando in questi anni nel Mediterraneo trovo che sia, francamente, inaccettabile e vergognoso.

    Saluti
    M.L.

    1. Sono pienamente d’accordo con il Sig. Marco L., è un articolo veramente di un’immaturità e di un’insipienza imbarazzanti.

      P.S. Spett.li ilDeutsch_Italia, non c’era veramente bisogno di usare una rivista online per propinarci questa roba: se ne trova già in quantità industriale sui social e in certi blog. Quello che dovrebbe distinguere un giornalista da un qualsiasi cyberbullo/hater, è la produzione di contenuti con un minimo di competenza, qualità e onestà intellettuale. Se non altro, per rispetto nei confronti dei lettori.

      1. Idem come sopra

    2. Potevi risparmiarti sta minestra ammuffita, per informarci che hai un QI<60 bastava mandare una foto.

  4. • Chiamano “naufraghi” quelli che in mare non sono su una scialuppa calata da una nave che affondava.
    • Dànno per presupposto che noi dobbiamo sottostare al ricatto “naufraghi” fino alla fine dei secoli.
    • Fanno come se non fosse ormai arci-noto che le ONG fanno un servizio taxi d’accordo con gli scafisti.
    • Parlano di Salvini come se non avesse esclusivamente DATO VOCE a moltissimi italiani (come attestato – oltre che dai sondaggi – dall’accoglienza tributata a Salvini ovunque egli si rechi, si tratti di località, di “talk show” o di altro), anche della base di sinistra (come è possibile verificare on-line).
    • Appoggiati dai media, chiamano “razzista xenofobo” chi crede che un popolo abbia il diritto di proprietà sulla terra su cui è insediato, e contemporaneamente dànno per presupposto che quelli che vengono da noi senza le armi non siano invasori.
    • Quanto alla Rackete in particolare, ne parlano come se non avesse perso tempo in mezzo al mare per due settimane – durante le quali poteva raggiungere tranquillamente la Germania o l’Olanda – e che la ministra degli Interni olandese le aveva detto di andare in Tunisia.
    • La buona fede è un optional!

  5. Non capisco se l’intento dell’articolo sia comico o cosa. Scritto di merda, potrebbe andare per una rivista di scuola superiore dove si spera la redazione rifiuterebbe di pubblicarlo per i contenuti eccessivamente idioti .
    credevo DI fosse una testata seria

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