Cesare Battisti nel 2009 © CC BY-SA 3.0 José CruzABr Agência Brasil WC
Cesare Battisti nel 2009 © CC BY-SA 3.0 José CruzABr Agência Brasil WC

Nel 2004 lo squadrone dell’intellighenzia di sinistra al gran completo firmò l’appello per sostenere il terrorista Cesare Battisti condannato in contumacia per quattro, diconsi quattro, omicidi commessi con la sua banda armata dei Proletari Armati per il Comunismo durante gli anni di piombo. Firmò la crème della crème dell’intellighenzia, il picco intellettuale, il climax culturale italiota: da Wu Ming a Tiziano Scarpa passando per Giorgio Agamben, Lello Voce, Loredana Lipperini (Loredana chi?), Antonio Moresco fino al vignettista barbone Vauro. C’era perfino la firma di un allora sconosciuto Roberto Saviano che poi nel 2009, forse in un sussulto tardivo di dignità indotto dal successo finalmente raggiunto, prudentemente la ritirò.

Si tratta degli stessi arruffa polli che oggi la menano sul ritorno del fascismo, le leggi razziali contro i migranti, la dittatura alle porte e i porti aperti.

Ecco una frase imperdibile dell’appello di questi intelligentoni: “Dal momento della sua fuga dall’Italia, prima in Messico e poi in Francia, Cesare Battisti si è dedicato a un’intensa attività letteraria, centrata sul ripensamento dell’esperienza di antagonismo radicale che vide coinvolti centinaia di migliaia di giovani italiani e che spesso sfociò nella lotta armata. La sua opera è nel suo assieme una straordinaria e ineguagliata riflessione sugli anni Settanta, quale nessuna forza politica che ha governato l’Italia da quel tempo a oggi ha osato tentare”.

Hai capito i compagnucci, quando a praticarlo è uno di famiglia il terrorismo diventa antagonismo radicale e l’omicidio un’esperienza. Per gli estranei al club invece si parla di strage e nazifascismo. E i quattro morti ammazzati in nome della vivolta pvoletavia pev il comunismo? Ehissenefrega, è successo tanti anni fa e poi mica erano migranti.

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