Stefano Ciuoffo © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Stefano Ciuoffo © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Come avevano già anticipato le proiezioni di Federturismo Confindustria, anche quest’estate, ormai agli sgoccioli, la Toscana è risultata la portabandiera del turismo internazionale nel Belpaese, insieme a Puglia, Sicilia e alle città d’arte Roma, Napoli e Venezia, con flusso di provenienza straniera soprattutto dalla Germania, Francia e USA.

La Toscana, importante fonte per investimenti e profitti per molte multinazionali tedesche che hanno qui stabilito la loro sede italiana, trova nella Germania la voce internazionale prevalente del proprio mercato, come ha fatto notare l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo, in occasione della più grande Fiera Internazionale del Turismo (ITB) che si tiene annualmente a Berlino (ve ne avevamo parlato qui).

Lo stand della Regione presso la Fiera berlinese ha permesso alla Toscana di mettere in vetrina le eccellenze della propria terra, seducendo gli operatori turistici tedeschi a tal punto che il Centro Studi Turistici regionale ha pronosticato un aumento dell’1,2 per cento delle già numerose presenze tedesche stimate nello scorso anno (oltre 800mila).

toscana_12Aspettative pienamente soddisfatte e che vedono molte prenotazioni fino alle prime due settimane di ottobre, grazie anche ai 23 nuovi collegamenti diretti tra gli scali di Pisa e Firenze e le tedesche Berlino, Dusseldorf e Monaco, messi a disposizione da Toscana Aeroporti a partire da aprile 2016.

Al di là di dati e statistiche, l’offerta turistica toscana è sorprendentemente ricca: a cominciare dalla Firenze degli Uffizi, dalla Siena del Palio e dalla Pisa del cannibale Conte Ugolino Della Gherardesca (non più relegato ad imprecise fonti medievali e al canto XXXIII dell’Inferno di Dante, essendo stata la sua dimora riportata alla luce proprio in questi giorni), per poi scoprire succulenti percorsi enogastronomici lungo le aeree del Chianti, del Mugello e della Maremma, terminando con il turismo balneare della Costa degli Etruschi, della Versilia, dell’isola d’Elba e con quello termale di Montecatini e Saturnia.

Una delle zone toscane più conosciute è quella della Maremma che, come ben descriveva Dante “Non han sì aspri sterpi, né sì folti quelle fiere selvagge che n’odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi colti” (Canto XIII, Inferno) si estende tra la provincia di Livorno (Cecina) e Viterbo (Corneto) nel Lazio.

toscana_06Preziosamente incastonato nella Maremma livornese è uno dei borghi più assiduamente visitati dai turisti tedeschi: Castagneto Carducci, un comune con circa 9mila abitanti, la cui storia comincia dai possedimenti maremmani, in periodo medievale, di Gherardo Della Gherardesca, Signore di Pisa e Volterra.

Impregnato dalle vicende storiche della nobile e ricca famiglia Della Gherardesca, Castagneto si affaccia sulla Costa degli Etruschi, con splendide spiagge più volte insignite delle bandiere blu della FEE.

Le sue colline paiono voluttuosi fianchi di donna che si inarcano offrendo al visitatore un bucolico paesaggio di rigogliose campagne che arricchiscono il made in Italy con la produzione di pregiati vini (solo per citarne qualcuno, rinomati il Sassicaia ed il Masseto) e di olio extravergine d’oliva conosciuti in tutto il mondo, coccolando anche le papille gustative più esigenti in abbinamento con le tipicità gastronomiche.

toscana_03Non solo la gola è appagata, ma anche l’olfatto, respirando a pieni polmoni nelle pinete color smeraldo e nei folti boschi di castagni (da qui la denominazione del comune).

La vista viene attratta dal centro storico, fatto di viottoli e botteghe, e dai monumenti d’interesse principale: il Castello della Gherardesca che domina il borgo e da un lato guarda verso il mare, rappresenta, con la chiesa di San Lorenzo, il nucleo in cui originariamente nacque il centro abitato; la chiesa del S.S. Crocifisso dove è conservato un crocifisso ligneo risalente al 1400; l’elegante Villa Margherita costruita dai Conti Della Gherardesca nei primi del ‘900 presso la frazione di Marina di Castagneto.

Spostandosi a pochi km, in una delle frazioni del comune castagnetano, Bolgheri, si possono seguire le orme del poeta Giosuè Carducci, passeggiando lungo il famoso Viale dei Cipressi, “alti e schetti”, decantati nel poema “Ode A San Guido”.

toscana_06Castegneto si presenta come un libro carducciano da sfogliare anche attraverso la Casa Museo e il Parco letterario Giosuè Carducci, di cui è responsabile Valentina Pantani, presidente dell’Associazione Messidoro che gestisce il Parco e il sistema museale, e alla quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Sig.ra Pantani, cosa si intende per parco letterario e qual è l’attività di quello dedicato a Carducci?

I parchi letterari, ideati dallo scrittore Stanislao Nievo, sono percorsi visivi e sensoriali attraverso i luoghi di vita e di ispirazione dei grandi scrittori; il collegamento tra la vita dell’autore e la storia del territorio fa del parco letterario anche un punto di divulgazione e ricerca letteraria.

Giosuè Carducci

Giosuè Carducci

Il nostro percorso si compone di tre tappe: i luoghi di ispirazione “Viale dei Cipressi”, il “Tosco Mar” e le “Vie del Borgo”; la “Casa Museo” in cui Giosuè Carducci visse con la famiglia d’origine e vi ritornò già noto poeta, per brevi soggiorni di riposo, tra il 1879 e il 1894; il “Museo Archivio G.Carducci” (sede amministrativa del Parco) che mette il visitatore in diretto contatto con la vita e l’attività letteraria del poeta, mediante scritti autografi e vecchie fotografie.

La nostra associazione inserisce nel programma anche la visita al Museo dell’Olio dove sono esposte attrezzature e foto d’epoca che descrivono i momenti della produzione dell’olio extravergine toscano, conosciuto ed apprezzato in Italia e all’estero.

Heinrich Heine

Heinrich Heine

Il turismo tedesco è molto diffuso a Castagneto. Anche il Parco letterario ne beneficia?

Sebbene negli ultimi anni ci sia stato un incremento di visite, la maggior parte dei tedeschi è interessata ai percorsi sportivi piuttosto che letterari, consentendo i boschi e le pinete presenti in zona la possibilità di fare trekking e cicloturismo, oppure si dedicano al turismo balneare e agli itinerari enogastronomici. Come biasimarli se alle lacrime del “Pianto Antico” preferiscono del buon vino?

A dispetto delle poche visite da parte dei teutonici, il Carducci fu grande estimatore di Heinrich Heine, autore tedesco che visitò ed amò l’Italia, passando anche per la Toscana nel 1828.

Affascinato dall’irrequietezza della sua poetica, dalla tagliente polemica con cui il poeta tedesco fece proprie molte questioni sociali della Germania dei suoi tempi, Carducci tradusse molte sue poesie come la significativa “I tessitori della Slesia”, dove Heine parla della corrotta “società tedesca dei privilegi” dal punto di vista dei tessitori, descrivendoli delusi, ingannati e scherniti dopo la rivolta del 1844, aspramente sedata dalle forze militari tedesche inviate dal Re.

Tessiam, Germania, il tuo lenzuolo funebre.

E maledetto il Re! De i gentiluomini,

De i ricchi il Re, che viscere non ha;

E ci ha infin spremuto l’ultimo picciolo,

Or come cani mitragliar ci fa

Tessiam, tessiam, tessiamo.

Tra un’arrampicata ed una ribollita, non è detto che, col tempo, i tedeschi non imparino ad apprezzare anche il poeta italiano che si fece portavoce dei temi storico-sociali della Germania attraverso la sua passione per Heine.

Andrea Bocelli a Castagneto Carducci

Print Friendly, PDF & Email