Ponza - Chiaia di Luna © Nicoletta De Rossi
Ponza - Chiaia di Luna © Nicoletta De Rossi
Ponza © Nicoletta De Rossi

Ponza © Nicoletta De Rossi

Attraccare a Ponza è sempre una grande emozione, perché la piccola isola al largo delle coste laziali si presenta già da subito in tutta la sua straordinaria bellezza. Mentre ci si avvicina al porto, si rimane stupiti di fronte all’anfiteatro naturale tappezzato di case dai più svariati colori pastello che si specchia nelle acque dell’antico porto borbonico. Un colpo d’occhio incredibile che strega ogni volta che si arriva nell’isola, come se fosse la prima volta. Durante l’estate aliscafi e traghetti sfornano instancabili a ritmi cadenzati centinaia di turisti al giorno, nella maggior parte italiani, che prendono letteralmente d’assalto questa meta principale dell’arcipelago pontino, per non parlare di chi a Ponza ci arriva con barche proprie: in alcuni fine settimana d’estate il mare brulica di natanti di ogni forma, dimensioni e colore. Chiunque arrivi sull’isola si riversa dapprima su Corso Pisacane, affollando, soprattutto il mattino e la sera, anche l’omonima piazzetta, suo cuore pulsante.

Ponza © Nicoletta De Rossi

Ponza © Nicoletta De Rossi

Nella cosiddetta bassa stagione, in primavera e all’inizio dell’autunno, i ponzesi riprendono possesso della propria terra. È proprio in questi mesi, quando molti locali e alberghi chiudono i battenti e arrivano ancora turisti stranieri, che si vive la Ponza autentica, quella in cui il tempo pare essersi fermato. Precise statistiche sui flussi turistici dall’estero non sono disponibili, e così sono la percezione empirica di chi conosce bene questo paradiso disseminato di cale e calette dall’acqua turchina e trasparente e le affermazioni di qualche operatore turistico locale a confermarci che i turisti tedeschi hanno iniziato a scoprire, con numeri di presenze interessanti, circa una quindicina d’anni fa l’isola dalla forma di falce alle porte di Roma. Non pochi ci tornano regolarmente, nonostante il lungo viaggio per arrivarci, stregati da questa terra dal sapore arcaico.

Bellezza prorompente e fragile
Ponza - Chiaia di Luna © Nicoletta De Rossi

Ponza – Chiaia di Luna © Nicoletta De Rossi

Ponza non è soltanto preziosa e unica, è anche fragile, proprio come la sua costa frastagliata con le pareti di falesia, come quelle di Chiaia di Luna. Per scoprirne la bellezza autentica, quasi sfacciata, è meglio prendere la barca e circumnavigarla. Si potrebbe pensare che non ci voglia poi molto a scandagliare questa isoletta lunga solo nove chilometri. Non è così invece, perché la sua natura mozzafiato stupisce a ogni angolo e obbliga a fermarsi per non lasciarsi sfuggire neppure un attimo di questo splendore. Così, dopo aver lasciato il porto passando davanti alle grotte di Pilato, un’antica peschiera di epoca romana, ci si dirige verso il vecchio faro che in passato scandiva il tempo dei pescatori. Da qui è un continuo rincorrersi di cale ammalianti, una più bella dell’altra, che invitano a tuffarsi in acque di una trasparenza rara. Passata la baia di Chiaia di Luna, la costa si frastaglia nascondendo numerose grotte e si impenna nella candida Punta

Ponza - Capo Bianco © Nicoletta De Rossi

Ponza – Capo Bianco © Nicoletta De Rossi

Capo Bianco, un vero spettacolo della natura. Si passa poi davanti allo scoglio di Lucia Rosa e alle Piscine Naturali di Cala Feola, soltanto per citarne alcune, fino ad arrivare all’estrema punta dell’isola dove sembra quasi di toccare il piccolo isolotto di Gavi. Ci si dirige così di nuovo verso il porto, non senza prima aver ammirato le cale di questa parte dell’isola, compreso un bell’arco naturale. La navigazione si fa più intensa verso il porto da cui partono con ritmi cadenzati anche le barche che fanno servizio navetta con la spiaggia di Frontone. In Piazzetta Pisacane è allora d’obbligo un aperitivo con vista sul mare, mentre il sole inizia a tramontare dietro la collina. Qui o lungo Corso Pisacane ci si incontra poi tutti, isolani e turisti, a passare insieme la notte.

Zannone © Nicoletta De Rossi

Zannone © Nicoletta De Rossi

A cena c’è l’imbarazzo della scelta, perché la ristorazione ponzese offre una cucina di alto livello, per tutti i gusti. Dal ristorante dalla cucina raffinata con stella Michelin in piazzetta, a quello sul mare oppure sulla collina con vista sul porto: tutti sapranno prendervi per la gola, soprattutto con manicaretti a base di pesce. Ed è proprio a cena che si comincia a preparare, in base al tempo e alle condizioni del mare, un piano approssimativo per l’indomani: di nuovo con la barca alla scoperta delle isole disabitate di Palmarola e Zannone, dalle silhouette tempestate di verde e dalle acque così cristalline da non sembrare vere, oppure meglio una camminata partendo dal centro per arrivare alla località il Fieno attraversando in primavera un mare giallo di ginestre? Si può anche decidere di rimanere in piazzetta a osservare il ritmo lento di questo posto che ogni ponzese definirà, senza alcun dubbio, “l’isola più bella del mondo” – e non sarà per nulla difficile dargli ragione.

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giornalista professionista vive e opera in Germania dal 2000, dove è responsabile della redazione della rivista di turismo online “www.sonoitalia.de” in lingua tedesca. Nel 2018 sono uscite le sue due ultime guide turistiche, in tedesco, per la casa editrice ADAC, dedicate alla Sicilia e a Venezia. Ama viaggiare e leggere.

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