La chiesa di Quo vadis © CC BY-SA 3.0 LPLT

La chiesa di Quo vadis © CC BY-SA 3.0 LPLT

Quo vadis, Domine? (Dove vai, Signore), chiese l’apostolo Pietro. Eo Romam, iterum crucifigi (Vado a Roma, a farmi nuovamente crocifiggere) rispose Gesù. Questa locuzione tratta dal testo apocrifo degli Atti di Pietro è divenuta in seguito celebre a causa di un romanzo, Quo vadis?, dello scrittore polacco Sienkiewicz, e ancor più per un famoso film hollywoodiano con protagonisti, fra gli altri, Robert Taylor e Deborah Kerr.

La scena dove tale incontro ebbe luogo è quella della via Appia antica, regina viarium (regina delle strade) come la chiamavano i Romani, ovvero una delle strade più importanti del mondo, monumento storico di immenso valore. La sua importanza non è di certo sfuggita alla Süddeutsche Zeitung che per bocca (anzi penna) del suo responsabile della sezione “Literatur und literarisches Leben”, letteratura e vita letteraria, Thomas Steinfeld, ha scritto della mostra fotografica ora in svolgimento a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica, “l’Appia RitrovataIn cammino con Paolo Rumiz e compagni.

Appia antica © CC BY-SA 4.0 Livioandronico

Appia antica © CC BY-SA 4.0 Livioandronico

Partendo dal viaggio compiuto a piedi la scorsa estate dal giornalista e scrittore italiano lungo il tracciato che da Roma porta a Brindisi, l’articolo dell’editorialista tedesco analizza non solo la situazione della via romana più celebre, ma in generale getta uno sguardo d’insieme sulla situazione dei beni architettonici archeologici romani, prendendo spunto dal recente restauro dell’Anfiteatro Flavio, meglio conosciuto come Colosseo, effettuato grazie ai fondi messi a disposizione (25milioni di euro) dall’imprenditore Diego Della Valle, proprietario (fra le altre cose) del noto marchio di scarpe Tod’s.

colosseum-792202_1280_ridimensionareIl Colosseo è tornato a splendere (nonostante le polemiche dovute alla sponsorizzazione) e fa giustamente bella mostra di sé per gli occhi dei romani e dei turisti che possono ammirarlo. Altra storia, invece, è quella della “regina delle strade” che, pur essendo inglobata in un parco protetto, quello Regionale dell’Appia antica per l’appunto, versa in condizioni non del tutto ottimali.

Speculazioni edilizie, abusivismo, incuria generale è il quadro non proprio esaltante che viene fuori dall’analisi visiva di Rumiz e compagni e da quella scritta ed elaborata dal curatore e cronista tedesco. In special modo usciti dalla stretta area limitrofa al territorio urbano della città eterna, man mano che ci si dirige verso la campagna che collega la Capitale, passando per le paludi pontine, verso Capua e Caserta tutto ciò si fa sempre più evidente. Trentanove sono i comuni che attraversa l’Appia su questo percorso e undici di essi sono commissariati per attività di stampo mafioso. In pratica un vero e proprio ponte fra Gomorra e “La grande bellezza”.

Ettore Roesler Franz - Appia antica

Ettore Roesler Franz – Appia antica

Un grande lavoro aspetta la neoeletta sindaco Virginia Raggi ed i suoi assessori competenti per materia nella tutela dell’immenso patrimonio culturale della Capitale, ma lo stesso sforzo compete il Ministero dei Beni Culturali (che ha promesso altri 18milioni e mezzo per la tutela del Colosseo) ed il suo principale inquilino, il Ministro Dario Franceschini e le diverse autorità regionali. Magari anche attraverso i capitali degli sponsor.

Dunque ben venga l’attenzione sul Colosseo, ma quella fettuccia di strada lasciata all’incuria e alla rovina cos’è? “Un nastro stretto con una cucitura di rovine che si perde all’orizzonte” conclude, con un tono di velato romanticismo tedesco, Steinfeld. Speriamo di non doverlo ammirare cadente, con nostalgica ammirazione, come in uno degli stupendi acquarelli di Ettore Roesler Franz.

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Il restauro del Colosseo

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