Pavia-Ponte-Coperto-© Nicoletta De Rossi
Pavia-Ponte-Coperto-© Nicoletta De Rossi
Albert Einstein © F Schmutzer Wikipedia

Albert Einstein © F Schmutzer Wikipedia

Sul Ponte Coperto, simbolo della città di Pavia, si scopre una targa con la frase “An die schöne Brücke in Pavia habe ich oft gedacht… (Ho spesso pensato al bel ponte di Pavia…)” tratta da una lettera di Albert Einstein all’amica Ernesta Marangoni del 1947 che testimonia il forte legame del famoso fisico con la città lombarda in cui soggiornò con la famiglia nel 1895. Ripercorrendo la storia a ritroso si scopre anche che Federico Barbarossa nel 1155 fu incoronato re d’Italia a Pavia, nella stupenda chiesa romanica di San Michele Maggiore. Ancor prima i Longobardi avevano scelto proprio questa città come loro capitale (dal 625 al 774). Nel XII sec la città sul fiume Ticino e a pochi chilometri a Nord dalla confluenza con il Po contava 40.000 abitanti. È di quei secoli l’appellativo di “città dalla Cento Torri”: un’impressionante veduta della città con le sue tante torri si può ammirare nella chiesa di San Teodoro negli affreschi di Bernardino Lanzani del 1522.

Pavia-Duomo-© Nicoletta De Rossi

Pavia-Duomo-© Nicoletta De Rossi

Pavia ha oggi un centro storico vivace con molte chiese, edifici e palazzi dai tipici mattoni rossi e moderni negozi e locali. È un centro che invita a perdersi tra le viuzze che si snodano dalle due vie principali, Corso Cavour e la Strada Nuova, attorno alle quali si dipana un’ampia zona pedonale, molto affollata durante il fine settimana. Cuore della città è Piazza Grande (già Piazza della Vittoria) costellata di portici sui quali si affacciano bar e ristoranti. Qui ci si ritrova per scambiare due chiacchiere, prendere un aperitivo e mangiare qualcosa insieme. Piazza Grande è punto d’incontro anche per i numerosi studenti dell’Ateneo pavese, tra i più antichi d’Europa. Sul lato Sud è l’edificio del Broletto dell’XI secolo a delimitare la vasta piazza da cui si intravede anche il duomo con la sua grandiosa cupola, la terza per dimensioni in Italia. La sera molti si dirigono verso il fiume: allora il Lungo Ticino Visconti e il Lungo Ticino Sforza si popolano di chi cerca una passeggiata rilassante, di chi preferisce un po’ di movimento o di chi si ferma incantato ad ammirare il tramonto.

Tra Lomellina e Oltrepò Pavese
Lomellina-Vigevano-© Nicoletta De Rossi

Lomellina-Vigevano-© Nicoletta De Rossi

Un tempo dal Castello Sforzesco di Pavia, fatto edificare tra il 1390 e la fine del secolo dal duca di Milano Giangaleazzo Visconti, si estendeva a Nord della città un vasto parco da caccia che raggiungeva la Certosa di Pavia fondata nel 1396 e voluta dallo stesso Giangaleazzo per celebrare il potere della sua famiglia. Il monastero cistercense con il Santuario della Beata Vergine Maria Madre è un vero capolavoro, meta continua di turisti e pellegrini. Lo si può raggiungere anche in bicicletta lungo la pista ciclabile del Naviglio Pavese che arriva poi fino a Milano. Ci si inoltra così nella parte settentrionale della provincia di Pavia, la Lomellina. In questa zona, conosciuta per le sue risaie e dove si produce il 40-60 per cento di tutto il riso italiano, si può ancora oggi ammirare paesaggi fiabeschi che si creano grazie ai campi invasi dall’acqua. Affascinante è scoprirli quando di primo mattino la nebbia si solleva e il sole si rispecchia sulle piatte superfici d’acqua. Si tratta di paesaggi sempre più rari perché questa tecnica di coltivazione del riso, iniziata qui nel XV secolo, lascia oggi il campo a quella più moderna, a secco. Caratterizzata dalle tipiche cascine rosse, la Lomellina vede in Vigevano la sua “capitale”. Famosa per la produzione di scarpe, la cittadina incanta con la splendida Piazza Ducale da cui è difficile congedarsi: com’è bello stare lì a chiacchierare davanti a un aperitivo prima di andare a gustare un ottimo risotto (Carnaroli) e ad assaggiare lo speciale salame d’oca! Dolci colline caratterizzano invece la zona dell’Oltrepò Pavese, a Sud di Pavia. In

Oltrepò-pavese © Nicoletta De Rossi

Oltrepò-pavese © Nicoletta De Rossi

primavera qui è un tripudio di verdi declini, dove si producono vini fermi e frizzanti per una produzione annua complessiva di vino DOC e DOCG (vino spumante Oltrepò Pavese metodo classico) di 1.300.000 ettolitri, ma questa è anche la terra del salame DOP di Varzi e di altre squisitezze come la borragine. In Oltrepò si possono scoprire piccoli borghi, contrade semideserte e luoghi di contemplazione come l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio dalle cui colline si spazia fino alla pianura. Sono luoghi perfetti da visitare in quest’anno dedicato al Turismo Lento: un concetto che sembra pennellato per Pavia – dal 2012 “Crossroads of Europe – che offre tanti cammini e itinerari religiosi, come per esempio la Via Francigena o il Cammino di Sant’Agostino.

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Le bellezze dell’Oltrepò Pavese

© Youtube DenisBerte

mm
giornalista professionista vive e opera in Germania dal 2000, dove è responsabile della redazione della rivista di turismo online “www.sonoitalia.de” in lingua tedesca. Nel 2018 sono uscite le sue due ultime guide turistiche, in tedesco, per la casa editrice ADAC, dedicate alla Sicilia e a Venezia. Ama viaggiare e leggere.

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