Brandeburg an der Havel © il Deutsch-Italia
Brandenburg an der Havel © il Deutsch-Italia
La Porta di Brandeburgo © il Deutsch-Italia

La Porta di Brandeburgo © il Deutsch-Italia

Il monumento più celebre di Berlino è senz’altro la Porta di Brandeburgo che domina la Pariser Platz alla fine del lungo viale Unter der Linden. Progettata da Carl Gotthard Langhans e ispirata ai propilei dell’Acropoli di Atene, la Porta fu eretta tra il 1788 e il 1791. Fu commissionata da Federico Guglielmo II, re di Prussia, in segno di pace. Il nome della Porta lo si deve ad una piccola cittadina, posta ad una ottantina di chilometri ad Ovest di Berlino, Brandenburg an der Havel che dà il nome anche all’intera regione che circonda la Capitale tedesca.

Brandenburg an der Havel © il Deutsch-Italia

Brandenburg an der Havel © il Deutsch-Italia

La cittadina, che conta circa 71mila abitanti, ha una storia millenaria abbastanza tormentata. Di origine slava, fu conquistata nel 929 da Enrico I di Sassonia, detto l’Uccellatore. Fino al 1150 fu oggetto di contesa tra principi tedeschi e slavi, cioè fino a quando arrivò nelle mani del principe tedesco Alberto l’Orso che fondò la Marca del Brandeburgo e scelse la città come sede governativa per tutta la regione. Dopo essere entrata nella Lega Anseatica nel 1314, godette di un relativo periodo di prosperità e stabilità politica fino alla Guerra dei Trent’anni (1618-1648) in seguito alla quale venne completamente distrutta. Il numero dei suoi abitanti passò da circa 10mila a poco meno di 3mila e, inoltre Potsdam, scelta come capitale della Prussia, divenne l’erede della Marca di Brandeburgo destinando la cittadina sul fiume Havel all’oblio per lunghi anni. Nell’Ottocento divenne un importante centro di produzione industriale dell’impero tedesco e durante la

Brandenburg an der Havel © il Deutsch-Italia

Brandenburg an der Havel © il Deutsch-Italia

Seconda guerra mondiale fu pesantemente bombardata dagli Alleati perché vi si trovavano molte fabbriche per la produzione di armamenti. Inoltre i nazisti vi crearono un centro per lo sterminio delle persone affette da patologie mentali. Nel Dopoguerra (1949), divenne un centro nevralgico per la produzione industriale siderurgica e metalmeccanica della DDR, ma con la riunificazione molte di quelle fabbriche chiusero i battenti, causando anche un vero e proprio esodo della popolazione (si passò dalle 97mila unità nel 1981 alle 71mila già nel 2013) verso altre regioni o nella vicina Berlino.

San Gottardo © il Deutsch-Italia

San Gottardo © il Deutsch-Italia

Oggi la cittadina è un tranquillo posto dove trascorrere un fine settimana “fuori della Capitale”, approfittando dei lunghi corsi d’acqua che formano diverse isolette nel cuore cittadino. Fra le chiese da visitare, oltre il duomo di San Pietro e San Paolo, un’imponente basilica romana in mattoni rossi, c’è la chiesa di San Gottardo del 1147, dedicata al nome del santo vescovo Godehard von Hildesheim. Nel 1540 la chiesa divenne protestante, dopo la Riforma e assieme alla chiesa di Santa Caterina (la più grande della città) e al duomo fa parte delle tre principali di Brandeburgo.

Altstädtisches Rathaus © il Deutsch-Italia

Altstädtisches Rathaus © il Deutsch-Italia

Tra le attrazioni turistiche c’è l’Altstädtisches Rathaus (il vecchio municipio) che ha davanti una statua di oltre 5 metri del paladino Orlando, protettore della città, risalente al 1474. Ci sono inoltre le quattro torri che facevano parte delle fortificazioni medievali: la Steintorturm, la Mühlentorturm, la Rathenower Torturm e la Plauer Torturm. Per finire si possono visitare il Museo dell’industria (Industriemuseum), situato in una acciaieria chiusa e dedicato ai 100 anni dell’’industria siderurgica della città e quello Archeologico regionale (Archäologisches Landesmuseum), aperto nel 2008 che presenta 40.000 anni di storia della regione.

Aniello Polito © il Deutsch-Italia

Aniello Polito © il Deutsch-Italia

Non potevano mancare anche in questo piccolo centro, fra i vari locali etnici e caratteristici, i ristoranti italiani. Fra questi ultimi, quasi affacciato su uno dei numerosi corsi d’acqua che solcano il territorio cittadino, c’è un piccolo angolo d’Ischia, il ristorante “La dolce vita”, gestito da un simpatico ristoratore campano, Aniello Polito, che si è trasferito nella cittadina dopo aver gestito per anni un ristorante nel

La festa a "La dolce vita"© il Deutsch-Italia

La festa a “La dolce vita”© il Deutsch-Italia

quartiere berlinese di Charlottenburg. In occasione del periodo pasquale, come quello appena passato, e in altre festività, la comunità locale è solita riunirsi nel cortile dietro il ristorante e fare una festa a base di tipici salsicciotti arrostiti, bistecche alla brace e gli immancabili fiumi di birra tedeschi. Il tutto alla luce di un fuoco gestito da attenti guardiani che, tra un boccale e l’altro della bionda bevanda, gettano fra le fiamme vecchi mobili e radici secche, propiziando così l’arrivo prossimo dell’estate. Un’esperienza da non mancare.

Brandenburg an der Havel

© Youtube Christian

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