Sono stati circa nove milioni e mezzo i bavaresi maggiorenni, e che vivono nel Land tedesco per almeno 3 mesi all’anno, che ieri hanno potuto votare per il rinnovo del Parlamento di quello che è forse il più fiorente Stato federale tedesco. Ben 600mila di questi hanno espresso il proprio voto per la prima volta. Tutti hanno dato la loro preferenza per rinnovare le cariche parlamentari di quelli che alle precedenti elezioni del 2013 erano stati i 204 deputati eletti. In questo turno elettorale i seggi saranno invece 205.

Come funziona il sistema elettorale

Almeno un rappresentante deve essere eletto per ciascun collegio elettorale, per questa ragione ci sono i parlamentari che vengono direttamente mandati dai cittadini nel Parlamento statale. Viene eletto chi ha ricevuto la maggioranza dei voti in una cerchia di votanti. In totale gli eletti direttamente sono 91, a condizione però che il loro partito abbia preso almeno il 5 per cento dei consensi a livello statale. Pertanto anche se un candidato avesse avuto un mandato diretto, ma il suo partito non raggiungesse la soglia richiesta del 5 per cento, verrebbe eletto il secondo candidato del circolo elettorale. Gli altri 89 (perché minimo gli eletti complessivi sono 180) vengono eletti attraverso le liste presentate nei 7 distretti elettorali (che corrispondono ai 7 distretti amministrativi). In totale ci sono 91 collegi elettorali. I nuovi deputati eletti, entro una settimana dalle elezioni, eleggono il nuovo Primo ministro attraverso un ballottaggio segreto a maggioranza assoluta dei voti. Se questa non venisse raggiunta si procederà al ballottaggio fra i due candidati che hanno raggiunto il maggior numero di voti. Ad essere eletto può essere qualunque cittadino bavarese che abbia raggiunto il 40esimo anno di età.

La distribuzione dei seggi viene assegnata in base ai voti totali ricevuti, secondo un criterio di rappresentanza proporzionale. Ogni partito che avrà ricevuto almeno il 5 per cento dei voti avrà un numero di seggi nel Parlamento statale calcolato sui voti ricevuti in ciascuna circoscrizione elettorale, pertanto se dovesse ricevere maggiori consensi per il primo e per il secondo candidato, il partito avrà la metà dei seggi assegnati in totale.

Al di là dei tecnicismi, che sono riassunti nella tabella qui a fianco, è il risultato che è importante, non solo per il Land tedesco, ma per la Grosse Koalition nel suo complesso. A perdere sono stati i cristiano sociali di Markus Söder (CSU), che rispetto alle scorse elezioni hanno perso più di 10 punti percentutali nei consensi (arrivando al 37,3 per cento circa), accompagnati in questa loro scesa dai socialdemocratici, crollati di circa 11 punti ad un 9,6 per cento. A vincere sono stati indubbiamente i Verdi, con un balzo di circa 9 punti (arrivando a circa il 17,7 per cento). Aumento significativo anche per i Freie Wähler, partito guidato da Hubert Aiwanger, che con circa un 2,5 per cento in più sono arrivati all’11,6 per cento dei consensi, risultato quest’ultimo quasi raggiunto anche dall’AfD con un 10,2 per cento. Ma quest’ultimo è un risultato eccezionale, ancor più di quello dei Verdi, essendo la prima volta che l’AfD si presentava in Baviera. La Linke ha raggiunto circa un 3,2 per cento, con un aumento di poco meno di un punto percentuale rispetto all’ultima tornata elettorale, ma non entrerà in Parlamento per la regola del 5 per cento. Quest’ultima soglia è stata invece raggiunta, anche se per un pelo, dai Liberali (FDP) con un 5 per cento.

Quello della CSU, punti percentuali a parte (che sicuramente cambieranno man mano che si sapranno i risultati definitivi durante la notte), è il peggior risultato dal 1950, così come si era paventato durante le scorse settimane in base ai sondaggi effettuati. «Non è un giorno facile per la CSU, accettiamo il risultato. Ma è anche vero che siamo il primo partito della Baviera ed abbiamo ricevuto l’investitura per il Governo», ha dichiarato Markus Söder subito dopo la chiusura dei seggi. Ha in seguito precisato: «Occorre un’alleanza dei moderati e non sarà certamente fattibile un’alleanza con i Verdi». L’alleato storico a livello nazionale del partito del ministro degli Interni Horst Seehofer, la CDU, ha parlato per bocca del segretario generale Annegret Kramp-Karrenbauer, la quale ha dichiarato: «Gli exit pool non hanno mostrato nulla di inaspettato rispetto alle previsioni delle scorse settimane.

La Merkel e i rombi bavaresi - © Paolo Calleri

La Merkel e i rombi bavaresi – © Paolo Calleri

È stato un risultato amaro. Il tono e lo stile delle ultime settimane hanno danneggiato la CSU, nonostante la buona situazione e la sicurezza che c’è nel Land». Quel che è certo è che il crollo di oltre 12 punti del partito bavarese non aiuta di certo a livello nazionale la Cancelliera Angela Merkel (CDU), che vede nel contempo crollare i consensi per l’altro alleato di governo, quell’SPD che sta perdendo voti ad ogni elezione. Questa volta il calo, rispetto a quelle del 2013, è stato di ben 12 punti percentuali, dimezzando di fatto la propria forza politica nel Land del Sud della Germania. Il suo presidente, Andrea Nahles, ha dichiarato subito dopo i primi exit pool: «È un risultato molto brutto per l’SPD e per tutti i partiti popolari. Complimenti ai Verdi che sono i veri vincitori. Il fatto che l’AfD sia entrata così prepotentemente in Parlamento è un fatto che deve preoccupare tutti quanti. La colpa è anche della cattiva performance della Groko. Questo deve cambiare». Come a dire: dobbiamo sederci a tavolino e rivedere le carte che abbiamo in mano. Ovviamente a gongolare è l’AfD che, attraverso le parole del suo portavoce federale Jörg Meuthen, ha dichiarato la sconfitta dei partiti popolari e ha auspicato (a quanto pare ascoltato) che la CSU non si allei con i Verdi.

Elezioni © il Deutsch-Italia

Elezioni © il Deutsch-Italia

L’affluenza al voto, con il 72,5 per cento degli aventi diritto, è stata superiore a quella del 2013, quando aveva votato solo il 63,6 per cento. Testimonianza questa del fatto che i bavaresi hanno tenuto in particolar modo a dare un segnale alla politica. Certamente non ha giovato ai partiti della Grosse Koalition tutto quello che si è detto durante le ultime settimane riguardo alla sicurezza percepita, all’insofferenza per gli arrivi forse troppo massicci di profughi, e una buona dose di angoscia, se così vogliamo tradurre il termine Angst, che da sempre attanaglia i tedeschi. Bisogna ora vedere quanta di questa “angoscia” andrà a minare la già non stabilissima alleanza che tiene insieme il IV governo Merkel.

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Le prime dichiarazioni di Andrea Nahles dopo la chiusura dei seggi

© Youtube Phoenix

E quelle della candidata di AfD Katrin Ebner-Steiner

© Youtube Phoenix

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