Frauke Petri © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Primi colpi di scena (apparenti) risultanti dalle elezioni tedesche. Non erano infatti passate neanche 24 ore dai risultati che avevano visto l’affermazione dell’AfD (Alternative für Deutschland) come terzo partito in Germania che, una dei due presidenti, Frauke Petry, ha annunciato alla stampa e al mondo, durante la conferenza stampa del lunedì mattina, la sua decisione di non voler far parte del proprio gruppo parlamentare nel Bundestag.

Poche le parole dette fra lo stupore degli astanti, ivi compresi i suoi stessi compagni di partito. «Ho deciso dopo un’attenta considerazione», ha detto la politica tedesca ai giornalisti presenti nella sala, e ai quali ha chiesto di non fare ulteriori domande in merito. Già nella giornata di ieri la presidente dell’Afd, durante un’intervista alla rete televisiva “Zdf”, aveva sminuito le affermazioni fatte a caldo, dopo la chiusura delle urne, dal candidato del suo partito Alexander Gauland, il quale aveva affermato di voler cacciare il governo dal Parlamento. «Questa penso che sia retorica della quale ho già parlato, e che certamente gli elettori borghesi trovano niente affatto costruttiva», aveva risposto la Petry alla giornalista che le chiedeva cosa ne pensasse.

Alexander Gauland © CC BY-SA 2.0 Flickr Metropolico.org

E dunque? Solo sgomento per gli altri partecipanti alla conferenza stampa? In realtà l’altro presidente Jörg Meuthen, e i due candidati di punta scelti dal partito per condurlo durante la tornata elettorale, ossia lo stesso Gauland e Alice Weidel, non devono essere stati sorpresi più di tanto, se non fosse che avevano davanti telecamere e fotografi.

Alice Weidel © CC BY-SA 3.0 Magister

Come vi avevamo già raccontato qui noi de “il Deutsch-Italia”, gli scontri in realtà partono da lontano. Sicuramente dal congresso del partito che si è tenuto nell’aprile scorso a Colonia. Già allora lo scontro fra la 41enne leader e suo marito Marcus Pretzell (che molti pensano essere il vero artefice di questa rottura) da una parte, e Meuthen, Gauland e il resto del partito dall’altra, era stato abbastanza violento. Come ha ribadito ieri durante la conferenza, il pensiero della Petry è rivolto alle prossime elezioni, quelle del 2021, non ritenendo quella dell’AfD una forza ancora in grado di assumersi l’incarico di governare. Inoltre forte era e rimane il divario circa la direzione da dare al partito. Fortemente anti-islamico e razzista sembra essere l’atteggiamento del 76enne Gauland e quello di Jörg Meuthen. Entrambi questi ultimi si erano rifiutati di accettare la proposta della stessa Petry e della Weidel di cacciare dal partito l’estremista xenofobo Björn Höcke. La Weidel, che recentemente si è dichiarata pubblicamente omosessuale, è stata molto più cauta e “istituzionale” nelle sue dichiarazioni del post elezioni, conscia forse di trovarsi in un gruppo non proprio morigerato.

La Petry ha ricevuto un mandato diretto nella circoscrizione “Sächsische Schweiz-Osterzgebirge” (la cosiddetta Svizzera sassone), nel distretto elettorale di Dresda, dove ben il 37,4 per cento dei voti sono andati al suo partito. Una zona dove il malcontento nei confronti della politica messa in atto da anni dalla Grosse Koalition ha avuto facile presa, non perché ci siano molti Flüchtlinge, i rifugiati, ma perché la disuguaglianza sociale ed economica è più forte che in altre parti del Paese.

Ora la ex regina del partito populista siederà nel Bundestag per proprio conto, forse accompagnata da una decina dei 94 compagni di partito che siederanno sui banchi parlamentari per la prima volta in assoluto. Non era mai accaduto in Germania dal dopoguerra ad oggi che un partito di destra sedesse in Parlamento. Ma c’è sempre una prima volta nella vita, e questo sarà valido anche per Frau Petry allorquando entrerà, da deputata, nella maggiore Istituzione tedesca.

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La conferenza stampa dell’annucio di Frauke Petry

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