L'ospedale Charité di Berlino © il Deutsch-Italia
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Un ospedale © il Deutsch-Italia

Un ospedale © il Deutsch-Italia

Quasi 1.400 ospedali? Sono troppi! Ad affermarlo è un recente studio effettuato dalla Fondazione Bertelsmann che ha esaminato la situazione dei ricoveri ospedalieri in Germania. Secondo i ricercatori della prestigiosa fondazione, infatti, una riduzione del numero degli ospedali porterebbe a migliori cure mediche per i pazienti nella Repubblica federale. Questo perché molti di essi sono piccoli e con carenti attrezzature, oltre ad avere spesso una scarsa preparazione in caso di emergenze o quando si deve affrontare un pericolo di vita, come in caso di infarto, ictus o gravi emorragie. Gli esperti pertanto raccomandano un “alleggerimento” di ben 800 centri di cura, rafforzando nel contempo i restanti con maggiori attrezzature, migliori centri di specializzazione e personale medico maggiormente preparato.

L’IGES, ossia l’Istituto di Berlino per la salute e la ricerca sociale che collabora con la Fondazione, ha fatto ricerche circa il modo di fornire una migliore qualità degli interventi, più che badare alla rapidità degli stessi. Gli esperti ritengono infatti che una presenza medica 24 ore su 24, l’esperienza e la routine sufficienti del personale medico, nonché un’adeguata attrezzatura tecnica siano alla fine più premianti per la sicurezza e la bontà del servizio offerto ai pazienti. Di questo ne è convinta anche Brigitte Mohn, direttrice della Bertelsmann, che ha dichiarato: «La riorganizzazione del paesaggio ospedaliero è una questione di sicurezza del paziente e, soprattutto, l’obiettivo deve essere quello di migliorare la qualità delle cure». Ha poi precisato: «Se un paziente con ictus raggiunge la clinica più vicina dopo 30 minuti, ma non c’è personale medico qualificato e non ci sono le attrezzature necessarie nel reparto, sarebbe certamente meglio andare in una clinica ben attrezzata a pochi minuti in più di distanza».

Ma non basta. Gli esperti hanno ipotizzato che la cosa ottimale sarebbe quella di accentrare strutture e personale medico in una zona centrale della Germania, precisamente in un’area tra Colonia e Leverkusen, dove al posto delle attuali 38 cliniche per malattie acute, basterebbe averne solo 14, con maggiore personale specializzato e attrezzature mediche di alta qualità. Di questo sembra esserne fermamente convinto l’esperto internazionale di questioni mediche Uwe Preusker. Secondo il dottore, circa un caso su quattro di quelli attualmente trattati negli ospedali tedeschi non richiederebbe in realtà cure ospedaliere. Quindi si tratterebbe di un vero e proprio spreco di risorse, soprattutto se paragonato con gli altri Paesi della UE.

Non tutti sono apparsi entusiasti della proposta emersa dallo studio della Fondazione di Gütersloh (in Renania Settentrionale-Vestfalia). Ad esempio Eugen Brysch, direttore della Fondazione tedesca per la protezione del paziente (DSP), che ha definito l’eventuale taglio alle strutture come «scientificamente giustificato, ma devastante per gli umani». Oppure Klaus Reinhardt, presidente

Jens Spahn © CC BY-SA 3.0 Stephan Baumann

Jens Spahn © CC BY-SA 3.0 Stephan Baumann

dell’Associazione medica tedesca, il quale ha dichiarato che «sarebbe più che strano che la Fondazione Bertelsmann richiedesse ora la chiusura di ben 800 ospedali», proprio nel momento in cui il Governo federale ha istituito una Commissione per le condizioni di vita equivalenti per tutti. Infine il ministero della Salute, in una nota di una portavoce ha cautamente dichiarato: «Abbiamo preso nota di questo studio e lo stiamo osservando più da vicino», come a dire che per il momento non se ne fa niente. Non è un caso che l’attuale ministro, il cristiano democratico Jens Spahn, avesse recentemente dichiarato che gli ospedali locali «per molti cittadini sono un pezzo di casa». E i potenziali pazienti sono una buona fetta di elettori.

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