Discariche
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rifiuti

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Chi pensa che il problema dell’immondizia sia una peculiarità tutta italiana, Roma docet, rimarrà di sicuro sorpreso dai dati dell’Ufficio statistico federale tedesco: la Germania, in futuro, è minacciata da una carenza di discariche e le aziende che si occupano dello smaltimento e del riciclaggio di rifiuti cominciano a preoccuparsi. Berlino, da parte sua, sembra non prestare loro orecchie.

Secondo i dati pubblicati di recente dall’Ufficio federale di Statistica (DeStatis), in Germania  nel 2017 (ultimi dati disponibili) sono stati raccolti 38,3milioni di tonnellate di rifiuti domestici. Questo è un dato di 0,2milioni di tonnellate in più rispetto al 2016. La produzione per abitante di rifiuti domestici è rimasta invariata a 462 chilogrammi rispetto all’anno precedente. Di questi circa 188 chilogrammi erano di rifiuti domestici e ingombranti. La quantità di rifiuti domestici (rifiuti residui) ammontava a 13,1milioni di tonnellate, ossia 158 chilogrammi per abitante. L’importo è diminuito di 1 chilogrammo per persona rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda i rifiuti alla rinfusa, il volume è aumentato da 0,1 milioni di tonnellate a 2,5 milioni di tonnellate, ossia 30 chilogrammi a persona (un kg in più rispetto al 2016). I rifiuti organici erano 10,3 milioni di tonnellate, ossia 125 chilogrammi a persona. Il volume di materiali riciclabili (carta, imballaggi misti e vetro) nel 2017, come nell’anno precedente, era di 12,2milioni di tonnellate, ossia di 148 chilogrammi pro capite.

Tuttavia, sempre nel 2017, c’erano poco più di mille discariche attive, 900 in meno rispetto al 2006. Il numero di depositi per la spazzatura si è evoluto pertanto in maniera proporzionale alla quantità effettiva dei rifiuti prodotti: nel 2016 la Germania registrava un totale di 411 milioni di tonnellate di rifiuti, ciò significa 25 milioni in meno rispetto all’inizio del secolo.

discariche

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Gli esperti, così come le aziende che si occupano dello smaltimento e del riciclaggio stesso dei rifiuti industriali, sono però preoccupati: se da una parte la capienza delle discariche diminuisce costantemente, dall’altra non vengono più rilasciati permessi per la costruzione di nuovi depositi. A questo proposito, l’Ufficio statistico federale fa notare che altri 500 punti di raccolta termineranno il periodo di attività previsto entro prossimi dieci anni: nonostante i grandi lavori di costruzione pianificati, il numero totale di discariche diminuirà drasticamente. E nulla, oggi, fa pensare che i rifiuti diminuiscano. Anzi.

Al centro del problema tedesco dell’immondizia, in particolare, vi è l’ingente quantità di materiale di demolizione prodotto dall’industria edilizia: l’altra faccia, quella meno scintillante, del boom delle nuove costruzioni registrato in Germania negli ultimi anni. Nel 2017 c’è stato un aumento di volume delle nuove costruzioni di circa il sette per cento rispetto all’anno precedente, lo stesso del 1996: numeri importanti che, tuttavia, hanno anche degli strascichi negativi. Più della metà dei rifiuti prodotti in Germania, infatti, è costituita da scarti di costruzione: secondo quanto pubblicato dall’autorevole “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, il costo dello smaltimento di questi rifiuti è di circa trentamila euro per nucleo familiare, una cifra altissima che fa riflettere.

Cantieri

Cantieri © il Deutsch-Italia

A non condividere i timori degli esperti, tuttavia, è il Governo di Berlino, secondo cui lo spazio dedicato alla spazzatura sul suolo tedesco è sufficiente. Anche perché la pianificazione delle discariche è una questione lasciata in completa gestione dei Länder, le regioni tedesche, che hanno parecchia autonomia (molta più che in Italia, ricordiamolo, in quanto la Germania è uno Stato federale). «Per quel che riguarda le discariche, ogni Land prende le proprie decisioni», ha spiegato un portavoce del ministero dell’Ambiente. «Il Governo non ha obbligo di controllo, né diritto di intervento», ha tenuto a precisare.

Le più minacciate dal problema spazzatura, tra l’altro, sono le regioni più ricche dello Stato tedesco, in particolare al Sud. «La situazione più drammatica si registra in Baviera», ammette ad esempio Andreas Pocha, il presidente dell’Associazione tedesca per le demolizioni (DA) di Colonia: secondo Pocha, molte circoscrizioni del ricco Land meridionale hanno addirittura rinunciato a possedere una propria discarica. Centinaia di migliaia di rifiuti vengono trasportati ogni anno nelle altre regioni della Germania, in Repubblica Ceca o in Austria, ammettono dal Consiglio regionale bavarese, per una distanza media ormai compresa tra i trenta e i cento chilometri.

Di soluzioni concrete, tuttavia, nemmeno l’ombra. A conti fatti, per evitare problemi futuri basterebbe pianificare nuove discariche. La creazione di nuovi depositi per spazzatura richiederebbe, tuttavia, almeno sette anni di lavoro, e la messa in attività può necessitarne anche dieci, ma da questo punto di vista ancora nessun progetto in cantiere. Ciò significa: nessuna nuova costruzione è prevista a “breve” termine. Oltre alla mancanza di piani concreti, tra l’altro, sembra mancare anche la volontà: perché nessuno, a quanto pare, vuole una discarica fuori dalla porta.

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Il fenomeno delle discariche illegali

© Youtube CORRECTIV

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