Tripletta dell'AfD © il Deutsch-Italia
Tripletta dell'AfD © il Deutsch-Italia
Bodo Ramelow © CC BY-SA 3.0 Olaf Kosinsky (kosinsky.eu) WC.de

Bodo Ramelow © CC BY-SA 3.0 Olaf Kosinsky (kosinsky.eu) WC.de

Come previsto le elezioni regionali che si sono tenute ieri in Turingia hanno visto da un lato la conferma della supremazia della Linke, il cui leader Bodo Ramelow (originario della Bassa Sassonia) ricopre il ruolo di Ministro-Presidente dal 2014, e dall’altro il completamento della tripletta di Alternative für Deutschland (AfD) in queste elezioni regionali del 2019. Il partito capitanato nel Land tedesco da Björn Höcke ha infatti stravinto con un risultato eclatante arrivando ben al 23,6 per cento dei consensi (erano il 10,6 nel 2014).

Mike Mohring © CC BY-SA 4.0 CDU Fraktion Thüringen WC

Mike Mohring © CC BY-SA 4.0 CDU Fraktion Thüringen WC

Alla vigilia delle elezioni i sondaggi vedevano sì un buon risultato per il partito del Presidente, arrivato infatti ad un buon 30,5 per cento (28,2 nel 2014), ma annunciavano anche un vero e proprio tracollo dei cristiano democratici, capitanati dal 48enne Mike Mohring, che venivano dati in calo di ben 9,5 punti percentuali (passando dal 33,5 ad un presunto 24 per cento). E così è stato. Infatti la CDU si è ridotta ad un “modesto” 22 per cento . C’è da dire a tal proposito che l’esponente cristiano democratico è stato fortemente penalizzato da una pesante vicenda di salute che ne ha compromessa la carriera politica.

Wolfgang Tiefensee © CC BY-SA 3.0 Olaf Kosinsky (kosinsky.eu) WC.de

Wolfgang Tiefensee © CC BY-SA 3.0 Olaf Kosinsky (kosinsky.eu) WC.de

Altro calo previsto era quello della SPD, oramai in caduta libera da un bel po’ nei consensi elettorali dei tedeschi. In questo caso la perdita dei voti era data di circa 3,5 punti (dal 12,4 dell’ultima tornata elettorale ad un previsto 9 per cento). E su queste cifre si sono attestati i socialdemocratici (circa 8 per cento), capitanati da Wolfgang Tiefensee. Infine i Grüne, che nel 2014 erano arrivati al 6 per cento, hanno subito un leggero calo arrivando al 5 per cento, sotto la guida del duo Anja Siegesmund e Dirk Adams. Stesso risultato per l’FDP.

Björn Höcke © Björn Höcke

Björn Höcke © Björn Höcke

Tornando ai veri vincitori di tutte queste tornate elettorali, i membri dell’AfD, occorre dire che le polemiche su questo paventato successo si erano diffuse durante tutta la campagna elettorale. L’Associazione degli imprenditori della Turingia (VWT), per bocca del suo direttore Stephan Fauth, si era scagliata contro una possibile vittoria dell’AfD: «Occorre sapere che questo (la preferenza per il partito di Björn Höcke) danneggerà l’immagine della Turingia», aveva dichiarato pochi giorni prima delle elezioni, durante un incontro tenutosi ad Erfurt con i candidati dei partiti. Höcke risulta infatti a dir poco un personaggio controverso. Originario della Vestfalia, 47 anni, sposato con quattro figli, vive con la famiglia a Bornhagen, nel distretto di Eichsfeld, nel Nord-Ovest del Land della ex DDR. Descritto nella stampa tedesca come seguace dell’estrema destra ben prima della sua entrata in AfD, con amicizie fra le altre con personaggi facenti capo all’NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands) partito nazionalista di estrema destra e di aver elogiato il regime nazista in un articolo apparso sotto lo pseudonimo di Landolf Ladig. Cosa quest’ultima che il politico tedesco ha sempre negato, ma che gli è costata, assieme ad altri episodi a dir poco controversi, la richiesta d’espulsione dal partito (avallata da Frauke Petry ed osteggiata da Alexander Gauland) che, nel 2013, aveva contribuito a fondare in Turingia. Tra varie polemiche e contrasti tra i membri dell’AfD alla fine è riuscito a non farsi espellere e nell’ottobre dello scorso anno riuscì a farsi eleggere, con ben l’84 per cento dei consensi, come primo dei candidati in lista per le elezioni di ieri.

Distribuzione dei seggi nel Parlamento della Turingia © WC

Distribuzione dei seggi nel Parlamento della Turingia © WC

Ora il compito di formare un nuovo governo si fa ulteriormente difficile, dal momento che né la Linke, né la CDU intendono formare una coalizione con l’AfD. I numeri per una formata da Linke, SPD e Verdi (la precedente coalizione, che aveva totalizzato nel 2014 appena il 46,3 per cento dei consensi) non ci sono, arrivando i 3 partiti a circa il 40 per cento. Riuscirebbero a raggiungere appena il limite necessario (45 per cento) con l’entrata dell’FDP nella coalizione. Pertanto rimane un’incognita da chi verranno governati per i prossimi 5 anni i circa un milione e ottocentomila elettori dello Stato tedesco. L’unica cosa certa è che Alternative für Deutschland, a cui ben il 37 per cento dei voti ricevuti è arrivato da persone che non avevano votato nelle precedenti consultazioni elettorali, è sempre più una solida realtà con cui la Germania dovrà fare i conti a livello politico e sociale in futuro. Nolente o volente.

 


Nota della redazione: i dati delle elezioni sono aggiornati al momento della redazione dell’articolo. Piccole variazioni di percentuale possono essere state registrate nelle ore successive.

mm
Nato a Roma, laureato in Filosofia all'università "la Sapienza", è giornalista professionista. Ha collaborato con ilSole24Ore, con le agenzie stampa Orao News e Nova e in Germania con il magazine online ilMitte.

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