Marcel Reich-Ranicki © CC BY-SA 3.0 Dontworry WC

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“Il denaro da solo non ti rende felice, ma è meglio piangere in un taxi che nel tram”. Questa citazione un po’ provocatoria è attribuita al pubblicista e critico letterario tedesco di origine ebraico-polacca Marcel Reich-Ranicki (ripresa poi in una scena di un film con Marylin Monroe). E a quanto sembra la provocazione ha un fondamento anche nella vita di tutti i giorni, quando si ha a che fare con scelte sul posto di lavoro inerenti un aumento di reddito, magari per pagare un mutuo o una macchina nuova, oppure decidere che il proprio tempo libero e una riduzione dell’orario lavorativo sono una priorità intangibile dal guadagno.

Secondo un recente sondaggio, effettuato dal portale per la domanda e offerta di lavoro “Monster.de” fra mille lavoratori tedeschi di entrambi i sessi compresi tra i 18 e i 60 anni, il quadro dell’importanza data al guadagno o alla qualità della vita si differenzia notevolmente tra uomini e donne e per fascia di età. A quanto risulta gli uomini sono più decisi a vedere le prospettive di carattere economico rispetto alle donne che, al contrario, ritengono sconveniente parlare di denaro in un contesto professionale. Inoltre le nuove generazioni, quelle degli under 40, attribuiscono senza dubbio più importanza ad un reddito elevato. Mediamente chi fornisce prestazioni professionali a tariffazione fissa ha più possibilità di ricevere un aumento di retribuzione rispetto a chi può sperare solo in un aumento legato a trattative singole.

© il Deutsch-Italia

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Solo fino a due anni fa, secondo un sondaggio effettuato dalla società Civey per conto del settimanale economico tedesco “Wirtschaftswoche”, alla domanda rivolta ad un campione intervistato se preferisse un aumento di stipendio piuttosto che maggiori giorni di ferie, quasi la metà (il 49 per cento) si era detto sorprendentemente a favore della seconda ipotesi. Anche i dipendenti delle Ferrovie tedesche (Deutsche Bahn) interpellati circa una richiesta analoga si erano espressi a favore di 6 giorni aggiuntivi di ferie, piuttosto che ricevere in busta paga un aumento salariale del 2,62 per cento (la percentuale dei lavoratori in questo caso era stata del 56 per cento a favore e del 41 contrari. Gli altri non avevano espresso un giudizio). Il sondaggio era stato fatto diversi mesi dopo l’accordo sindacale raggiunto di contrattazione collettiva tra le Ferrovie da una parte e l’Evg (l’Unione dei trasporti e delle ferrovie, Eisenbahn- und Verkehrsgewerkschaft, con circa 204mila iscritti) e la Gdl (l’Unione dei macchinisti tedeschi) dall’altra.

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Non tutti sono stati però contenti di quell’accordo raggiunto all’epoca, e le dichiarazioni ottimistiche sulla riuscita senza perdite per alcuno fatte dall’allora capo del personale di Deutsche Bahn, Sigrid Heudorf, sono state poi smentite dai fatti, soprattutto con la mancanza di personale qualificato (si sarebbero dovuti assumere 3mila nuovi dipendenti in base agli accordi) e con un aumento dei costi per le Ferrovie tedesche calcolato dal dottor Peter Hoberg, professore di Economia aziendale presso l’Università di Scienze Applicate di Worms. I doppi costi, secondo il professore, sono dovuti anche alla formazione di eventuali sostituti del personale mancante, che ha scelto una riduzione dell’orario lavorativo o 6 giorni in più di ferie. Sono costi in più tanto per pagare i nuovi dipendenti che i loro istruttori.

Treni italiani © il Deutsch-Italia

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Dunque si prevede che il sistema di scelta fra maggiore tempo libero o maggiori guadagni non sarà un “must” dei prossimi anni. Da noi in Italia, oltre a non esserlo già, si è vieppiù ridotto il salario. Secondo le ultime stime dell’Ocse l’Italia è ai primi posti, dopo Grecia ed Estonia, nella classifica dei Paesi dell’area europea dove si lavorano più ore alla settimana. In particolare, gli italiani lavorano 33 ore alla settimana, 3 ore in più rispetto alla media europea di 30 ore, e 7 ore in più rispetto alla Germania. In poche parole, gli italiani lavorano quasi un giorno in più alla settimana rispetto ai tedeschi. Ma gli stipendi sono di ben altra caratura.

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