Matteo Salvini © Michele Novaga
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Matteo Salvini © Isabel Recavarren

Matteo Salvini © Isabel Recavarren

Ministro Salvini, qualche mese fa lei ha assicurato di volersi impegnare per una maggiore collaborazione con la Germania sul piano europeo, parlando addirittura di un nuovo “Asse Roma- Berlino”. Come pensa di potere collaborare con un Paese con politiche economiche concorrenziali rispetto all’Italia quando i suoi stessi alleati, cioè la destra di Alternative für Deutschland, sono in prima fila nel chiedere a Roma maggiore rigore?
Sono sovranista e in quanto tale non mi intrometto nelle politiche di altri Paesi, men che mai in quelle economiche. Non dirò quindi né agli amici di AfD né a quelli austriaci della FPÖ che posizioni devono avere. Non sono preoccupato per le divergenze tra di noi perché andiamo tutti in Europa con lo stesso obiettivo di cambiarla dall’interno. Tutti noi vediamo come le politiche comunitarie di austerità, quelle fiscali e quelle sul lavoro siano fallimentari e vadano pertanto mutate radicalmente. Cambiando un intero sistema cambierebbero anche i rapporti di concorrenza tra i diversi Paesi.

Cosa proponete concretamente per promuovere questo cambiamento?
Vogliamo cambiare le regole del mercato unico che determinano l’occupazione e la disoccupazione dei cittadini. Il lavoro è la priorità assoluta. Senza di esso i giovani non possono mettere su famiglia e senza figli i popoli muoiono. Inizieremo quindi chiedendo di cambiare le direttive sulle banche e la direttiva Bolkestein e metteremo in discussione le politiche di austerità che l’Europa ha finora promosso.

Matteo Salvini © Michele Novaga

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E non le sembra un’utopia che la Germania accetti di superare la sua Sparpolitik perché glielo chiede Salvini?
A chiederglielo non sarò io, ma i popoli europei con il loro voto. Se vogliamo salvare l’Europa tutti noi dobbiamo essere democratici e tornare ai valori che ispirarono i padri fondatori che avevano in mente non un’unione, bensì una comunità europea fondata su Stati sovrani che cooperino laddove lo ritengano necessario, ma che non siano forzati a farlo. Noi vogliamo favorire una cooperazione tra europei meno estesa, ma di maggiore qualità laddove essa venga realizzata. Lo vede, il sovranismo non è antitetico all’europeismo.

Il Salvini sovranista è dunque anche europeista?
Se europeismo significa salvare l’Europa dal suo interno allora sono europeista. Ritengo che oggi per salvare l’Europa sia necessario salvaguardare le sovranità e le particolarità dei suoi Stati e dei suoi popoli, cosa che è il principio stesso del sovranismo. Dunque in questo momento europeismo e sovranismo vanno di pari passo. I veri anti-europeisti sono quelli che fino ad oggi hanno avuto la maggioranza in Europa e che hanno trasformato un sogno in un incubo, mi riferisco ai popolari e ai socialisti. Io sono un europeista pre-Maastricht, che ritiene che le priorità siano il benessere, il lavoro e l’occupazione dei cittadini. Da questo punto di vista si possono spiegare le mie politiche sull’immigrazione.

Ci spieghi secondo lei che relazione c’è tra immigrazione e lavoro…
L’immigrazione di massa è un attacco ai diritti dei lavoratori e alla sicurezza. La chiusura delle frontiere europee è dunque la prima forma di tutela sociale e salariale dei lavoratori, cosa che peraltro ha fatto ridurre in maniera incredibile il numero dei morti in mare, come i dati del Viminale mostrano con chiarezza.

Matteo Salvini © Michele Novaga

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Questo è vero, ma è anche vero che i migranti rimangono così rinchiusi nei campi di prigionia libici, o in balia dei trafficanti di esseri umani che possono così ricattare l’Europa intera utilizzando le migrazioni come strumento di pressione…
Ed è per questo che un’altra priorità deve essere la stabilizzazione della Libia attraverso una soluzione pacifica. L’uso della forza è l’ultima delle soluzioni, perché abbiamo visto come ciò non abbia portato a nulla di positivo in altri teatri del Medio Oriente. Ciò non significa però essere favorevoli al disarmo dell’Italia, che non è utile perché ne pagherebbero le conseguenze molte aziende italiane. Inoltre il settore della Difesa è fondamentale. Un Paese disarmato è facilmente occupabile e si espone a pericoli inutili. Al contrario sarebbe necessario investire di più in tecnologia e sicurezza cibernetica. Da questo punto di vista la nostra visione è totalmente diversa rispetto a quella dei Cinque Stelle.

I conflitti tra la Lega e il Movimento Cinque Stelle sono ormai all’ordine del giorno. Il Governo sopravviverà alle elezioni europee?
Spero che l’ostruzionismo dei Cinque Stelle nei nostri confronti finisca dopo il voto. Finora da parte loro sto ricevendo solo dei no: no alle riforme del mercato del lavoro, no alla flat tax, no alle autonomie, no ai grandi cantieri, no al decreto sicurezza bis, a volte addirittura no al respingimento dei barconi nel Mediterraneo.

Insomma, Lei è il leader sovranista più forte d’Europa, ma è anche vincolato a quelle che de facto è un’opposizione dei suoi alleati grillini. Si sente un gigante dai piedi d’argilla?
Sento che la leadership europea viene decisa dai cittadini che decideranno con il loro voto. Non voglio per forza essere un leader, sono a disposizione dell’alleanza che la Lega ha con gli altri partiti sovranisti europei.

Matteo Salvini © Michele Novaga

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Quella che viene chiamata anche “l’Internazionale Nera”, che le costa l’accusa di essere fascista…
Parlare di fascismo e di comunismo nel terzo millennio è surreale. Io sono tanto antifascista quanto anticomunista, se fascismo e comunismo sono sinonimi di violenza. Non mi interessano i colori politici, mi interessano invece i contenuti che uno propone.

Sarebbe quindi aperto al dialogo con i movimenti sovranisti di sinistra? Penso per esempio a Jean Luc Melanchon in Francia, alla sinistra di governo in Repubblica Ceca e a quella portoghese…
Io sono aperto al dialogo con tutti. Se ritengo che il comunismo sia superato ciò non esclude che io possa parlare con chi si definisce marxista. Purtroppo capita spesso che la sinistra bolli di fascismo qualsiasi argomento che io affronti.

In ricordo di Fabrizia Dainotto

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