Marco Rizzo © Corrado Tria
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Marco Rizzo © Marco Rizzo WC

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Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista (PC), è reduce da una manifestazione organizzata a Roma dal suo partito (4mila iscritti, in crescita soprattutto fra i giovani) contro il nuovo esecutivo PDM5S, e contro la risoluzione del Parlamento europeo sull’importanza della memoria europea. «Quella risoluzione – sostiene – ha cancellato un decennio di storia. I fischi e le urla – ci racconta nel corso di un’intervista rilasciata al nostro giornale sulla situazione italiana – contro quei parlamentari italiani che l’hanno votata, tra i quali quelli del Partito Democratico, hanno scosso piazza Santi Apostoli a Roma. Anche Pisapia ha votato sì, quel Pisapia di Rifondazione Comunista. Ma questi signori – prosegue – si ricordano della Resistenza, della Brigata Garibaldi, c’erano i comunisti…?». Va da sé che il nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte a Marco Rizzo non piaccia, proprio non riesce ad immaginarlo lanciato verso un futuro più promettente, in grado di risollevare le sorti del nostro Paese. Ciò detto non vede nuove elezioni all’orizzonte: «Non credo che si voterà presto, a meno che non si faccia una legge elettorale che non sia gradita a Matteo Renzi».

Roberto Gualtieri Arno Mikko © CC BY-SA 2.0 Flickr

Roberto Gualtieri Arno Mikko © CC BY-SA 2.0 Flickr

Segretario, dunque questo Governo non andrà lontano?
È il Governo del trasformismo politico. In passato gli avversari erano avversari. Oggi assistiamo al camalentismo del PD e dei Cinque Stelle che se ne sono dette di tutti i colori e ora governano insieme. È solo una questione di poltrone, il potere vero risiede altrove, sta in Confindustria, nella Nato, nel Fondo Monetario, nella UE. In passato – aggiunge – ingerenze come quelle di Lagarde che ha espresso il suo gradimento a Gualtieri prima ancora che fosse nominato ministro dell’Economia non sarebbero state permesse.

Questo Governo non farà nulla, in particolare non farà nulla per i lavoratori, per il mondo del lavoro, basti pensare che il 70 per cento dell’attuale Governo ha sostenuto con entusiasmo quello precedente, Lega-M5S.

Segretario, e della manovra finanziaria che ci dice, la convince?
Il mio giudizio è assolutamente negativo; si limita alla sterilizzazione dell’Iva e non apre alcun spiraglio.

Ursula von der Leyen © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Ursula von der Leyen © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Come vede l’elezione di Ursula von der Leyen (CDU) a capo della Commissione Europea, e quali risvolti tale nomina ritiene che possa avere per l’Italia?
Non dovevano votarla, il Movimento Cinque Stelle poteva dare un colpo all’impianto europeo non votandola, e avrebbe incrinato la gabbia europea. La von der Leyen – non dimentichiamolo – è un ministro della Merkel anche se è donna. La Thatcher era meglio di Reagan?

Che pensa dell’attuale calo economico previsto in Germania? Influirà negativamente sulle nostre aziende, e se sì in che modo vi si potrebbe porre rimedio?
Siamo di fronte a una serie di “bolle”, è una crisi globale del Capitalismo: ciò che succede in Germania ci dà l’idea di quello che ci aspetta. Io sono molto preoccupato perché in passato il Capitalismo ha risolte le sue crisi con le due guerre mondiali. Il divario non è tra italiani e tedeschi, ma tra la parte di popolazione povera e quella ricca.

Bene, torniamo all’Italia: quali chances – secondo lei – ha il nostro Paese in Europa? Gentiloni ha chiesto più flessibilità, cosa ne pensa?
La politica oggi governa delle briciole: pareggio di bilancio, patto di stabilità, fiscal compact, di questo si deve parlare.

Matteo Renzi © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Matteo Renzi © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Cosa pensa di Matteo Renzi e della sua decisione di fondare un nuovo partito?
Renzi non scalda il cuore degli elettori, il suo è stato killeraggio: d’altronde in presenza di un pensiero unico che oggi governa il processo economico il PD potrebbe tranquillamente allearsi con Salvini. Mi chiedo poi cosa dirà Di Maio quando dovrà parlare con il ministro degli Esteri russo.

L’immigrazione continua a tenere banco attraverso cronache drammatiche, ma ora sembra che l’Europa voglia sostenere l’Italia, è d’accordo?
Se era propaganda quella di Salvini, adesso è lo stesso. La soluzione la troviamo fermando le guerre, ponendo fine ad uno sviluppo diseguale e senza ingerenze nei Paesi non occidentali. Basta pensare che la lotta del penultimo contro l’ultimo possa salvarci. Ogni Paese ritiri le forze di pace e con quei soldi si facciano accordi bilaterali.

I giovani sono un altro grave problema: come lo risolverebbe?
I tempi per produrre quello che ci serve diminuiranno sempre più, le strade sono due: diritti uguali per tutti oppure lavorare meno, lavorare tutti. Una terza via non c’è.

Concludendo l’intervista Marco Rizzo lancia un appello: per il 7 novembre, anniversario della rivoluzione sovietica, ci siano iniziative in tutte le città e in gennaio una grande manifestazione a Livorno in occasione dell’anniversario della nascita del PCI di Antonio Gramsci. Per l’orgoglio comunista.


NOTA DELLA REDAZIONE: il nostro giornale tiene a sottolineare con dispiacere che alcuni leader dell’attuale maggioranza di Governo non si sono  resi disponibili a rilasciarci un’intervista. In particolare il senatore Matteo Renzi (quando era Segretario del PD), il senatore Pietro Grasso, l’onorevole Graziano Delrio e l’attuale ministro degli Esteri Luigi Di Maio (quando era ancora solo Vicepresidente della Camera dei Deputati).

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E' giornalista professionista dal 1987. Vive a Roma dove ha lavorato dal 1981 presso la sede centrale dell'agenzia di stampa ANSA, per la quale ha collaborato anche a Parigi. Sempre nella capitale francese ha svolto uno stage presso Le Monde. In precedenza ha collaborato con il Corriere della sera, l'Espresso, il Manifesto. Ha pubblicato un libro sul movimento studentesco in Italia, dal titolo "Il circo e la pantera" ed ha ricevuto due premi giornalistici per la pubblicazione di due articoli, uno dell'Unione nazionale cronisti e l'altro promosso dalla Biennale di architettura di Venezia.

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