© CC BY-SA 2.0 Jbloom

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Una volta tanto il nostro Paese viene portato ad esempio dal più importante settimanale economico tedesco: Wirtschafts Woche.

Il motivo non è a causa di riforme, reali o presunte tali, né per operazioni bancarie o finanziarie di alcun tipo. La ragione è una legge approvata in via definitiva anche dal Senato (con 181 sì, 2 no e 16 astenuti) la scorsa settimana, dopo che la Camera l’aveva approvata a marzo. Il provvedimento definisce per la prima volta nell’ordinamento italiano i termini di “eccedenza” e “spreco” alimentari, fa maggiore chiarezza tra il termine minimo di conservazione e la data di scadenza, e punta semplificare le procedure per la donazione, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. È consentita la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito; si dice in modo chiaro che il pane potrà essere donato nell’arco delle 24 ore dalla produzione; e per ridurre gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione, è permesso ai clienti l’asporto dei propri avanzi con la “family bag, anziché “doggy bag” (forma utilizzata, ad esempio, negli Stati Uniti, ma da molti considerata “offensiva della dignità”).

supermarket-507295_1280_ridimensionareNon sarà richiesta la forma scritta per le donazioni gratuite di cibo, farmaci e altri prodotti e saranno coinvolte nella prevenzione dello spreco anche le mense scolastiche, aziendali e ospedaliere. Sarà inoltre incentivata la produzione a “chilometri zero”.

La legge italiana arriva dopo circa sei mesi da quella analoga varata dal Parlamento francese.

Attualmente le tonnellate di cibo sprecato ogni anno viene calcolato in ben 5milioni di tonnellate. Si punta a ridurlo fino al massimo di 1milione di tonnellate, con un risparmio di ben 12miliardi di euro, vale a dire circa un punto percentuale di PIL del Paese.

3509707091_9701df9b83_o_ridimensionareSono calcolati in ben 6milioni gli italiani indigenti a cui la legge potrà sicuramente dare una mano. Recentemente una sentenza della Corte Suprema aveva stabilito che rubare piccole quantità di cibo per necessità non costituisce reato. Lo scorso maggio, infatti, così aveva sentenziato: “Il fatto non costituisce reato”, annullando completamente la condanna per furto inflitta dalla Corte di Appello di Genova ad un giovane straniero senza fissa dimora, affermando che non è punibile chi, spinto dal bisogno, ruba al supermercato piccole quantità di cibo per “far fronte” alla “imprescindibile esigenza di alimentarsi”. L’episodio risaliva al novembre 2011, quando un uomo fu sorpreso all’interno di un supermarket mentre cercava di nascondere della merce, un wurstel e del formaggio per un valore totale di 4 euro. L’uomo, un clochard ucraino di 30 anni, era stato condannato a 6 mesi in primo grado e si era visto confermare la condanna anche in Appello: sei mesi di reclusione, con la condizionale. I giudici avevano comunque confermato la multa di 160 euro già inflitta in primo grado.

Massimo Bottura © Bruno Cordioli

Massimo Bottura © Bruno Cordioli

La legge approvata farà sì che non solo le Onlus, ma anche gli Enti pubblici, potranno essere considerati “soggetti donatori”. Si potranno poi donare anche i cibi ed i farmaci con etichette sbagliate, purché le irregolarità non riguardino la data di scadenza del prodotto o l’indicazione di sostanze che provocano allergie ed intolleranze.

Il noto cuoco Massimo Bottura (recentemente eletto il migliore del mondo), conclude il settimanale economico, presente a Rio per i giochi olimpici, ha deciso di collaborare assieme all’organizzazione no-profit brasiliana Gastromotiva ad un progetto che prevede la donazione del cibo in eccesso, cucinato per gli staff olimpici, agli abitanti delle favelas. L’Italia è dunque in prima linea in una battaglia che vede coinvolto oramai il globo intero.

Massimo Bottura ed il cibo sprecato

La ricerca di cibo dopo i mercati a Torino

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