Laura Garavini © Garavini
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Laura Garavini (PD), classe 1966, di Vignola, in provincia di Modena, è stata eletta nel marzo dello scorso anno senatrice della Repubblica con oltre 36mila preferenze nella circoscrizione Estero-Europa (quella della Germania). Attualmente ricopre la carica di Vicepresidente della Commissione Difesa in Senato ed è componente della Direzione nazionale del PD.

Laura Garavini © Garavini

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Onorevole Garavini, domenica prossima il PD avrà due duri compiti da affrontare: il primo quello di cercare di porre un argine a quella che sembra essere la cavalcata trionfale dei cosiddetti partiti populisti, Lega e Movimento Cinque Stelle in testa; il secondo quello di portare a casa un risultato quantomeno superiore a quello delle scorse politiche (18,7 per cento), considerando che alle scorse europee del 2014 partiva da un eccezionale 40,81 per cento di consensi.
Questo è un appuntamento elettorale importante, soprattutto per il futuro dell’Europa. Credo che non sia il caso di dare una lettura da ombelico del mondo, cioè che guardi soltanto alle questioni di politica interna del Paese. Il Partito Democratico è sostanzialmente in Italia la forza politica più consolidata ed unica a credere fortemente nell’Europa. Penso che gli elettori che credono convintamente nel valore che rappresenta l’Unione Europea possano individuare nel PD l’unica forza politica che da sempre è fortemente europeista. È del tutto improbabile pensare ad un risultato che equipari quello che raggiungemmo cinque anni fa, cionondimeno mi auguro che da parte dell’elettorato si premi questo forte convincimento e il fatto che il PD, nello scenario dei partiti italiani, rappresenta un’opposizione chiara e netta nei confronti dell’attuale maggioranza.

Lei pensa che la linea politica del Segretario Zingaretti possa convincere gli indecisi a votare per il vostro partito? Se sì, in cosa si starebbe distinguendo il percorso che il nuovo Segretario sta dando al partito rispetto a quanto fatto dai suoi predecessori?
Credo che già la forte partecipazione alle primarie e il consenso con il quale è stato eletto Nicola Zingaretti dimostri quanto sia stato apprezzato il ruolo di un partito di opposizione che, senza grande clamore, ma con posizioni riformiste e progressiste, si oppone alla deriva dell’attuale maggioranza.

Laura Garavini © Garavini

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Ritiene anche lei, come da più parti politiche e non in Italia, che ci sia veramente un ritorno al fascismo nel nostro Paese?
Io guardo ai fatti, alle vicende, ai toni, alle dichiarazioni che usano diversi esponenti di Governo. Sono toni che non sono affatto consoni ad esponenti istituzionali e neanche ad un Paese democratico e civile che crede ai valori della libertà e della democrazia. C’è un’escalation di episodi, purtroppo, di stampo neo-fascista.

Dopo lo scandalo dell’FPÖ in Austria, gli exit poll del voto svoltosi in Olanda vedrebbero i laburisti di Frans Timmermans primi, seguiti dal partito del Premier Rutte e a seguire i sovranisti di Wilders, che se così fosse non prenderebbe neanche un seggio. Questo secondo lei fa ben sperare per le forze anti-sovraniste di cui il suo partito fa parte?
Sì, fa molto ben sperare. Da un lato il segno che la candidatura di Frans Timmermans come capolista dei socialdemocratici in Europa è stata un’ottima scelta, tra l’altro complimenti a lui anche per l’ottima campagna elettorale che ha tenuto in queste settimane. Questo che emerge dagli exit poll è un bel risultato che lascia davvero ben sperare, proprio perché la popolazione alla fine dei conti dimostra di volere una politica responsabile, e dunque anche un elettorato che non si lascia abbindolare dai toni populistici dei sovranisti di turno, ma che invece sa dare un segnale chiaro anche alla conduzione politica a livello europeo e non solo nazionale.

La sede berlinese della SPD © il Deutsch-Italia

La sede berlinese della SPD © il Deutsch-Italia

Lei è anche membro dell’SPD tedesca. Come vede le possibilità dei social democratici tedeschi, dati dai sondaggi in ulteriore calo di consensi, per queste elezioni europee e, subito dopo, per gli importanti appuntamenti delle elezioni regionali tedesche?
La SPD paga il prezzo di essere alleata di Governo in una grande alleanza. Io mi auguro che anche qui l’elettorato, analogamente a quanto è riuscito a fare nei Paesi Bassi, abbia un senso di responsabilità, perché è inutile punire un partito solo perché sta facendo una politica non egoista, pensando al partito, ma sta facendo invece un grande atto di generosità per il bene del Paese. Quindi io mi auguro che anche da parte dell’elettorato tedesco ci sia un segnale simile e analogo a quello dato dall’elettorato in Olanda, e cioè un premiare la politica seria, della responsabilità, per il bene del Paese, invece di dare delle risposte di pancia che rischiano soltanto di dare l’ebrezza di aver inflitto una punizione, che poi invece nei fatti può avere delle conseguenze pesanti non solo per il proprio Paese, ma a livello europeo.

Laura Garavini © Garavini

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Un’ultima domanda: se le scaramucce più o meno autentiche fra i due partner di Governo (Lega e Movimento Cinque Stelle) dovessero continuare anche dopo l’attuale tornata elettorale, pensa che sia credibile un possibile avvicinamento dei grillini al suo partito e un’eventuale alleanza politica?
No, lo escludo. E ritengo che sarebbe un errore andare in questa direzione, perché il fatto di aver creato questa alleanza con la Lega sta dimostrando fortemente quanto i Cinque Stelle siano in realtà un partito non in grado di governare, di mantenere le promesse che continuano a fare in una perenne campagna elettorale. Andarsi ad alleare con un partito di questo tipo vuol dire lasciarsi trascinare in un’ulteriore loro perdita di consenso e ritengo che sarebbe un errore grave da parte nostra. Ma lo escludo che sarà così.

Senatrice la ringrazio per l’intervista.

mm
Nato a Roma, laureato in Filosofia all'università "la Sapienza", è giornalista professionista. Ha collaborato con ilSole24Ore, con le agenzie stampa Orao News e Nova e in Germania con il magazine online ilMitte.

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