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Occorre partire da un assunto: la politica è l’arte del compromesso, come diceva qualcuno. Il che è un bene da un verso, ma non lo è da un altro. Lo è perché le posizioni vanno mediate attraverso la discussione, la dialettica, perché solo discutendo si può arrivare agli accordi partendo da posizioni differenti. Non lo è se dietro ai compromessi raggiunti si cela, spesso, la costrizione ad abbandonare i propri principi (magari legittimi e giusti) per ottenere qualcosa d’altro. In pratica paghi due e prendi, si spera, almeno uno.

L’accordo raggiunto all’unanimità dai 28 Paesi dell’Unione Europea sulla questione dei migranti ha un po’ questo sapore. Soprattutto se visto dal lato italiano. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato nelle prime ore di ieri mattina di aver ottenuto un accordo soddisfacente: «L’Italia non è più sola», ha dichiarato.

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Ma quali sono i punti “salienti” di questo accordo? Secondo le parole dello stesso Conte «il tema della regolazione e della gestione dei flussi migratori deve essere affrontato mediante un approccio più integrato, come avevamo richiesto, che riguardi la dimensione interna, quella esterna e il controllo delle frontiere, all’articolo uno». Inoltre «chi arriva in Italia arriva in Europa» e «tutte le navi che attraversano il Mediterraneo devono rispettare le leggi, quindi anche le ong, e non devono interferire con le operazioni della Guardia Costiera libica». Per quanto riguarda i salvataggi in mare «si prevedono azioni, d’ora in poi, basate sulla condivisione, e quindi coordinate tra gli Stati membri». Poi «verranno intensificati i rapporti e gli accordi con i Paesi di origine e di transito dei migranti» e poi è stata ribadita «la necessità di riformare Dublino». L’Italia non sarebbe “assolutamente” invitata ad aprire centri di accoglienza che «d’ora in poi si possono creare nell’ambito degli Stati membri, ma solo su base volontaria. Quindi, per i Paesi che lo desiderano e che vogliono attrezzarsi per farlo ci saranno centri con una gestione collettiva europea». Infine si è «affermato il principio del rifinanziamento del Fondo fiduciario per l’Africa, che ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti dal Nord-Africa».

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Fin qui le dichiarazioni del nostro Presidente del Consiglio, poi per quel che si è saputo dalla Cancelliera Angela Merkel «i Paesi devono prendere tutte le misure necessarie e collaborare strettamente tra di loro per contrastare i movimenti secondari».

Partendo da quest’ultima notizia, verrebbe da dire che è un po’ un contentino per il suo ministro degli Interni Horst Seehofer, con cui ha uno scontro violento sul tema, in casa propria. Magari ci saranno specifiche regole che seguiranno, ma detta così sembra solo l’ennesima dichiarazione di circostanza fatta tanto per quietare gli animi dello scomodo alleato di governo. Peraltro in direzione opposta a quello che chiedeva il nostro Paese.

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In merito a quanto dichiarato da Conte, invece, i punti “fumosi” sono molti. “Un approccio più integrato” cosa vuol dire? Ma magari anche questo punto verrà chiarito in seguito. Il fatto che le navi, comprese quelle delle “ong”, debbano rispettare le leggi mi sembra una sottolineatura pleonastica. Ci mancherebbe pure che non lo facessero. Ma chi controllerà e in base a quali parametri assieme alla Guardia Costiera libica? Inoltre che limiti di operatività dovranno rispettare? Potranno continuare a scorrazzare tranquillamente fino a due passi dalla costa libica o gli verranno imposti limiti ben precisi? Anche qui si attendono precisazioni. Riformare Dublino era la richiesta imprescindibile. Ma si è discusso sul come? In quale direzione? O è solo una vuota frase d’intenti proclamata tanto per darla in pasto ai microfoni dei giornalisti? Infine l’ennesima chicca, la supercazzola come avrebbe detto Tognazzi: i centri di accoglienza nei Paesi terzi saranno solo “su base volontaria”. Francamente ce lo voglio vedere un Orban che “su base volontaria” si prende l’incarico di fare un centro d’accoglienza profughi. C’è solo da sperare che i “volenterosi” si dimostrino veramente tali e non si tirino indietro, come già stanno annunciando. Tipo Macron, uno a caso.

A cosa potrebbe essere servito allora questo mezzo flop sui migranti? Si spera che sia lo “scotto” da pagare per ottenere riforme importanti dal punto di vista economico, ossia aperture concrete riguardo il cambio di regole che finora non hanno fatto altro che strozzare il nostro Paese. Ad esempio il famoso 3 per cento del Patto di stabilità, o quell’autentico abominio che è il pareggio di bilancio fatto mettere in Costituzione dal senatore Mario Monti. Staremo a vedere. Intanto, ultima nota, zitti zitti i 28 hanno dato il via libera al rinnovo delle sanzioni economiche alla Russia, che ora dovranno essere adottate formalmente. Ma l’Italia non era contraria?

Speriamo di non dover dare ragione all’assunto della frase attribuita a Winston Churchill: «L’abilità in politica consiste nella capacità di prevedere ciò che accadrà domani, la settimana prossima, il mese prossimo, l’anno prossimo. E successivamente nell’essere in grado di spiegare perché non è avvenuto».

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Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio G. Conte

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