Caduta degli dei © il Deutsch-Italia
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La sede della SPD a Berlino © il Deutsch-Italia

La sede della SPD a Berlino © il Deutsch-Italia

Centocinquantasei anni di storia, quasi polverizzati: il più antico partito d’Europa, la più antica socialdemocrazia del mondo intero, ossia la Sozialdemokratische Partei Deutschlands (SPD) al suo peggior risultato almeno dal dopoguerra ad oggi con un misero 15,5 per cento, e mai da quando aveva assunto questo nome, cioè dal 1893 (con eccezione del 1933 durante le elezioni del Reichstag) era andata sotto il 20 per cento dei consensi. Questo risultato catastrofico è stato doppiato in Germania in ben due elezioni in contemporanea: quelle europee e quelle che si sono tenute nella città-Stato di Brema.

Carsten Sieling © CC BY-SA 3.0 Gerd Seidel WC

Carsten Sieling © CC BY-SA 3.0 Gerd Seidel WC

Partendo da queste ultime il partito guidato da Carsten Günter Erich Sieling, sindaco della città anseatica, è passato dal 32,8 per cento delle precedenti elezioni del 2015 al 25,2 per cento di quest’anno. E come se non bastasse è stato superato dalla CDU di Carsten Meyer-Heder che ha raggiunto circa il 27 per cento dei consensi* (con un aumento di circa 4,7 punti percentuali): non accadeva da ben 73 anni che la SPD perdesse la leadership politica della città. Come se non bastasse tale risultato negativo va di pari passo con quello registrato a livello europeo, dove i consensi per i socialdemocratici si sono fermati ad un catastrofico 15,5 per cento, ossia ben 11,8 punti in meno rispetto alla scorsa tornata elettorale. In Europa anche l’Unione (CDU+CSU) non ha dato una buona prova di sé raggiungendo circa il 28,9 per cento, con un calo di circa 7 punti percentuali.

Baerbock-Habeck © Dominik Butzmann

Baerbock-Habeck © Dominik Butzmann

Al contrario, senza dubbio alcuno, vincitori in entrambe le sfide elettorali si sono rivelati, come da previsioni, i Grüne, che se a Brema hanno raggiunto un buon risultato con circa il 17,5 per cento dei consensi (ed un aumento di circa 2,5 punti percentuali rispetto al 2015), hanno in Europa trionfato con quasi 21 punti ed un aumento di circa 10 rispetto a 5 anni fa, diventando così il secondo partito di Germania, staccando di circa 5 punti percentuali la SPD di Andrea Nahles.

Per quanto riguarda gli altri partiti la Linke ha registrato un calo in 2 punti in Europa, arrivando a circa il 5,4 per cento, ma ne ha significativamente guadagnati 1,5 nell’elezione regionale. I liberali dell’FDP raggiungono circa il 5,5 per cento nelle europee (con circa 2 punti in più rispetto alla precedente tornata) e si arrestano a circa il 6 per cento a Brema, con una perdita di circa mezzo punto. A guadagnare tanto nelle europee che nelle elezioni regionali sono stati i componenti di Alternative für Deutschland (AfD) che hanno guadagnato quasi 4 punti percentuali nelle prime, sfiorando l’11 per cento (in Sassonia ha raggiunto quasi il 30 per cento dei consensi), e sono arrivati a circa il 7 nella città-Stato. Infine è da notare che tutte le altre liste più piccole (erano ben 41) che si erano presentate in Europa hanno raggiunto circa il 13,5 per cento e, quasi sicuramente, almeno alcune di loro dovrebbero ottenere dei seggi in Parlamento.

Annegret Kramp-Karrenbauer © CC BY-SA 3.0 Claude Truong-Ngoc Wikimedia C.

In ogni caso i due grandi perdenti di queste elezioni sembrano essere gli alleati di Governo. La CDU di Annegret Kramp-Karrenbauer che non è riuscita a trascinare il suo partito in una cavalcata vincente in Europa: il risultato deludente del 28,9 dell’Unione va infatti suddiviso in un 22,1 per cento della CDU, con un calo di ben 7,9 punti percentuali, e un 6,5 della CSU bavarese, con un aumento di 1,2 punti. La SPD è però, come dicevamo, il malato più grave. L’ex leader di partito Sigmar Gabriel così si è espresso in proposito: «Si tratta di qualcosa di più che di una sconfitta, ora si tratta dell’esistenza dell’SPD come forza politica in Germania». A Brema si prospetta la possibilità di un governo rosso-verde-rosso (SPD-Verdi-Linke). Alla luce dei risultati ottenuti anche in Europa, i Grüne sembrano proprio essere l’ago della bilancia per un possibile, e forse a questo punto inevitabile, rimpasto anche a livello nazionale.

* (Tutti i risultati sono quelli noti al momento in cui è stato scritto questo articolo)

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Le elezioni a Brema: pesanti perdite per l’Unione e la SPD

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