© Vincenzo Di Giuseppe per il Deutsch-Italia

Questa è la storia di quattro italiani, un artista toscano, un noto ristoratore suo conterraneo che vive a Berlino da oltre 40 anni, una giornalista ed un personaggio immaginario. Quest’ultimo entrerà in scena alla fine della storia, e a pieno titolo.

L’artista toscano si chiama Giampaolo Talani, originario di San Vincenzo, un paese di mare in provincia di Livorno. Il ristoratore si chiama Massimo Mannozzi, anch’egli toscano, ma di Viareggio. La giornalista si chiama Cristina Cipolletta, napoletana d’origine e che vive in Germania da più di vent’anni.

Cos’hanno in comune questi tre personaggi? L’amore per l’arte, l’amore per l’Italia, l’amore per la Germania.

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È stato proprio per queste ragioni che i tre si sono messi assieme per organizzare un’operazione culturale e di prestigio per l’Italia tutta, riuscendo a realizzare una promozione artistica di tutto rilievo per il nostro Paese in Germania, a Berlino per la precisione. Dopo un’attenta preparazione ed una trattativa portata avanti con le autorità tedesche è stata inaugurata una statua, il nostro quarto personaggio immaginario, dal titolo Partenza, Abreise in tedesco. L’avvenimento s’è svolto con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura.

L’operazione, a costo zero per la Germania (essendo stata finanziata con capitali privati), è stata possibile grazie alla volontà di tutti e tre i nostri connazionali di portare un pezzo d’italianità proprio difronte alla Cancelleria tedesca, dall’altra parte della Sprea nel piazzale antistante la più grande stazione ferroviaria su più livelli di tutta l’Europa, l’Hauptbahnhof.

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La statua è un bronzo alto tre metri e mezzo, rappresentante un viandante con la valigia, con i capelli e la cravatta mossi dal vento. Un vento che viene da lontano, dal mare. Quel mare da cui proviene Talani, che da giovane faceva il bagnino, e che tanto ha ispirato la sua opera d’artista. Un paradosso parlare di mare in una città come Berlino che, notoriamente, il mare non ce l’ha? No, direi proprio di no. Come ha scritto Roberto Giardina nel suo libro “Berlin liegt am Mittelmeer”, Berlino s’affaccia sul Mediterraneo, la capitale tedesca dista meno dall’Italia di quanto Lampedusa disti dalle Alpi. È un mare dove confluiscono più genti da tutta l’Europa e da cui si mettono in cammino verso tutte le parti del mondo. La “Partenza” di Talani è proprio il simbolo di quest’anelito verso il cambiamento di una città, di una società, di un’intera nazione. Lo stesso cambiamento che ciascuno di noi sente dentro di sé in molti frangenti della vita.

Abbiamo incontrato l’artista dopo l’inaugurazione del monumento, avvenuta alla presenza di numerosa stampa tedesca ed italiana, con il coinvolgimento diretto delle autorità tedesche nella persona di Sabine Weißler, assessore alla cultura del distretto Mitte.

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Signor Talani, ci parli della sua origine e di come ha iniziato la sua carriera artistica

Provengo da un piccolo paesino in provincia di Livorno, San Vincenzo, dove mio padre aveva uno stabilimento balneare. Io tutta la mia infanzia e gioventù l’ho passata sul mare, facendo uno dei lavori più belli del mondo, ossia il bagnino. Un mestiere difficile che dà grandi gioie quando si riesce a salvare una vita, ma anche grandi dolori quando la vita che avresti potuta salvare ti sfugge tra le dita delle mani, come l’acqua, portando con sé anche un pezzo della tua anima.

Nel contempo ho studiato al liceo artistico e all’Accademia delle Belle Arti di Firenze.

C’è qualcuno a cui si è particolarmente ispirato nella sua vita artistica?

Sì, lo portai come argomento della mia tesi. Il grande artista belga James Ensor, maestro dell’espressionismo.

Dopo il periodo degli studi, come si è orientato per formare la sua espressione artistica?

Come dico ai giovani occorre ascoltarsi dentro, capire cosa si ha nell’anima perché pian piano possa affiorare in superfice. L’arte è mestiere, ma molto spesso è più importante ciò che si ha da comunicare. Solo allora si può forse parlare d’Arte. Bisogna saper comunicare qualcosa e far sì che gli altri vi si riconoscano.

Lo scultore Giampaolo Talani

Giampaolo Talani


Ha un metodo particolare per ispirarsi?

Io non invento niente in arte. Parlo di quello che sono e di come mi pongo nei confronti degli altri. Quel che m’interessa è l’uomo e lo esprimo tanto nelle mie sculture quanto nei miei dipinti. L’uomo è come il mare. C’è una superfice, apparente, e c’è una profondità, piena di meraviglie e misteri. L’animo umano è come il mare. Le esperienze della vita ti fanno scandagliare il profondo che c’è in ciascuno di noi.

L’opera che è stata inaugurata davanti all’ Hauptbahnhof com’è nata?

Più di dieci anni fa ho conosciuto Massimo Mannozzi, un amico, italiano, che da collezionista è diventato amico e mi ha portato a Berlino. Grazie a lui dapprima feci una mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura dal titolo Il Tempo Sospeso nel 2005, poi una installazione per celebrare il ventennale della caduta del Muro, dal titolo Die Mauer, gli ombrelli della libertà, alla East Side Gallery.

Io parlo di sentimenti con la mia opera ed i sentimenti non hanno barriere linguistiche o geografiche, siano essi di tedeschi, italiani o cinesi. La fragilità umana ci accumuna e questa m’interessa sempre.

Qual è la differenza fra gli italiani ed i tedeschi. Perché ha realizzato tutto ciò in Germania e non in Italia?

Il problema è che in Italia non siamo disciplinati. In Germania sì. Non sono migliori di noi, ma quando affermano di voler realizzare una cosa lo fanno. Da noi si fanno molti proclami e poi si conclude poco. Ecco perché qui è stato possibile realizzare questo piccolo sogno.

Progetti futuri?

Fra poco ci sarà l’Expo a cui sarò presente. Poi a Firenze l’affresco che feci nel 2006 nella stazione di S. Maria Novella verrà trasferito per volere del sindaco nel Museo del ‘900. E’ un grande orgoglio per me essere in un museo così importante.

Saluto il maestro Talani, m’avvio verso la Sprea e mi volto a vedere ancora una volta la statua. Saranno i capelli e la cravatta scossi dal “vento” dell’immaginazione, ma solo ora m’accorgo di quanto sia profondo il mare di Berlino.

 

Il maestro Talani ci ha lasciato questa mattina a seguito di una brutta malattia. Per chi volesse parteciparvi, domani alle 15:00, si terrà una breve commemorazione davanti la statua in Washingtonplatz a Berlino.

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