Sicuramente uno dei temi che da anni stanno tenendo banco nel dibattito politico tedesco è quello dell’integrazione dei profughi, ma più in generale degli stranieri, all’interno della società. Per ragioni di spazio non possiamo dar conto di tutte le opinioni in merito, ma questo piccolo contributo vuole fermarsi ad analizzare la situazione dal mero punto di vista criminale.

Partiamo subito da aridi dati statistici: secondo un report della Polizia Criminale tedesca (BKA), già nel 2016 si notava come il numero di stranieri che avevano commesso un crimine era assolutamente sproporzionato rispetto alla loro influenza sul totale della popolazione residente in Germania. Nello specifico il report in questione indicava come gli stranieri residenti in Germania erano responsabili del 41 per cento del totale degli omicidi avvenuti in quell’anno, del 38 per cento delle violenze corporali, del 39 per cento degli stupri e di altre forme di violenze o molestie sessuali, del 44 per cento di furti in circostanze aggravanti, del 41 per cento di attacchi a conducenti di autoveicoli e del 25 cento di tutti i reati di carattere ambientale. In generale nel report in questione si era calcolato che il 31 per cento di tutti i reati, quindi quasi uno su tre, era stato commesso da stranieri. Considerando che quest’ultimi tuttora rappresentano poco più del 10 per cento della popolazione, l’ingente sproporzione tra stranieri residenti e il loro contributo nel mondo criminale dovrebbe essere evidente anche a chi considera il fenomeno migratorio foriero di conseguenze sempre e solo positive.

Queste statistiche governative non mettono tuttavia in risalto un altro aspetto sotterraneo, ma oramai evidente a chi ha occhi per vedere, ossia quello del riciclaggio di soldi sporchi derivanti dal traffico della droga e del loro reinvestimento nel mercato legale. Non conosco la situazione nelle altre città tedesche, ma parlando per me posso dire senza timore di essere smentito che Berlino, dove vivo da anni, è di sicuro una delle capitali delle mafie straniere operanti in Germania. A fare la parte del leone non sono la ’Ndrangheta ed altre cosche italiane, come si potrebbe pensare, bensì i clan libanesi e turchi che controllano le numerose zone di spaccio presenti in città. Questi introiti illegali non sono altro che una delle tante, ma poco descritte, sfaccettature della politica d’accoglienza verso i diseredati del mondo, i quali vengono sfruttati senza pietà alla luce del sole al fine di garantire ricavi illegali a quei pochi clan stranieri presenti sulla piazza. Basta fare due passi (anche di giorno) nei parchi urbani di Görlitzer Park e Hasenheide per accorgersi come purtroppo tutti gli spacciatori siano giovani africani, arrivati molto probabilmente in Europa passando per i nostri porti.

Hermannplatz © il Deutsch-Italia

Tuttavia la stessa Berlino ha conosciuto negli ultimi mesi episodi di cronaca nera che forse potrebbero contribuire a spiegare il successo dei populismi di destra. Qualche mese fa una banda di minorenni siriani, arrivati e registrati qui come profughi, aveva pensato bene di dare fuoco ad uno dei tanti – ahimè – barboni o senzatetto che dir si voglia, che popolano le stazioni delle metro di Berlino. Per fortuna lo sventurato non è bruciato e si è “salvato” nonostante le gravi ustioni, mentre ai minorenni siriani è stato imputato l’omicidio doloso. Sempre in tema di simpatiche forme d’integrazione quotidiana, qualche settimana fa un giovane gay che stava ballando nella stazione di Hermannplatz era stato circondato da un gruppo di arabi e pestato a sangue; per fortuna anche questo ennesimo episodio di intolleranza non si è risolto con nessun morto, ma è sintomatico di un fiume carsico di violenza pronto ad emergere in qualsiasi momento. Altra tendenza interessante è quella che vede il 2017 chiudersi con 100 episodi acclarati di attacchi a cristiani, tra i quali ci è scappato un morto. Ancora una volta è la Polizia Criminale a darci conto di ciò.

Tiergarten © il Deutsch-Italia

Ulteriore crepa nel muro dell’ideologia integrazionista, che in questo caso rischia invece di rovinare le vacanze ai tanti turisti che si recano a fare shopping nel viale del lusso del Ku’damm passando per il vicino Zoo, è la presenza in esponenziale aumento di senzatetto che si accampano di giorno e notte nell’enorme parco cittadino di Tiergarten. In tutta risposta il Senato della Capitale, governato da sempre dal combinato disposto tra SPD e la Linke, ha deciso di far sgomberare il parco dalla presenza di centinaia di codesti barboni, per lo più polacchi, che con le loro risse giornaliere rischiavano di deturpare l’idilliaca immagine della Berlino turistica a poche centinaia di metri di distanza dai negozi del lusso. Come se non bastasse, di notte il Tiergarten diventa una vera e propria terra di nessuno o, almeno, per chi sa quel che cerca; la politica d’accoglienza, dopo il corollario di droghe vendute dagli africani a Kreuzberg e dintorni, ci ha ora infatti concesso il privilegio di assistere ad un fenomeno di prostituzione giovanile maschile, che vede coinvolti minorenni siriani che al calar della notte offrono i loro servigi ai bravi padri di famiglia tedeschi. Non male come successo nell’accoglienza di migliaia di minori stranieri non accompagnati.

Come accennato all’inizio, per ragioni di spazio è chiaro che non siamo in grado di rendere conto in poche righe di un fenomeno molto complesso. Lungi poi dal sottoscritto l’idea di considerare tutti i profughi o musulmani qui residenti come dei potenziali criminali. Quel che è certo è che la politica tedesca per anni ha minimizzato il fenomeno, con le conseguenze in termini di crescita dei cosiddetti populismi visibili sotto gli occhi di tutti.

.

Droga e prostituzione nel Tiergarten di Berlino

Print Friendly, PDF & Email