© il Deutsch-Italia
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Angela Merkel © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Angela Merkel © Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Il barometro della politica segna il corso dei tempi che stiamo vivendo, e quelli tedeschi sono incerti. Lo testimonia il fatto che i cittadini della Repubblica federale abbiano fatto dietrofront circa le preferenze accordate nei confronti dei politici nazionali. Ebbene sì, sempre lei, la Mutti nazionale, la Cancelliera che ininterrottamente da ormai 14 anni (li festeggerà il prossimo novembre) guida le sorti della Germania, è nuovamente tornata ai vertici della classifica: è lei la più amata dai tedeschi. Infatti, secondo un sondaggio della società Civey, Angela Merkel (CDU), pur registrando un calo di consensi che rispecchia il sentimento generale dei cittadini verso il suo e gli altri partiti dell’arco costituzionale, rimane in cima alle preferenze con un 40 per cento di intervistati che si sono detti soddisfatti o abbastanza soddisfatti del suo operato. A seguire troviamo il ministro degli Esteri, il socialdemocratico Heiko Maas che, però, si ferma al 32 per cento di consensi. Vengono poi il ministro della Famiglia, la socialdemocratica Franziska Giffey con un 25 per cento e il cristiano sociale Gerd Müller, ministro per la Cooperazione economica e dello Sviluppo con un più modesto 21 per cento.

Jens Spahn © CC BY-SA 3.0 Stephan Baumann

Jens Spahn © CC BY-SA 3.0 Stephan Baumann

Anche uno dei leader della CDU, il ministro della Sanità Jens Spahn è dato in risalita nei consensi, soprattutto a seguito della sua proposta di introdurre obbligatoriamente la vaccinazione contro il morbillo per i bambini che frequentano le scuole. Il disegno di legge in preparazione prevede infatti multe salate (fino a 2.500 euro di multa) e l’esclusione dagli asili per quanti non vi si atterranno. E, sempre stando ai sondaggi, ben il 68 per cento dei tedeschi sarebbe d’accordo con lui su questa iniziativa. Il grande perdente nei consensi dei suoi connazionali è il ministro dell’Economia, Peter Altmaier (CDU), accusato recentemente dagli imprenditori di aver trascurato la classe media. I risultati dell’economia tedesca, ulteriormente visti al ribasso durante lo scorso mese di aprile, di certo non hanno aiutato la sua popolarità.

 Annegret Kramp-Karrenbauer © Paolo Calleri

Annegret Kramp-Karrenbauer © Paolo Calleri

Altra posizione incerta sembra essere quella della delfina di Angela Merkel, Annegret Kramp-Karrenbauer. AKK infatti è stata in parte criticata per essersi schierata contro la tassa sulle emissioni di anidride carbonica, che andrebbe a gravare maggiormente sui redditi più modesti. All’interno del partito sembra non avere ancora quella spinta necessaria per farla dichiarare sicuramente erede certa della Mutti nazionale alla Cancelleria.

Ma in generale è tutta l’Unione a non passarsela troppo bene. Attualmente è data sotto la soglia del 30 per cento dei consensi (29,9 per l’esattezza) per le prossime elezioni europee. Gli alleati di Governo, la SPD, in leggero rialzo al 18,2, superata dai Verdi dati in rialzo al 18,6. Segue l’AfD con un 11,1 per cento, l’FDP (i liberali) con il 7,2 e la Linke con il 6,5. Gli altri partiti assieme arriverebbero all’8,5 in totale.

Europa

Europa

I cittadini aventi diritto al voto del prossimo 26 maggio in Germania sono 60,8milioni. Di questi 3,9milioni sono gli stranieri, cittadini della UE, che possono votare nella Repubblica federale. I deputati cui avrà diritto la nazione più popolosa d’Europa sono 96 (la Francia 74, l’Italia e la Gran Bretagna 73). I partiti che si presentano al giudizio dell’elettorato sono in totale 41 e andranno a far parte, con i loro eletti, dei 751 membri del futuro Parlamento. Un primo assaggio di quello che potrebbe aspettare la Germania negli importanti appuntamenti elettorali dei prossimi mesi, primo fra tutti quello della città Stato di Brema, governata praticamente da sempre dalla SPD. Se questa roccaforte dei socialdemocratici dovesse cedere, sicuramente la cosa avrebbe una conseguenza per le sorti future della Große Koalition. Dopodiché ci saranno le elezioni in tre ex Stati della DDR, ossia Sassonia, Brandeburgo e Turingia. Le previsioni non sembrano aiutare i partiti di Governo da quelle parti, popolarità di Mutti Angela o meno.

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