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Una lotta che dura da anni, quella dell’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari industriali venduti nei supermercati dell’Unione europea. Un regolamento formale, entrato in vigore nel dicembre 2016, dopo ben 8 anni di discussioni e con un tempo obbligatorio d’attuazione di 5 anni, prevede che i produttori alimentari debbano fornire informazioni sul valore energetico e su 6 nutrienti degli alimenti venduti: grassi, saturati, carboidrati, zuccheri, proteine e sale (in quest’ordine), e che siano espressi per 100 g. o per 100 ml. di prodotto. Queste informazioni dovrebbero essere presentate in una tabella nutrizionale nello stesso campo visivo (in genere sul retro della confezione, mentre sul fronte della confezione rimane un atto volontario) e in aggiunta possono essere espresse su ogni porzione. Ulteriori nutrienti (cioè monoinsaturi, polinsaturi, polioli, amido, fibre, vitamine e minerali) possono essere inclusi volontariamente.

Dichiarazione nutrizionale obbligatoria © Laboratorio chimico cct

Essendoci un periodo d’attuazione di 5 anni, finora, le principali aziende si sono ben guardate dall’apporre volontariamente tale etichettatura sulle confezioni vendute. Tuttavia recentemente, a sorpresa, Danone ha deciso che dal prossimo anno in Germania apporrà una codifica a colori. La tipologia di tale etichettatura sarà quella già adottata in Francia, la cosiddetta “Nutri score”, che fa un esame complessivo del profilo del valore nutrizionale di un prodotto, valutando, e quindi compensando, componenti nutrizionali poco costosi e sfavorevoli. Il risultato viene visualizzato con una scala di colori a cinque livelli, che viene anche marcato con le lettere da “A” a “E”. Un prodotto con un profilo nutrizionale favorevole ed equilibrato riceve una classificazione verde e la lettera “A”, un prodotto molto sbilanciato riceve un punteggio rosso e la lettera “E”.

Tale sistema differisce da quello preso a modello circa 10 anni fa da Bruxelles, sulla base dello standard nutrizionale dell’Autorità alimentare britannica FSA (Food Standards Agency), che avrebbe dovuto essere il modello da adottare nell’Unione europea. Il colore del semaforo di quest’ultimo sistema si basa infatti sui valori nutrizionali riferiti a 100 grammi. Il campo di zucchero diventa rosso quando un prodotto contiene più del 15 per cento di zucchero, e stessa cosa per il grasso o il sale.

Molling © Darek Gontarski

Come dicevamo l’industria alimentare aveva per anni cercato di opporsi all’adozione di tali etichettature, tentando nel contempo d’imporre il proprio modello. Grandi società come Nestlé, Mondelez, Unilever, Coca-Cola, Pepsi e Mars avevano appositamente stipulato un’alleanza a questo fine, fintanto che Mars, quarto produttore a livello mondiale di cibo, ha cambiato idea e ha chiesto un quadro legislativo obbligatorio in merito. Danone si sta quindi accodando e la cosa potrebbe accelerare l’etichettatura su base europea.

Luise Molling, attivista dell’organizzazione dei consumatori “Foodwatch” ha dato il benvenuto all’iniziativa dei francesi, pur rimarcando però che «l’idea del semaforo alimentare, con cui i consumatori del supermercato possono confrontare rapidamente diversi prodotti, non funziona se solo un produttore introduce tale sistema».

Le porzioni ballerine © Laboratorio chimico cct

Inoltre, in precedenza, sei grandi compagnie alimentari come Nestlé, Mondelez, Unilever, Coca-Cola, Pepsi e Mars avevano già impostato un loro progetto di ENV (Evolved Nutrition Labelling), che è “un’etichettatura degli alimenti avanzata”, il cui principio è simile al “semaforo” britannico, ma non per 100 grammi di prodotto, bensì per “porzioni”, il che dà come risultato effetti piuttosto diversi, come dimostrato da Foodwatch stessa in un test comparativo. Ad esempio la “Nutella” non avrebbe avuto il semaforo rosso, né i cracker “Mondelez” o i mini cereali “Cini” della Nestlé. Con l’etichetta britannica del semaforo, la Nutella otterrebbe tre semafori rossi, cracker Tuc due, e uno i cereali Cini-Minis della Nestlè.

Ultima curiosità: sono ben 33 le aziende che hanno aderito al “Nutri score”, come comunicato dall’agenzia “Santé Publique France. Tra i marchi più noti, oltre la Danone, ci sono le tre catene della grande distribuzione Auchan, Leclerc e Intermarché, oltre al leader dei piatti pronti Fleury Michon e altre aziende note come Bonduelle, ma nessuno di questi adotterà tale sistema da noi in Italia.

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Come funziona il sistema del “semaforo” in Francia

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