Roma-Fiumicino-©-CC-BY-SA-3.0.de Ra-Boe

Tutti ricordano la notte tra il 6 e il 7 maggio del 2015 come un giorno funesto per l’aeroporto di Roma Fiumicino e per il sistema aeroportuale italiano. In quel frangente, infatti, andò a fuoco gran parte del Terminal 3 dell’aeroscalo della Capitale causando ritardi, cancellazioni e disagi a non finire che si prolungarono molto a lungo nei mesi successivi. Successivamente un altro incendio, avvenuto questa volta all’esterno, causò altri problemi.

I giornali nostrani e quelli internazionali, tedeschi inclusi, non lesinarono, giustamente critiche e commenti anche salaci circa l’organizzazione carente della società deputata alla gestione dell’aeroporto, ossia l’AdR. Fiumicino lo scorso anno ha visto il transito nelle sue strutture di oltre 41,7milioni di passeggeri (il primo scalo italiano e il sesto in Europa dopo Londra, Parigi, Francoforte, Amsterdam e Madrid), dunque un aeroporto di più che discreta grandezza e, secondo l’Aci (Airport Council International), un’associazione internazionale che grazie alle interviste ai passeggeri valuta la qualità percepita in 250 aeroporti di tutto il mondo, nel 2016 è risultato essere il più gradito all’interno dell’Unione Europea. Più nel dettaglio, si legge nel rapporto del sondaggio effettuato, «sono stati premiati i controlli di security, dove sul punteggio totale incidono la cortesia del personale, insieme ad accuratezza e velocità del servizio. Un ottimo riscontro è giunto anche da servizi come il Wi-Fi libero e gratuito e le nuove postazioni e-Gates per il controllo automatico dei passaporti. In termini di comfort, significativo impatto hanno avuto l’igiene e la disponibilità delle toilette, tra i servizi maggiormente graditi dal passeggero, insieme alla generale pulizia delle aerostazioni, costantemente monitorata da personale aeroportuale dedicato». Insomma un giudizio di cui, una volta tanto, andare fieri.

Altra storia invece quella che riguarda quello che dovrà essere il maggiore aeroporto di Berlino, cioè Schönefeld, che quando sarà completato prenderà il nome di Flughafen Berlin Brandenburg International Willy Brandt (Bbi).

Già, il punto è proprio questo: quando sarà completato? Vi avevamo a più riprese già raccontato le vicende legate ai continui rimandi dell’inaugurazione dell’aeroscalo tedesco, e l’ultima data che era stata annunciata da Dieter Faulenbach da Costa, esperto pianificatore dei lavori del futuro scalo berlinese, per il 2019 a quanto pare potrebbe non essere certa (la data prevista è nel 2018, più il tempo dei collaudi). Comunque un annuncio in tal senso verrà fatto da Engelbert Lütke Daldrup, presidente del Consiglio di sorveglianza della “Flughafen Berlin Brandenburg GmbH”, ossia la società che gestisce la struttura berlinese, durante l’estate. Herr Daldrup, il cui stipendio per inciso, secondo il quotidiano “Die Welt” raggiungerà la ragguardevole somma di oltre 400mila euro l’anno, non facendo di certo invidia ai tanto criticati e criticabili per questa ragione manager italiani, è intenzionato a rispettare il budget di 6,5miliardi di euro di costi preventivato dagli azionisti (la cifra iniziale stabilita era di 2miliardi). “Dal 2021 in poi saremo finanziariamente indipendenti, perché saremo in grado di generare un reddito con il nuovo aeroporto. Abbiamo sufficiente liquidità a disposizione per finire di costruire il BER”, ha dichiarato al “Berliner Morgenpost”. Il manager è contrario inoltre al proseguimento delle attività dell’altro aeroporto berlinese, Tegel, una volta completato quello di Schönefeld. Attualmente i due scali della Capitale, assieme, hanno un giro di passeggeri di circa 33milioni all’anno.

I numerosi rinvii dell’apertura sono stati dovuti a diversi problemi, fra i quali la riprogettazione sbagliata dei dell’impianto anti-incendio, oltre al riposizionamento di 5mila chilometri di cavi la cui messa in opera è risultata sbagliata. Problemi poi ci sono stati con l’ottanta per cento delle porte automatiche dell’avioscalo. Inoltre l’eventuale chiusura di Tegel causerebbe, secondo uno studio della stessa società di gestione, un problema per la raggiungibilità dell’aeroporto attraverso le attuali autostrade A100 e A113, che già attualmente vedono un carico di vetture superiore alle 147mila giornaliere. In particolare l’A100 già vede superati i limiti di percorribilità durante le ore di punta del traffico. I previsti 34,7milioni di passeggeri per il 2018, i 42,6milioni nel 2025 e i 54,6milioni per il 2040 costituiscono un ulteriore problema di raggiungibilità del sito da risolvere.

Secondo un sondaggio fatto dall’Istituto Forsa per conto della “Berliner Zeitung”, il 66 per cento dei berlinesi sono fiduciosi sull’apertura del nuovo aeroporto, ma uno su quattro degli interpellati, malignamente, pensa che non sarà mai aperto.

A Fiumicino per il 2020 dovrebbe essere aperta la quarta pista, preventivata nel quadro del raddoppio dell’aeroporto denominato “Fiumicino Nord” o “Fiumicino Due”, la cui inaugurazione è prevista per il 2044. Speriamo che per allora il grande aeroporto berlinese possa essere già una realtà operativa.

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Un giro per l’aeroporto di Berlino Schönefeld

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