Rainer Wendt © Superbass CC-BY-SA-4.0

La storia è di quelle che da noi, in Italia, farebbe sorridere, se non ridere del tutto. In Germania, verrebbe da dire per fortuna, ancora non fa questo effetto, ma provoca scandalo. Stiamo parlando di quello suscitato da Rainer Wendt, capo della DPolG (Deutsche Polizeigewerkschaft im DBB), secondo sindacato di polizia tedesca per importanza e numero di iscritti, circa 94 mila (il primo è il GdP, Gewerkschaft der Polizei, con 175 mila iscritti). Herr Wendt è stato infatti accusato di aver ricevuto illecitamente per alcuni anni un doppio stipendio. Oltre all’incarico presso il sindacato, svolto a Berlino, il sessantenne originario della Ruhr, è anche ispettore capo della polizia del Nord Reno-Vestfalia a Duisburg, servizio quest’ultimo che prevede almeno 28 ore lavorative a settimana e che, però, non ha mai esercitato.

La vicenda è venuta fuori nel corso di un’intervista fatta dalla rete “Ard” di Monaco di Baviera, durante la quale il poliziotto aveva prima negato la cosa, per poi successivamente ammetterla, sostenendo però di percepire per entrambi gli incarichi uno stipendio neanche equivalente a quello di un commissario capo di polizia. Fatto sta che lo scorso mese di febbraio il signor Wendt ha fatto domanda di pensionamento. Sarà un caso? Lui sostiene di sì, avendola fatta per motivazioni personali che esulano dal caso venuto alla luce.

Non sono mancati gli immediati attacchi politici dal leader dell’Spd Ralf Stegner e dal capo del Governo della Turingia, Bodo Ramelow (die Linke). La Cdu, peraltro lo stesso partito a cui Herr Wendt aderisce, ha chiesto al ministro dell’Interno del Nord Reno-Vestfalia (dove ci saranno le elezioni fra due mesi), Ralf Jäger (Spd), di riferire in merito in Parlamento giovedì prossimo. Nel frattempo si è venuto a sapere che altri due sarebbero i poliziotti che avrebbero usufruito dello stesso privilegio: Sebastian Fiedler, dell’Unione della polizia tedesca, e Erich Rettinghaus, responsabile regionale del sindacato di polizia tedesco.

Sicuramente la vicenda non cadrà nel dimenticatoio e ne vedremo presto gli sviluppi. Fermo restando che la cosa è sicuramente riprovevole, non colpisce più di tanto noi italiani, ben abituati alle retribuzioni dei doppi, tripli, quando anche non molteplici incarichi. Fra i nomi più noti viene in mente quello dell’ex presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, il quale era riuscito ad accumulare ben 25 cariche simultaneamente, per una retribuzione annua di circa 1milione e 200mila euro. Fino al 2014, quando si dimise dall’incarico all’Istituto nazionale di previdenza sociale, a nessuno era probabilmente venuto in mente di chiedergli conto (eccezion fatta per la trasmissione televisiva Report), in forma ufficiale, di come potesse presiedere contemporaneamente nell’arco di un mese lavorativo a così tanti incarichi. Ma il nostro è un altro pianeta, per così dire.

Franco Gabrielli © CC BY-SA 2.0 Flickr Centro Nazionale Volontariato

Le retribuzioni dei poliziotti sono a ben altro livello, tanto in Italia che in Germania. Nel Paese della Cancelliera Merkel, durante la formazione, una recluta percepisce tra i 1.050 e i 1.200 euro lordi, mentre il primo stipendio va dai 1.600 ai 1.800 euro (lordi). Le variazioni sono dovute al fatto se si stia operando a livello regionale (dove ci sono variazioni da Stato in Stato) o federale. Con l’andare degli anni lo stipendio medio presso una stazione di polizia può arrivare ai 3.300 euro (lordi), più eventuali festivi, notturni o straordinari. Lo stipendio più alto che si può percepire arriva a 5.500 euro al mese (lordi). Poi ci sono i funzionari superiori. Pur non essendoci un equivalente con la nostra di polizia, il capo di quella tedesca arriva a circa 8.000 euro al mese (lordi).

Da noi si parte dei 1.050 – 1.200 durante i tre anni di formazione, per poi passare ai 1.600 – 1.800 come stipendio di partenza. Lo stipendio medio è di circa 3.531 euro (lordi), che può arrivare ai 4.115 per un poliziotto con oltre nove anni di esperienza. Il capo della nostra polizia, Franco Gabrielli, di euro ne guadagna oltre 740mila all’anno. Ma non ha doppi incarichi.

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L’intervista a Rainer Wendt

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