Ute (64 anni) e Volker Bernhardt (69 anni) abitano in un piccolo paesino a una trentina di chilometri a Sud di Kassel, in alta Sassonia. I coniugi Bernhardt, a quanto riporta la “Melsunger Allgemeine Zeitung”, sono stati oggetto di piccole vessazioni da parte di un postino. I due infatti, appassionati di pesca, erano soliti rifornirsi presso un noto sito di accessori per gli amanti del settore, la Askari. Avevano già fatto numerosi acquisti online e a settembre scorso aspettavano la consegna di 5 pacchetti che però tardava. Non vedendo nulla, avevano chiamato la ditta e avevano scoperto che uno dei cinque era tornato indietro come “rifiutato”, mentre degli altri quattro non se ne sapeva più nulla.

Il mistero si è presto risolto. In realtà i pacchi erano stati regolarmente spediti, ma il postino del corriere internazionale non glieli consegnava perché aveva paura del loro cane Paco che scodinzolava nel giardino. Herr Bernhardt aveva un giorno incontrato il corriere e costui, invece di portargli il pacchetto sulla soglia di casa, era rientrato in macchina e lo aveva apostrofato a male parole. Costui aveva inoltre falsificato la loro firma e aveva rispedito indietro al mittente uno dei pacchetti. Ironia della sorte è che gli stessi coniugi avevano lavorato per cinque anni come postini per la Hermes: «Lo tornerei a fare sempre volentieri», ha commentato in proposito Frau Ute, «Era così bello comunicare con la gente» ha poi aggiunto nostalgica. «Non avrei mai immaginato una cosa del genere», ha invece detto laconico suo marito. Al momento aspettano ancora la consegna dei plichi e non si sa se saranno presi provvedimenti nei confronti del postino.

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Si sa, non ci sono più i tempi di una volta, ma il problema dei coniugi Bernhardt non è un caso isolato. Personalmente è capitato anche a me di assistere ad episodi simili, o di esserne vittima a mia volta. Abito a Berlino, dunque in una realtà diversa da quella del piccolo paesino in alta Sassonia. La mia sfortuna è, se così si pu

ò dire, quella di abitare in un Hochgeschoss, cioè in un piano rialzato. Siccome nel mio palazzo, come nella stragrande maggioranza degli edifici della Capitale, non c’è l’ascensore, postini e corrieri mi hanno in un certo senso scambiato per il portiere della scala. In special modo nei primi tempi dopo il mio arrivo nel palazzo, quando ancora non tutti i postini e i corrieri di quartiere mi conoscevano, venivano da me chiedendomi di prendere pacchi, pacchettini e lettere per il resto degli inquilini che abitano ai piani superiori. Un po’ per buon vicinato, un po’ per mancanza d’esperienza, ero solito accettare ogni sorta di richiesta, con la successiva scocciatura di sentirmi suonare dai destinatari dei vari pacchetti ad ogni ora del giorno e quasi della notte. Successivamente capii che per lo più postini e corrieri sceglievano me non perché i destinatari delle missive e dei pacchi non fossero in casa, bensì semplicemente perché non volevano fare le scale.

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A dire il vero è successo perfino al sottoscritto di non ricevere la missiva che aspettava, ma di trovare nella cassetta la ricevuta per andare in posta a ritirarla, come non fossi stato in casa. Il problema era che invece ero nel mio appartamento, e avevo sentito distintamente il postino fuori la porta conversare al cellulare e mettere qualcosa nella mia cassetta della posta. Avrebbe potuto suonare per consegnarmi il plico, ma evidentemente era troppo preso dalla conversazione telefonica. In quell’occasione mi andò particolarmente male, perché non trovai neanche alla posta la raccomandata che stavo aspettando dall’Italia. Semplicemente scomparsa nel nulla. Dopo mesi di ricerche la Deutsche Post mi comunicò solo che la lettera non si trovava, ma che rimaneva a mia disposizione per qualunque altra domanda volessi fargli. La gentilezza prima di tutto. E dire che io il cane non ce l’ho neppure.

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I pacchetti a volte non arrivano

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