Bud Spencer © Youtube Cartucho
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Carlo Petersoli © CC BY-SA 4.0 Michel Buchmann WC

Carlo Petersoli © CC BY-SA 4.0 Michel Buchmann WC

Siamo grati alle botte sonore rifilate da Bud Spencer sul grande e piccolo schermo per molte ragioni. Hanno fatto ridere generazioni di spettatori in Italia e all’estero (come in America sorprendentemente), hanno fatto sognare un po’ tutti coloro che avrebbero voluto imparare ad assestare qualche buon gancio contro lo sbruffone di turno pur rimanendo profondamente buoni.

A Bud Spencer, all’anagrafe Carlo Pedersoli (il suo nome cinematografico lo scelse dalla sua birra preferita Budweiser e dal suo attore preferito Spencer Tracy), e alle sue misurate, ma riuscitissime battute gli italiani emigrati negli anni ’60 e più avanti attribuiscono un riconoscimento ancora più nobile. Il più importante. Quello di aver contribuito a unire e rinsaldare i legami nelle comunità di immigrati italiani nelle città di forte immigrazione di mezzo mondo. Tanto più com’è stato per tanti piccoli comuni nel Sud industriale della Germania.

Bud Spencer © Youtube Cartucho

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Il successo degli “Spaghetti western” del big Bud e del suo inseparabile compagno di scazzottate Terence Hill ha ispirato, liberato, sdrammatizzato e anche commosso tanti giovani uomini – e donne, moltissime – che lontano da casa hanno trovato una passione comune negli sganassoni d’autore Made in Italy.

Negli anni ’70, quando mio padre lavorava in una fabbrica di mattoni a Luwdigsburg, vicino Stoccarda, la pausa pranzo in mensa o nel cortile dello stabilimento era caratterizzata da una zuffa continua. Si sprecano gli aneddoti in cui tra compagni di lavoro si ripetevano le battute più celebri di “Lo chiamavano trinità” oppure di “Dio perdona, io no”.

Carlo Pedersoli © Federnuoto.it Foto Archivio Lazio Nuoto

Carlo Pedersoli © Federnuoto.it Foto Archivio Lazio Nuoto

Alle improvvisate rappresentazioni partecipavano tutti: calabresi e siciliani, napoletani… e pure i tedeschi, cui ormai il faccione barbuto di Spencer e lo sguardo irresistibile di Hill erano famigliari. Un gancio ben teso era come un accenno di integrazione, che portava amicizia. Anche per questo molti tedeschi hanno ben presto iniziato ad amare il muso duro di Bud Spencer. E non hanno smesso per tutta la sua lunga carriera.

Non molti anni fa, il gigante buono del cinema fu al centro di una singolare iniziativa popolare, affinché fosse intitolato proprio al suo nome un tunnel stradale di 2 km che si trova a Schwäbisch Gmünd, nel Baden Wurtemberg.

Bud Spencer © Youtube Cartucho

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Durante un sondaggio cittadino, moltissimi abitanti del piccolo comune chiesero che il nuovo passaggio automobilistico fosse dedicato a Spencer, star che già aveva conosciuto la cittadina tedesca per un altro suo talento, quello del nuotatore professionista. Da ragazzo, infatti aveva partecipato a una gara proprio a Schwäbisch Gmünd. A questa petizione era stato dedicato anche un gruppo Facebook che però non riuscì a sfondare la diffidenza degli amministratori locali, i quali alla fine optarono per un più identitario “Tunnel Unicorno”, simbolo del municipio.

La biografia di Bud, Mein Leben, meine Filme, diffusa nelle librerie nel 2011, ha venduto oltre 100 mila copie e c’è chi giura che per strada non è poi così difficile notare qualche giovane braccio tatuato col faccione del mitico “Piedone”!

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